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Chiaravalle: Siamo chiaravalle, il suicidio politico del Pd locale

Siamo Chiaravalle 3' di lettura 23/05/2013 - Ci stiamo chiedendo: ma questi signori del PD di Chiaravalle, non si sono autoesclusi dal Pd anch’essi? Hanno sfiduciato di fatto il governatore della regione Marche Spacca chiudendogli la porta in faccia, quando avrebbe dovuto tenere un incontro con tutti gli esponenti del PD REGIONALE, presso l’Isola di Chiaravalle.

Si è consumato così l’ennesimo delirio, che se non fosse tragico per il territorio sarebbe decisamente comico, di un partito locale che non riesce più a dialogare con nessuno, nemmeno con i propri compagni di partito e fa l’ultimo disperato quanto farsesco tentativo di recuperare consensi, prendendo in modo tardivo le distanze dalle decisioni politiche per l’area vasta che penalizzerà soprattutto il presidio ospedaliero di Chiaravalle.

Siamo alla dissociazione mentale definitiva di chi non ha ammesso mai le proprie responsabilità nel gestire una trattativa che avrebbe dovuto essere condotta già da anni, ma è stata completamente ignorata dall’ex Sindaco Daniela Montali. Era del 2011 infatti la richiesta dell’allora consigliere Bruschi di indire un consiglio comunale aperto invitando i rappresentanti regionali a riferire e concertare con il comune maggiormente interessato il destino del nosocomio chiaravallese, ma lasciata puntualmente cadere nel vuoto dall’amministrazione Montali. Anche il commissario D’Anna vicepresidente della commissione sanità, ha stigmatizzato l’incoerenza di un simile comportamento durante l’incontro tenutosi il 16 maggio scorso con i sindaci ed i candidati sindaco dell’area vasta: “è da anni – ha detto D’Anna - che si parla di questo ridimensionamento, perché non vi siete attivati prima, ma avete sempre ignorato le consultazioni che avevo indetto”? Come risposta un silenzio tombale.

Che si può dire?! È uno stile ormai consolidato: prima hanno messo alla porta chi aveva denunciato le incapacità dell’amministrazione Montali, adesso è il turno del governatore. Sappia comunque il governatore Spacca che a Chiaravalle non siamo tutti così e che grazie a Dio c’è chi rispetta le istituzioni e chi lavora per esse pur rivendicando il diritto al dissenso.

Invece il segretario Falà, probabilmente mal consigliato dai soliti noti, chiude definitivamente il dialogo con il principale interlocutore. Pensate che sia una mossa astuta o si è persa l’ennesima ancorché tardiva occasione di riuscire a concertare? Che interlocuzione sperano di avere quelli del PD-Sel se fossero loro, domani, ad amministrare Chiaravalle? Cosa staranno pensando di questo comportamento tutti i responsabili colleghi di partito convenuti dalla varie province nei confronti di questo sparuto gruppo di geni locali? E con che faccia Damiano Costantini si presenterà, sostenuto da questo Pd, agli enti sovracomunali a chiedere sostegno per il rilancio della nostra città?

Va beh, ma questa è un’altra storia che si vedrà domani, intanto l’avvocato Costantini si limita a ricordare, per togliersi dall’imbarazzo, che era uomo di opposizione, anche se in consiglio comunale non si è mai seduto, ma nel cercare i voti del PD del “grazie Montali” è uomo di maggioranza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-05-2013 alle 10:44 sul giornale del 24 maggio 2013 - 1883 letture

In questo articolo si parla di chiaravalle, politica, Siamo Chiaravalle

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