Ippoterapia: un aiuto dai cavalli

2' di lettura 28/05/2013 - I benefici dell’ippoterapia non ho certo bisogno di inventarli: il binomio tra cavallo e disabile ha prodotto risultati ed esempi capaci di convincere anche i più scettici.

La letteratura, relativa a questa pratica equestre, è ormai ricca di esperienze tanto che i continui aggiornamenti la rendono prezioso strumento a disposizione di chi si occupa di riabilitazione, a cui anche la rieducazione equestre può essere affiancata per potenziarne i risultati, giocando un ruolo non certo inferiore per validità terapeutica. Se fino a poco tempo fa ci si rivolgeva all’ippoterapia quasi solo per iniziativa del singolo (era stata la mia personale curiosità che mi aveva avvicinato ..ai paddock, all’indomani della diagnosi che mi vedeva affetto da una malattia genetica) o delle famiglie, tristemente convinte che non ci siano valide alternative, una sorta di “ultima spiaggia”, oggi le cose sono cambiate: i primi risultati, solitamente del tutto inaspettati, insieme alle altre cose, sono in grado di restituire il sorriso a famiglie spesso molto provate dalla situazione.

Notevoli miglioramenti sono riscontrabili nelle funzioni intellettive, nel pensiero logico, ma anche sul versante dell’autostima, della coscienza di sé non mancano riscontri positivi, che si traducono in comprensione dell’ambiente circostante e migliorata interrelazione. Il grande limite della rieducazione equestre rimane, secondo me, quello che ..pure in sella al cavallo, l’ippoterapia arriva sempre dopo i metodi più ortodossi di riabilitazione su cui, istituzioni e famiglie, investono più facilmente tempo e denaro. Per ciò che concerne il tempo, i frequentatori del CRE Anire Senigallia, ce lo mettono. Per il secondo aspetto, dallo scorso mese di settembre, con un prezioso contributo all’attività che si svolge presso il circolo ippico “Valcesano”, a Cesano di Senigallia, ci è vicina l’associazione “Marco Vive”, di Ancona: un’associazione nata in memoria di Marco Pierangeli, scomparso nell’aprile 2006 a soli 18 anni.

Con essa si è dato vita ad un progetto che coinvolge i diciotto ragazzi che frequentano il centro stretti, in questa giornata attorno a Marco (non una ricorrenza particolare ma un’occasione per ritrovarsi), che non hanno avuto la fortuna di conoscere ma il cui aiuto, tramite l’associazione a lui dedicata, rappresenta un concretissimo stimolo per il prosieguo di questa attività, equestre ma non solo equestre, stando ai tanti valori che fanno del lunedì e del mercoledì, giorni di ippoterapia al maneggio, due giornate un po’ più speciali.


da Paolo Belogi
delegato Anire presso la Consulta del Volontariato







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-05-2013 alle 11:11 sul giornale del 29 maggio 2013 - 4614 letture

In questo articolo si parla di attualità, volontariato, paolo belogi, consulta del volontariato, ippoterapia, Anire

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Pablo Utente Vip

28 maggio, 17:55

Commento modificato il 28 maggio 2013

"Ippoterapia", alla luce dei recenti sviluppi, non è certo il termine più indicato e aggiornato, ma è quello con cui si identifica immediatamente l'attività ludico sportiva, a cavallo, rivolta ai disabili.

E pubblico queste righe (come ho già fatto su altri siti) in qualità di delegato Anire Senigallia presso la Consulta del Volontariato, avvertendo tutti che non sono un divulgatore scientifico: sono "solo" un atassico che ha trascorso qualche ora in sella a Luna e Naji, e che ora "pretende" di parlarne per esperienza vissuta al di là dell'ostacolo.

Apparirà inutile a molti questa precisazione ma quelle che hai appena letto, ci tengo a sottolinearlo, sono solo parole legate alla mia esperienza di disabile a cavallo, e non di operatore: una migliore e più competente informazione la si potrà rintracciare sulle pagine del sito ufficiale di Anire.

Pablo Utente Vip

30 maggio, 17:00
Considerate le letture e il bel riscontro che queste "due righe" hanno riscosso sulle pagine di Vivere Senigallia, ringrazio qualcuno anche da qua: Cristina e Sabrina, gli operatori Anire che fortunatamente ho trovato sul mio percorso, tutti i volontari C.R.I. che collaborano al maneggio per le due giornate dedicate ai disabili (Alberto in testa, il mio lounger di fiducia) e Guglielmo, l'istruttore che mi ha accompagnato alle gare Cip (Comitato italiano paralimpico) a Civitavecchia, a Portogruaro e a Verona. Ma soprattutto i cavalli, che hanno avuto la pazienza di tenermi in sella e sopportare le mie "gimkane" e le mie "tagliate". L'associazione "Marco Vive", ovviamente, e tutti i frequentatori del CRE Anire Senigallia.




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