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Lettere: sulla riconversione della Sadam la parola passi al territorio

Lettere 2' di lettura 29/05/2013 - L'area della vallesina è ampiamente satura di medie e grandi strutture commerciali, questo afferma la Regione. Prima lo dice poi lo nega nei fatti, autorizzando una città commerciale fuori dalla città, non curante dei numerosi appelli delle associazioni di categoria.

Un commercio che, distruggerà la già precaria economia dei piccoli Comuni a ridosso della città, trasformandone la vita sociale, sommando disoccupazione ad emarginazione.
Pensare che a ridosso delle elezioni regionali tutt'altre indicazioni venivano date da Palazzo Raffaello alle amministrazioni locali a tutela della loro identità.
A Jesi la ricaduta non riquarderà solamente il commercio e la sua occupazione, perchè vivere un centro storico è anche vivere la storia.Poi magari per rilanciare il defunto centro storico, i politici autorizzeranno l'insediamento di slot-machine e sale gioco. Ironia a parte; ma chi vuole tutto questo?
In nome di chi?
La ricollocazione dei 100 lavoratori è certa? Quanta nuova disoccupazione si verrà a creare? Quale cambiamento socio-culturale a medio periodo si verificherà nella vallata?
Credo che politici, funzionari, associazioni di categoria, amministratori e competenti studiosi, siano in grado di raffigurarci la conseguente realtà di una tale scelta.
Quali altri progetti sono stati portati allo studio? Su quali fattibilità è avvenuto il confronto?
Un polo artigianale, un agro-alimentare di nicchia e tradizione, la green-economy nelle sue diverse applicazioni, progettazione, comunicazione e servizi , ecc.... e quanto altro potrà creare nuova economia e nuova occupazione .Del grande centro commerciale che divora il più piccolo non se ne vede il bisogno, è questa una direzione abbandonata dai Paesi Europei che, intendono valorizzare la propria "storia" e farne economia.
Che siano i cittadini attraverso i loro Consigli Comunali ad esprimersi, sentiamo se ai dubbi sollevati dal Sindaco di Jesi si aggiungono quelli dei tanti piccoli Comuni del circondario, che si uniscano tutte le forse per una diversa soluzione. Il popolo è sovrano e la propria volontà va rispettata, sempre che prima venga ascoltata.

Giancarlo Focante





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-05-2013 alle 16:22 sul giornale del 30 maggio 2013 - 1193 letture

In questo articolo si parla di attualità, lettere al giornale

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