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comunicato stampa

Patto per Jesi e Insieme Civico su Carisj: Non è più i tempi …

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da Patto per Jesi e Insieme Civico


Palazzo Bisaccioni sede della Carisj

Abbiamo appreso dalla stampa quello che sarà il probabile epilogo della vicenda del rinnovo dei vertici della Fondazione Carisj. Li avrete letti anche voi. O, almeno, ne avrete sentito parlare.

È semplicemente … incredibile. Non ci sono altre parole. È la realtà che supera la fantasia. Una situazione grottesca, difficile ed imbarazzante - persino da descrivere.

C’è da una parte il Paese - non quello astratto, ma i nostri territori - quel Paese reale che più reale non si può, che letteralmente “annaspa”, come i pesci appena presi nella rete e tirati su per la murata della barca, che li vedi “sbattersi” e “dannarsi” perché non riescono più a respirare e vedono immanente ed imminente la fine, una fine che è sempre sociale, anche se qualche volta – purtroppo – diventa anche fisica. C’è una parte di noi che è avvilita, che compie atti estremi pur di sfuggire ad una realtà “improvvisa” quanto sgradevole ed alla quale non eravamo preparati. Alla quale nessuno ci aveva preparati. C’è una realtà fatta di padri di famiglia che hanno perso la dignità del lavoro e che sono ormai “rassegnati” persino all’illegalità pur di sbarcare il lunario, non tanto per se stessi, ma per le loro famiglie. C’è la pletora infinita dei piccoli imprenditori, degli artigiani, dei commercianti, dei piccoli professionisti che han chiuso le loro attività o che ostinatamente continuano a difenderle, pur consapevoli che ci stanno rimettendo tutto quello che hanno costruito in una vita di LAVORO. Ci sono i nostri giovani – che poi sono i nostri figli! - che il lavoro non solo non lo trovano ma non hanno nessuna speranza di trovarlo. Insieme ad una nuova generazione (di cui nessuno parla) che io chiamo i “quasi-giovani “– che dà i brividi solo a guardarli perché sono talmente afflitti da quel che li aspetta che hanno letteralmente “paura di crescere”. Per non dire di quelli che continuiamo a definire giovani ma che ormai giovani non sono più, ma che il “piacere” di avere un lavoro non l’hanno mai avuto e hanno smesso persino di provarci!

E poi ci sono QUESTI. Che hanno contribuito, determinato, costruito “giorno-dopo-giorno” per interi lustri – quando le vacche erano talmente grasse che non si riusciva a farle dimagrire per quanti generosi fossero gli sforzi per riuscirci - l’incubo nel quale ci troviamo. Un contrasto stridente, assordante! Chiusi nel loro Palazzo (che non sta non si sa dove, ma sta a Jesi …), isolati da tutto e tutti, che vivono in un altro Tempo, in un altro Spazio, FORSE SU MARTE, non lo so, ma sicuramente in uno spazio-tempo DISGIUNTO da quello dei disperati che ho appena descritto. Gente per la quale NON E’ CAMBIATO NULLA. Gente che si comporta come se MAI NULLA dovesse cambiare, gente che è animata dalle logiche di sempre: l’ossessiva ricerca del solito gettone d’oro, l’attaccamento morboso al solito potere con cui elargire o negare, arroccati nella stizza e la protervia di sempre di dover contare per forza e di non dover rendere mai conto. Gente – insomma – che proprio non ce la fa a non pensare alle cose di tutti noi come se fosse tutta e solo ROBA LORO!

Ma noi non ci scandalizziamo per loro, almeno non solo per loro, comunque non soprattutto!

Non ci scandalizziamo nemmeno del fatto che, pur di condurre i loro giochi, QUESTI hanno cambiato i loro regolamenti interni, che erano chiari ed opportuni; ma che han dovuto cambiare per fare in modo che fosse reso possibile quello che possibile e – soprattutto – OPPORTUNO non era!

No, non è nemmeno questo il punto: lo troviamo persino naturale e ovvio! Perché da QUESTI non ci aspettiamo nulla di diverso!

Ci scandalizziamo invece per chi avalla e consente tutto ciò con il silenzio, l’accondiscendenza o – ma è peggio – con la semplice ignavia, quella di chi gira lo sguardo dall’altra parte, e magari non sa bene nemmeno il perché! A parte un pò di Sindaci (e mi limito a citare il nostro, Massimo Bacci) qui, tra i responsabili silenziosi, ci son tutti, ma proprio tutti, anche gli insospettabili. E lo sapete bene chi: tutti quelli che hanno titolo a nominare i componenti del Consiglio di quella Fondazione; quelli che hanno nientedimeno che l’onore e l’onere di mantenerle o revocarle quelle nomine!!!!!! E che fan finta di niente, mantenendo tutte le persone che han delegato esattamente al loro posto. A fare tutte le belle cose che abbiamo visto sin qui e che, se non succede niente, vedremo Lunedì prossimo riunirsi per “scegliere tra di loro” i vertici e gli organismi della Fondazione! Noi diciamo semplicemente: vergogna!

Come se ne esce. Come si fa a restituire utilità e credibilità ad un’istituzione così importante e centrale per il supporto finanziario al tessuto produttivo di un territorio come il nostro, che mai come di questi tempi ne ha un dannato bisogno.

Un suggerimento noi ce l’abbiamo: dimissioni in massa di tutto il Consiglio, dimissioni coatte se necessario, ma sarebbe più opportuno se “spintanee”, e PRIMA di Lunedì p.v. Dopodiché, gli enti/soci, quelli che condividono la proprietà della Fondazione – tutti quanti, nessuno escluso - prendano il coraggio a due mani e rinnovino le cariche che spetta a loro nominare, facendo “il cambiamento che serve”, facendo atterrare finalmente quel Palazzo sulla Terra, sincronizzandone la dimensione spazio-temporale con quello dei disperati di cui dicevo all’inizio, dando un segnale concreto a chi ne ha un disperato bisogno!

Perché, credetemi, non è più i tempi

da Patto x Jesi e Insieme Civico



Palazzo Bisaccioni sede della Carisj

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2013 alle 19:03 sul giornale del 01 giugno 2013 - 1557 letture