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Cupramontana: al via le celebrazioni Luigi Bartolini, l'incisore marchigiano scomparso 50 anni fa

5' di lettura 02/06/2013 - Si apriranno sabato 15 giugno le celebrazioni in onore di Luigi Bartolini, lo storico incisore, pittore, poeta e scrittore di successo nato a Cupramontana nel 1892. Il programma di iniziative, promosse dal Comune di Cupramontana, prevede il coinvolgimento di giovani artisti interessati a valorizzare un paesaggio "ideale", non solo geografico, di cui l'opera di un poligrafo originale come Bartolini racchiude l'essenza.

Presso piazza IV Novembre di Cupramontana, sabato 15 alle ore 21, mentre Mauro Pierfederici darà voce a poesie e racconti brevi di Luigi Bartolini, Marco Santini si esibirà in un accompagnamento musicale e Dino Mogianesi terrà un intervento su "Luigi Bartolini, un amante del proprio mondo. Introduzione all'opera poetica e narrativa di un protagonista del 900".

Dall'8 al 12 luglio, invece, dodici incisori preventivamente selezionati si ritroveranno nei suggestivi ambienti delle Grotte di Santa Caterina di Cupramontana per partecipare al laboratorio aperto ideato e coordinato da Ezio Bartocci e condotto dallo stampatore urbinate Gianfranco Ceccaroli per realizzare le loro opere calcografiche con le tecniche tradizionali (punta secca, bulino, acquaforte e acquatinta) o attraverso altre tecniche sperimentali. Passati alle fasi di stampa gli autori tireranno al torchio 5 esemplari a buono di ogni incisione impressa su carta filigranata realizzata per l’occasione dal Museo della Carta e della filigrana di Fabriano.

Le incisioni presentate in mostra, fuori commercio, destinate alle raccolte dei promotori, saranno riprodotte in un opuscolo, insieme ai dati dei partecipanti e alle descrizioni delle tecniche adottate. Tutte le fasi del laboratorio, data la vastità degli ambienti, potranno essere seguite dai visitatori interessati che avendo libero accesso potranno conoscere dal vivo, e anche attraverso un documentario, le caratteristiche tecniche, le fasi di preparazione delle matrici e la particolarità della stampa calcografica.

Dal 20 luglio al 14 agosto, presso Palazzo Leoni (Museo dell'etichetta) di Cupramontana, si terrà una mostra delle opere calcografiche "Oltre le tracce" e delle incisioni di Bartolini della raccolta civica, donazione Livio Gagliardini.

Sabato 3 agosto, alle ore 18, presso l'Eremo dei Frati Bianchi, sempre a Cupramontana, Ezio Bartocci e Fabio Ciceroni terrenno un intervento su "Il mondo narrativo dell’artista tra scrittura e grafica", mentre Fiammetta Luino presenterà la sua tesi di Laurea dal titolo "Le incisioni di Luigi Bartolini", discussa alla History of Art dell’Università di Cambridge. Mauro Pierfederici leggerà, invece, "L’eremo dei Frati Bianchi", opera di Luigi Bartolini.

L'ultimo appuntamento delle celebrazioni si estenderà dal 17 al 31 agosto a Fabriano, presso la Galleria Monumentale del Complesso San Domenico, i visitatori potranno godere della visione delle opere calcografiche di Bartolini, "Oltre le tracce".

Luigi Bartolini, dopo aver conseguito a Jesi la licenza tecnica nel 1907, si trasferisce a Siena, dove si iscrive all’Istituto di Belle Arti ottenendo il diploma e l’abilitazione all’insegnamento del disegno nelle scuole tecniche.

Nel 1909, esegue la prima incisione, "La lanterna". Trasferitosi a Roma, frequenta l’Accademia di Belle Arti e le lezioni di anatomia. In questo periodo, scopre le incisioni di Goya. Tra il 1913 e il ’14 è a Firenze per seguire le lezioni di architettura, anatomia e del nudo annesse all’Accademia. Resta colpito dalle incisioni di Fattori mentre, agli Uffizi, studia i disegni degli antichi maestri e le acqueforti di Rembrandt e Callot.

Nell’estate del ’14, va a Macerata, dove riprende a incidere: "La pacca di maiale", "Filare di viti", "Case di Macerata", "Gli alberi giovani", "Donne a Fonte Maggiore

Contemporaneamente, scrive, dipinge e inizia la sua attività di insegnante di disegno. Nel 1923 partecipa all’esposizione degli Amatori e Cultori, ma l’affermazione come incisore arriva nel 1924 con le mostre presso la Casa d’Arte Bragaglia e la Casa Palazzi di Roma. Nel 1925 è presente alla II Biennale romana, dal 1928 al 1936 alla Biennale di Venezia.

È considerato, insieme a Morandi, con il quale intrattiene una fitta corrispondenza il maggior incisore italiano. Eclettico, originale e animato da una forte vena polemica, Bartolini attraversa la sua epoca in piena indipendenza. Questa autonomia intellettuale ed artistica si riflette nell’opera incisoria, con un’estrema varietà d’esiti.

Le geometrie delle campagne marchigiane tanto amate (gli insetti, gli uccelli, i fiori di campagna), i temi della vita semplice e quotidiana, l’asprezza espressiva, la purezza del colore suggeritagli, come lui stesso affermava, da Van Gogh, rendono i suoi lavori perennemente in equilibrio tra dolcezza e asperità.

La produzione letteraria è raccolta nei volumi "Passeggiata con la ragazza" (Vallecchi, 1930), "Il ritorno sul Carso" (Mondadori, 1930), "Polemiche" (1940), "Vita di Anna Stickler" (Tuminelli, Roma, 1943), "Credo d’artista" (1945), "Il fallimento della pittura" (1948), "Poesie 1911–1963" (1964).

Bartolini ha scritto parecchie pagine indimenticabili ed un romanzo, "Ladri di biciclette", che sarà uno spunto per De Sica per l’omonimo film (1948), capolavoro del neorealismo.

Senza dubbio però la sua straordinaria vicenda artistica è segnata soprattutto dalle sue grandi doti di incisore. I suoi lavori incisori emanano i profumi, l’umore, il senso delle Marche. Anche quando rappresentano altri paesaggi, cose e situazioni, è chiaro che Bartolini li vede trasfigurati e riconducibili a quel paradiso della natura marchigiana, che fu sempre dentro la sua memoria e la sua anima, come valore radicato e insopprimibile.

L'eclettico artista marchigiano morì a Roma il 13 maggio del 1963.

Le celebrazioni del 50° anniversario dalla scomparsa di Luigi Bartolini sono organizzate dall'Assessorato alla cultura del Comune di Cupramontana, dal Centro documentazione “Luigi Bartolini”, dal Museo della carta e della filigrana di Fabriano, con il patrocinio della Regione Marche e con il contributo della “Raccolta Pagliarini” di Sassoferrato “Incisori marchigiani”, con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana.








Questo è un articolo pubblicato il 02-06-2013 alle 15:30 sul giornale del 03 giugno 2013 - 470 letture

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