Tonini Bossi: occorre più chiarezza sulla nostra ciminiera

2' di lettura 03/06/2013 - Ho espresso già in altre occasioni il mio pensiero; oggi mi limito ad osservare che la chiarezza sulla delicata questione della ciminiera della ex Sacelit tarda ad arrivare.

Si discute ovunque sul destino della Ciminiera della ex Italcementi ed il rischio è quello che vengano assunte decisioni che potrebbero prevaricare la sensibilità della Cittadinanza trascurando la Storia e l’Amore per la nostra Senigallia. Non mi sembra opportuno continuare ad assumere atteggiamenti di colpevole silenzio ed attesa rispetto a posizioni da assumere con urgenza e chiarezza. Non possono proliferare funeste ipotesi di demolizione della ciminiera fondate su mai accertate condizioni di precarietà della struttura o su improprie preoccupazioni finanziarie.

Chiunque immagini che si possa cancellare e dimenticare la Storia della Italcementi Sacelit (gli Albergatori di Senigallia, solo per fare un esempio) deve avere motivate, chiare ed ineludibili risposte da parte della Pubblica Amministrazione di questa Città; queste risposte sembrano già tardive. Plaudo quindi all’intervento di qualche tempo fa della Presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande Esposto, seppur espresso a titolo personale, la quale si è dichirata contraria all’abbattimento della ciminiera, anche nel ricordo chi “in quella fabbrica ha trascorso una vita tra sudore e cemento “ Ricordo anche quanto ebbe a scivere il Prof. Lanfranco Bertolini, già Assessore all’Urbanistica del Comune di Senigallia, nel suo libro “l Ciment a Senigallia 2 – album fotografico” del dicembre 2007, dedicato “a ricordo di tutti coloro che con diverse mansioni e con grande spirito di sacrificio lavorarono negli opifici Italcementi-Sacelit e in particolare delle persone che persero la vita per malattie professionali o infortunio”.

Per la sensibilità dei Senigalliesi la ciminiera è quindi “ .. un Monumento al Lavoro che sta lì fiero a ricordarcelo, e che testimonia il rispetto e l’amore per quanti hanno lavorato in terra e in mare, spesso pagati con malattie e morte, per far crescere Senigallia … “ Credo di poter affermare che questi siano i sentimenti più radicati dei Senigalliesi e chiedo quindi che Sindaco e Amministratori esprimano con chiarezza quali siano i loro intendimenti.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-06-2013 alle 10:56 sul giornale del 04 giugno 2013 - 3241 letture

In questo articolo si parla di attualità, maurizio tonini bossi

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Luigi Alberto Weiss

04 giugno, 09:53
La cosa più scandalosa è il silenzio dell'assessore alla Cultura di Senigallia, prim'ancora di altri esponenti cittadini. Oramai cervello e cuore sono stati sostituiti dal portafoglio?

marinella bonvini

04 giugno, 11:41
Vorrei solo aggiungere che il fumo del camino era l'ultima cosa di Senigallia che vedevano gli emigranti dei primi decenni del Novecento.
Più volte attraverso figli e nipoti dall'America è arrivato un: "Salut-m
'l camin d-l ciment".

N.H. mascetti Ugo

04 giugno, 14:56
Compagnuccio coraggioso sotto la ciminiera?

Il Bossi-T. sarà così intrepido da piazzarsi con il camper, che gli posso prestare, sotto la ciminiera per un’intera settimana o più, magari con qualcuno dei suoi nipotini. Mi par di rammentare che il tecnico di lanari abbia certificato che in caso d’eventi meteo-sismici intensi si potrebbe verificare il cedimento della “STORIA” operaia senigalliese. Qualche altro sodale, FORSE il ricciolone-& vuole il PRESTITO?

Luigi Alberto Weiss

05 giugno, 08:05
Caro Mascetti, ma siamo davvero certi sul pericolo di crollo della ciminiera superstite? Già un'altra è stata tirata giù perchè riteuta pericolante. Adesso lo stesso si vuol fare per la seconda, che all'epoca (forse lei, Mascetti, è troppo giovane per ricordarlo?)venne salvata proprio in nome della memoria del passsato (sic!) industriale di Senigallia, insieme al portale dello stabilimento.

"occorre più chiarezza sulla nostra ciminiera".
Incominciamo a chiarire che Sacelit ed Italcementi erano due ditte separate e che le ciminiere erano solo dell'Italcementi.
Inoltre, se la ciminiera deve essere considerata un monumento al lavoro, non doveva essere lasciata ad un privato e, in questo caso, ristrutturata con soldi pubblici.
Ma così non è.

Commento modificato il 05 giugno 2013

da Pietro Invernizzi riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento:
"A proposito dell'articolo "Tonini Bossi: occorre più chiarezza sulla nostra ciminiera" vorrei precisare che il libro "Il Ciment a Senigallia 2 - Album fotografico" del dicembre 2007, è opera del dr. Pietro Invernizzi, ultimo direttore dell'Italcementi.
Pietro Invernizzi"




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