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Donne contro la mafia, un libro ed un convegno per promuovere la legalità su iniziativa della Coop Adriatica e di Libera

3' di lettura
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di Paolo Picci
redazione@viverejesi.it

Donne contro le mafie
La battaglia per la legalità e la lotta contro le mafie sono l’obiettivo dell’ultima iniziativa di Coop Adriatica.

“Cerchiamo di sostenere e promuovere la legalità con atti pratici ed impegno quotidiano. In quest’ottica rientrano il convegno di sabato e la pubblicazione e la promozione del libro” spiega Maria Luisa Ciarrocchi, Presidente del Distretto, che insieme a Luigi Giampaoletti, Presidente della Zona Marche, e Giovanni Monti, Vicepresidente, rappresenta in conferenza stampa la Coop Adriatica, 176 punti vendita in Italia, 10 nella provincia di Ancona, dove la base sociale conta 77mila soci.

Il convegno di presentazione del libro “Al nostro posto. Donne che resistono alle mafie” si terrà sabato 8 giugno alle 17.00 presso il Teatro Moriconi. Interverranno Paola Senesi, referente di Libera Regione Marche, il Sindaco di Jesi, Massimo Bacci, Ludovica Ioppolo, una delle due autrici del libro, l’altra è Martina Panzarasa, Rosaria Capacchione, giornalista del “Il Mattino” e Giovanni Monti.

Il libro, con prefazione di Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto, ucciso nel 1982 dalla mafia e Presidente onorario di “Libera”, racconta la storia di 6 donne che occupando ruoli di responsabilità si son trovate a scontrarsi con la mafia ed hanno avuto il coraggio di fare la scelta di non chinare la testa, ma di opporsi alla cultura criminale, mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri familiari. Si tratta, oltre alla stessa Rosaria Capacchione, che interverrà sabato alla presentazione del libro, di Maria Carmela Lanzetta, Sindaco di Monasterace, in provincia di Reggio Calabria, Lucrezia Richiuti, vicesindaco di Desio, in provincia di Monza e Brianza, Cinzia Franchini, presidente nazionale di Cna Fita, Maddalena Rostagno, figlia di Mauro, ucciso nel 1988 dalla mafia in Sicilia e Valentina Fiore, direttrice del consorzio “Libera Terra Mediterraneo”. L’intero ricavato della vendita del volume, edito da Transeuropa, sarà devoluto a “Libera”.

Proprio l’Associazione “Libera”, che si occupa di recuperare con i suoi volontari le attività economiche confiscate alla mafia, ha da anni avviato progetti di collaborazione con Coop, che ne vende i prodotti nei suoi supermercati, valorizzandone oltre alla qualità intrinseca anche i valori sociali, dimostrando apertamente di appoggiare la battaglia che volontari e soci combattono, a volte rischiosamente, contro la criminalità organizzata, che arriva a sabotarne le attività.

Anche nelle Marche si contano oramai ben 24 beni confiscati alle mafie, uno dei quali a Cupramontana: il Podere Tufi, ex proprietà di Enrico Nicoletti, affiliato alla banda della Magliana, su cui operano le cooperative “Pane e Tulipani”, che ne coltiva i terreni, e “Vivicare” che invece gestirà una comunità psichiatrica alla cui inaugurazione, il prossimo 28 giugno, prenderà parte Don Luigi Ciotti. Filippo Cingolani, referente di Libera Jesi, spiega infatti come la mafia non sia un problema lontano, ma oramai presente anche nella nostra regione e come la lotta a questo fenomeno, criminale e culturale, possa essere condotta quotidianamente: “fare bene il proprio lavoro è la prima azione antimafia che ognuno di noi può attuare”.

A rappresentare in conferenza stampa le Istituzioni, il cui ruolo è fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata, sono il Sindaco Bacci ed il vicesindaco Luca Butini, che sottolineano il valore di iniziative come quella promossa da Coop Adriatica, che fondono sensibilità e concretezza e non si concludono in semplici dichiarazioni di intenti rafforzando il concetto espresso dal Vicepresidente Monti per cui “non è possibile investire in territori privi di cultura della legalità perché non ci può essere sviluppo in un territorio che ignori questo valore. Il nostro vuol essere un messaggio chiaro e forte che indichi da che parte stiamo mettendo in luce non gli aspetti commerciali, ma quelli culturali e sociali di queste nostre iniziative”.



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Donne contro le mafie

Questo è un articolo pubblicato il 05-06-2013 alle 00:01 sul giornale del 06 giugno 2013 - 2438 letture