Ufficio postale di Cesanella: una fila d'altri tempi

1' di lettura 24/06/2013 - Fortunatamente di solito riesco ad evitare gli uffici pubblici utilizzando il più possibile i mezzi alternativi oggi a disposizione. Lunedì mattina per una bolletta non ancora domiciliata, sono tornato in un ufficio postale ed ho provato la sensazione di tornare indietro nel passato.

Ore 9.30 ufficio postale della cesanella 15 persone in coda, un solo operatore che senza fretta segue quelli che oggi vengono considerati clientela e che fino a ieri erano solo utenti.

La coda continua ad allungarsi arriva fuori della porta del'ufficio postale. All'interno l'aria condizionata non funziona. L'operatore si alza dal suo posto una prima volta per procurarsi una penna, poi per cercare il nastro adesivo, poi gli occhiali, poi un timbro, altre due volte per motivi non meglio specificati, forse legittime esigenze fisiologiche.

La fila continua, le imprecazioni anche, molte persone rinunciano.

Alle ore 11 finalmente consegno l'odiata bolletta all'operatore, torno in ufficio e so tutto di come hanno trascorso la domenica l'impiegato ed i suoi amici pensionati.

Si potrebbe anche vedere il lato positivo di questa vicenda, ma penso che il posto da dove sono appena uscito è mantenuto anche con i miei soldi. Penso che il nostro paese si deve confrontare con paesi in cui certe situazioni non sono nemmeno immaginabili e vengo invaso da una sensazione di sconforto.

La modernizzazione del nostro paese, proclamata da tutti i governi succedutisi è ancora una chimera.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-06-2013 alle 17:26 sul giornale del 25 giugno 2013 - 7351 letture

In questo articolo si parla di lavoro, Carmine Pinto

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