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Lenti (Jesiamo): “sanità e territorio”

Paola Lenti 6' di lettura 30/06/2013 - Approvato nella seduta consiliare del 27 giugno un documento condiviso nella sua predisposizione con buona parte dei 21 sindaci del Distretto n. 5 di Area Vasta 2, che vede Jesi come Comune sede di Distretto, con il quale vengono formulate delle richieste su come la nuova offerta dei servizi, prevista dalla Riorganizzazione del sistema socio-sanitario Marche, sarà declinata e sarà in grado di dare risposte alle esigenze del territorio della Vallesina.

Un quadro quello della riforma definito con l’errore, oggi ufficialmente riconosciuto anche dal governatore Spacca al convegno dei medici di medicina generale tenutosi a Jesi il 22 giugno u.s., di un mancato dialogo con il territorio, dialogo che presuppone l’ascolto e che auspichiamo trovi oggi riscontro laddove richiesto, anche perché ormai indispensabile per dare attuazione al nuovo sistema sanitario regionale.

Questo l’obbiettivo del percorso intrapreso con i comuni: di un maggiore dialogo sul territorio, per una maggiore conoscenza delle realtà e il sostegno di obbiettivi da condividere, con i nostri consiglieri regionali e con gli esponenti regionali deputati a decidere in materia di sanità, Presidente, Assessore e Direttore ASUR, ai quali contiamo di rivolgere in breve le nostre aspettative. Dialogo che pur partendo da considerazioni che possono sembrare generiche speriamo arrivi a dare insieme risposte concrete a situazioni anche specifiche che stanno emergendo.

Non vogliamo essere campanilisti, perché non vogliamo, spartire una torta, divenuta insufficiente a conservare le situazioni pregresse, ma pensiamo che i livelli di cura vanno mantenuti elevati, seppure non più votati alla alta specialità riservata a Torrette. Gli Ospedali sedi di distretto, destinati a dar vita alla cosiddetta rete clinica per le cure di media intensità, debbono essere messi in grado di fornire comunque servizi adeguati ed eccellenti.

In questa ottica diventa non prioritario, ma indispensabile, il completamento dell’Ospedale Carlo Urbani per il quale è stato posto l’obbiettivo di fine 2013, in quanto unico ospedale della Vallesina destinato alle cure per acuzie, dopo il taglio di 58 posti letto fra Villa serena (25), Cingoli (20) e Jesi (13) e che va quindi messo in condizione di accogliere al più presto in maniera razionale ed efficiente, i pazienti del territorio. Da cui la preoccupazione della sua ultimazione nei tempi prospettati, per l’urgenza di un adeguato funzionamento e non solo di un completamento.

Riteniamo non si possa più temporeggiare sulla definizione di questioni importanti come la nomina dei primari ancora vacanti di reparti ritenuti strategici per la gestione di un ospedale di riferimento. Così come riteniamo inaccettabile che non venga sostituito da subito il quarto medico che permetta di assistere in maniera adeguata i pazienti di oncologia a Jesi, senza ricorrere, anche se per pochi mesi, ad una assistenza quindicinale offerta con un medico di Fabriano, oltretutto in presenza di una graduatoria aperta. I malati, soprattutto in un ambito così delicato, hanno bisogno oggi, domani potrebbe essere tardi.

Così come riteniamo importante garantire le cure di terzo livello per la post-acuzie perché i pazienti trovino a distanze ragionevoli la possibilità di essere assisiti per la riabilitazione e la lungodegenza, anche con la riapertura della RSA di Montecarotto e la realizzazione di una RSA al Murri di Jesi.

L’invito e l’auspicio che facciamo è di non fermarsi ai modi e alla forma, ma di puntare alla sostanza e la sostanza oggi è che siamo chiamati a fare rete e dobbiamo cercare di camminare insieme, al di là delle idee politiche e delle singole esigenze di ogni realtà, questo l’invito che il Sindaco ha voluto fare ai Sindaci di Distretto proponendo la condivisione di un documento, per il bene di chi li ha voluti al governo delle istituzioni che rappresentano il nostro territorio, ovvero dei loro cittadini.

Questo percorso è stato proposto dalla Commissione Sanità nominata dal Consiglio comunale di Jesi, deputata a studiare ed approfondire la materia e a formulare proposte, fatto proprio dal sindaco e condiviso con gli altri comuni, accogliendone osservazioni e modifiche, riuniti più volte nel comitato di Distretto, il tutto in maniera istituzionale. Ma forse per il PD, unico voto contrario da parte dell’opposizione, l’istituzionalità si ha solo se sono loro a condurre il gioco e le proposte sono condivisibili solo quando vengono dalla loro parte e dal loro modo di fare politica, in quanto ritenute le migliori, probabilmente dato che la sanità è oggi nelle loro mani!

Fare la sintesi del pensiero e della visione anche politica di tutti non è semplice, noi ci abbiamo provato e riteniamo che non sia più tempo di aspettare con ulteriori rinvii, perché mentre ci fermiamo a cavillare intorno ai tavoli e in aula sui modi e sulle limature dei contenuti, peraltro giustamente già avvenute, fuori c’è gente che soffre tutti i giorni e che spesso è costretta a ricorre a diagnosi e cure a pagamento per trovare risposte adeguate in tempi ragionevoli. Speriamo vivamente che i sindaci abbiano capito che non ci si può tirare indietro e occorre gettare una base comune.

La vera sensazione è che mentre c’è chi vorrebbe lavorare per unire e dare forza alle esigenze del territorio di Jesi e delle Vallesina in questioni importanti, come quelle della salute, c’è chi cerca gli elementi di discordia adottando la strategia: dividi ed impera, con risposte e trattative singole, mirate e la politica del dietro le quinte. Invece di scomodare l’Assessore per le preoccupazioni manifestate, peraltro in un contesto ristretto ed istituzionale, non gridate ai quattro venti, circa il completamento del Carlo Urbani, perché lo stesso non ha chiamato il sindaco per rassicurarlo che stava prendendo un abbaglio e definendo magari l’auspicato sopralluogo per la verifica dello stato dei lavori, ma ci rendiamo conto che è meglio tranquillizzare l’elettorato che la massima autorità sanitaria di un Comune come quello di Jesi sede di Distretto.

Noi confidiamo in un dialogo vero, trasparente e fatto di ascolto, il sindaco porterà avanti il percorso intrapreso con la presentazione agli organi regionali delle istanze esposte nel documento.

Questo non esclude certamente il rapporto con i sindaci degli altri distretti di AV2, Senigallia, Ancona, Fabriano e Osimo, che auspichiamo continuino a confrontarsi nella Conferenza per una visione completa della gestione sanitaria nell’intera provincia, chiamata a realizzare il network ospedaliero dei servizi per acuti.

Noi come commissione continueremo a fare proposte, al sindaco e all’amministrazione, a nostro avviso di buon senso, perché il diritto alla salute rimanga sempre un bene che trovi la tutela adeguata nelle istituzioni preposte a tutelarla, ad iniziare dai comuni.


da Paola Lenti
Presidente Commissione Sanità





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-06-2013 alle 12:18 sul giornale del 01 luglio 2013 - 1183 letture

In questo articolo si parla di attualità, Paola Lenti

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