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Confesercenti: su commercio e viabilità occorre cambiare l'approccio

confesercenti 3' di lettura 13/07/2013 - Oggi i commercianti subiscono un doppio attacco, sul versante alto per la diffusione dei centri commerciali, che spesso non discendono da una reale esigenza di commercio, ma da un'urbanistica malata che tende a creare grandi spazi commerciali schiacciando la realtà della piccola e media impresa.

E dal basso: con caduta dei consumi, l'abusivismo commerciale, la contraffazione e l'improvvisazione di chi amministra». Ed è ovvio che l’atmosfera si riscalda subito. Nonostante l´aria condizionata. L’insoddisfazione delle imprese commerciali e della ristorazione, per l’annunciata MA SPERIMENTALE (come a dire ….non siamo proprio così convinti) RIVOLUZIONE DEL TRAFFICO tirata dalla Giunta è palpabile.

La posizione della Presidenza e del Direttivo Confesercenti Jesi-Vallesina è chiara e determinata. Non siamo contro una riqualificazione della viabilità o ampliamenti di zone a traffico pedonale illimitato, siamo per un NO deciso e non negoziabile ad interventi che continuano a disidratare e strozzare la rete commerciale e di servizi del centro senza prima aver creato le condizioni di accessibilità e sosta veicolare e pedonale. Soprattutto alla vigilia di un ingorgo di interventi di lifting al centro che, se non ben gestiti, andranno a peggiorare le cose. Stravolgere i flussi di accesso ormai consolidati vuol dire disorientare la clientela che migrerebbe verso – guarda caso – i centri commerciali “artificiali” con parcheggio e aria condizionata. Non è digeribile un intervento sul traffico e sosta se non accompagnato da azioni e atti che riequilibrano il gap di accessibilità, arredo e servizi tra il commercio su grandi superfici e la rete storica di negozi e uffici. Il centro và fertilizzato dando priorità alla sua accessibilità che deve eliminare il blocco nell’approccio che è dato dal cosidetto “salto di quota”. Non si può, non si deve e non si applica un divieto senza prima aver individuato alternative valide ed efficaci. L’economia e gli occupati del commercio dei servizi e della ristorazione non sono imprese e lavoratori di serie B, per dirla con un linguaggio da città dello Sport. Oggi il commercio e la P.A. si devono confrontare con un consumatore in cui la sua voglia di novità, di vedere cose nuove, di conoscere, si combina perfettamente con il forte legame alle tradizioni del territorio che frequenta e non è trascurabile il valore aggiunto del commercio nell’economia cittadina, il valore del suo ruolo sociale, il contributo al riuso e riqualificazione di locali e zone che sarebbero preda di degrado e insicurezza.

Il problema è che serve un cambiamento profondo nell’approccio al centro storico adeguandolo alle nuove realtà ed alle nuove dinamiche di fruibilità. E spesso sono misure a costo ZERO per la pubblica amministrazione. Quello che possiamo e dobbiamo fare è progettare di più e meglio la qualità urbana dell’accoglienza, pianificare la sicurezza pubblica, revisionare le norme commerciali ed urbanistiche che sono i motori di sviluppo, incentivare negozi, mestieri e professioni a lavorare al centro, il tutto in un protocollo di intesa che sia un PATTO DI SVILUPPO TRA RESIDENZA E ATTIVITA’. Altrimenti la Jesi storica rischia l´immobilità e, ancora peggio, rischia di non attrarre investimenti che al momento stanno alla finestra. Noi siamo pronti a fornire il nostro contributo di mediazione e proposta ma certo non ci siederemo a un tavolo con un “piatto già servito”. Del resto lo scopo di incontrarsi dovrebbe essere quello di confrontarsi per cercare una soluzione o una condivisione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-07-2013 alle 15:13 sul giornale del 15 luglio 2013 - 942 letture

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