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Monte San Vito: approvato l'ordine del giorno di Cillo a sostegno della protesta dell'ANPAS

Thomas Cillo 5' di lettura 29/07/2013 - L'Anpas chiama, Monte San Vito risponde. Approvata all'unanimità la proposta di ordine del giorno promossa dal consigliere Thomas Cillo e relativa alla protesta della associazioni di volontariato per la riorganizzazione della rete di emergenza territoriale in atto in questi giorni da parte della Regione Marche.

In data 2 Luglio infatti, l'assemblea legislativa delle Marche approvava con non poche polemiche, la riorganizzazione della rete di emergenza andando a stravolgere quanto in vigore da 15 anni con il decreto legge nr.36/1998.

Tale riorganizzazione, secondo passaggio della più ampia ristrutturazione sanitaria marchigiana, è legata a doppio filo ad un altro provvedimento, ovvero quella delibera del 20 Maggio 2013 nr. 735 con la quale venivano riconvertiti in Case della Salute, i 13 piccoli Ospedali tra cui anche l'Ospedale “Montessori” di Chiaravalle.

La delibera, prevede che in ogni Casa della Salute vi sarà un P.P.I. (punto di primo intervento) a risposta dell'emergenza sul territorio.

Occorre però anzitutto chiarire che il PPI, non è affatto un Pronto Soccorso ma si differenzia in maniera sostanziale da esso poiché è una postazione territoriale della rete delle emergenze-urgenze che rappresenta un punto di riferimento di sicurezza e di garanzia per il cittadino, serve per garantire la diagnosi giusta, appropriata, nel minor tempo possibile all'utente, serve ad offrire quella prestazione diagnostica nel minor tempo possibile, stabilizzare, mettere in sicurezza l'utente e trasportarlo nella struttura più idonea, ecco perché dentro il punto di primo intervento è garantita la presenza del Msa.

L'MSA (mezzo di soccorso avanzato) è a sua volta un mezzo a bordo del quale vi è la presenza del medico o dell'unità di rianimazione.

Andando ad analizzare la questione nello specifico, la rete di emergenza territoriale in vigore dal 1998 (e che la Regione ha modificato) prevedeva un vero e proprio modello del servizio di emergenza sanitaria territoriale basato sulle Postazioni Territoriali di Emergenza Sanitaria (POTES) che risultano essere un complesso di uomini e mezzi distribuiti in una data area territoriale al fine di integrare la capillare rete di uomini e mezzi garantita dalle Associazioni di Volontariato.

L'art.8 comma 8 del decreto legge 36/98 prevedeva che ogni POTES dovesse essere dotata di almeno:

  • un'ambulanza di soccorso di tipo A;
  • un automezzo di soccorso avanzato (auto medicalizzata);

La DGR 735/2013 prevede invece che nei Punti di Primo Intervento (P.P.I.), attivati presso le Case della Salute in sostituzione degli attuali Pronto Soccorso o P.P.I., operi l’equipaggio MSA ivi assegnato, che si occupa di:

  • Stabilizzare temporaneamente il paziente in fase critica e trasferirlo in sicurezza presso il P.S. o DEA di riferimento;
  • Garantire la continuità dell’assistenza ai degenti della Casa della Salute;
  • Uscire sul territorio per interventi di emergenza/urgenza richiesti dalla C.O. 118;
  • Effettuare prestazioni ambulatoriali ad accesso diretto negli ambulatori di continuità dell’assistenza primaria della CdS;

Nel caso, però, che l’equipaggio MSA del P.P.I. debba uscire sul territorio per effettuare un intervento‘’118’’, oppure il trasferimento urgente di un paziente, scaturiscono i seguenti effetti:

  • Il P.P.I. viene chiuso!
  • I degenti non hanno più assistenza medica;
  • Non vengono più effettuate le prestazioni ambulatoriali;
  • Viene inviato presso il P.P.I. un «MSA Jolly», allocato in qualche imprecisato punto della provincia (o provincie, nel caso di Ascoli P./Fermo), che provvede a sostituire l’equipaggio ‘titolare’ sino al suo ritorno.

Non è chiaro quale sia il beneficio apportato dai 4 mezzi MSA “Jolly” che dovrebbero sostituire le MSA impegnate in un intervento sia dal punto di vista logistico (un eventuale impiego ne riduce sensibilmente la tempestività di intervento poiché questi mezzi sono dislocati in alcune C.O. 118) ma soprattutto dal punto di vista economico poiché il costo da sostenere sarà di circa 881.700 € cadauno per un maggior esborso di ben 3.526.800 € all'anno!

Nella nostra realtà, erano previste 1 MSA automedica (a Falconara M.ma) a copertura di 3 MSB (Falconara – Chiaravalle – Montemarciano). Una struttura risultata efficiente, che ha garantito sia il soccorso di base che quello avanzato in tempi brevissimi su tutta la zona di competenza effettuando nel 2012 ben 7347 servizi di emergenza di cui 1660 con l'automedica.

Quello che invece prevede la riorganizzazione sarà la dotazione di nr. 2 MSA ambulanza ( e non automedica) che dovranno intervenire anche per codici verdi creando i disservizi di ciu sopra.

Oltre a questo, già di per sé grave, vi è l'aspetto non secondario della totale mancanza di coinvolgimento e di partecipazione delle associazioni di volontariato (che detengono l'85% del trasporto sanitario e sociale regionale) in tutti i tavoli tecnici ai quali peraltro era stata evidenziata come irrinunciabile pregiudiziale che le AA.VV. dovessero effettuare sia i servizi di trasporto d'emergenza che quelli non urgenti, al fine di ottimizzare al massimo i costi fissi derivanti dal tenere attiva e funzionale la medesima struttura chiamata ad effettuare entrambe le tipologie di servizio.

All'appello lanciato dal Presidente ANPAS Marche Dott.Mezzabotta, nessuno ha risposto e la Regione ha licenziato il provvedimento senza eccepire i preziosi suggerimenti sollevati.

Un silenzio che conosciamo bene e che segue ai numerosi silenzi elargiti in questi mesi alle istituzioni, ai comitati e per ultimo anche alle Associazioni a cui va tutta la solidarietà e sostegno e non smetteremo mai di ripeterlo, il più profondo e sincero ringraziamento per l'inestimbaile opera quotidianamente svolta.

Il volontariato, perno e risorsa della nostra Regione, dopo gli schiaffi ricevuti negli ultimi anni, rischia seriamente di essere cancellato con una riforma che fa acqua da tutte le parti.

Da sempre contrari ad un modus operandi arrogante ed inconcludente diciamo NO a questa riorganizzazione e, raccogliendo la missiva dell'ANPAS, abbiamo approvato all'unanimità l'ordine del giorno affinchè Monte San Vito, ancora una volta, lanci il suo forte messaggio alla Regione.

E' mia intenzione, ringraziare in questa sede tutte le forze politiche monsanvitesi per essersi distinte in questa battaglia che mette a repentaglio l'offerta sanitaria del nostro territorio, e per aver dimostrato serietà e responsabilità, elevando il dibattito politico su questioni ineludibili, tralasciando le distinzioni ideologiche, testimoniando che dinanzi alla Salute e a chi minaccia di ledere questo diritto costituzionalmente garantito, occorre essere più che mai compatti e determinati. Fino alla fine.


da Thomas Cillo
Capogruppo Pdl di Monte San Vito





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2013 alle 08:10 sul giornale del 30 luglio 2013 - 907 letture

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