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Comitati no-elettrodotto contro l'interrogazione di Acacia Scarpetti

elettrodotto fano-teramo 7' di lettura 30/08/2013 - Ci risiamo …. nella calma e calura di questa meritata pausa estiva che i tanto attivi comitati no-elettrodotto si stanno godendo arriva il colpo alla schiena, non perché ci sia nulla di male nella interrogazione pro-elettrodotto presentata alla giunta regionale dal consigliere Acacia Scarpetti (dimentico, forse, del fatto che il consiglio regionale: 1 - gli bocciò una sua precedente mozione, 2 – si è già espresso per ben due volte con pronunciamento negativo nei confronti del progetto ….. la tenacia fa onore, ma perseverare è diabolico!) ma perché “condita” da una certa dose di malignità prendendo spunto dai black-out elettrici verificatisi di recente nel pesarese, come se fossero il risultato dell’immobilismo della amministrazione regionale causato dalla nostra azione di contrasto.

Ma noi non ci stiamo a farci addossare questa colpa e rispondiamo punto per punto al consigliere. Deficit elettrico marchigiano pari al 47% del fabbisogno: fin qui nulla di scorretto, se non fosse che il consigliere Acacia Scarpetti tralascia (volutamente?) il termine “stimato”. Se andiamo a vedere le stime redatte da Terna sul nostro fabbisogno nell’ultimo decennio, queste sono state tutte smentite dai dati di consuntivo, redatti peraltro dalla stessa Terna!! I consumi di energia elettrica nella regione Marche, per i quali Terna presenta ancora ipotesi di consistente aumento annuale, sono in realtà dal 2008 in costante diminuzione; alla fine del 2011 si attestano sui livelli del 2004 e i primi sette mesi del 2013 registrano una ulteriore diminuzione del 3,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente. A livello nazionale la domanda di energia è in picchiata ai livelli del 1998 (fonte: relazione annuale 2012 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e Gas) Ma l’importante è lanciare il mantra, e ormai da 10 anni questa percentuale di sedicente deficit elettrico è entrata nelle nostre teste…

L’importanza strategica e l’urgenza che l’opera in questione riveste: Strategica per Terna che, come concessionario esclusivo della RTN in Italia, mira a trasformare lo stivale in un potente e veloce snodo viario per portare nel Nord Europa l’elettricità prodotta nel Nord Africa? Strategica per la nostra regione, che negli ultimi 5 anni ha visto una esplosione, nemmeno preventivata dal PEAR, della produzione di energia da fonti rinnovabili e con modalità di cogenerazione distribuita e diffusa, quale contraltare proprio al concetto di trasmissione a lunga distanza? Insomma strategica per chi? andrebbe chiarito! urgente? se la situazione marchigiana di vulnerabilità con rischio di esposizioni a black out fosse stata affrontata nell’ambito di un corretto percorso normativo nel rispetto dei diritti costituzionali e delle direttive forse una nuova (o migliore già esistente) linea elettrica ce l’avremmo già. Ma se ci si ostina a seguire percorsi alternativi e soprattutto poco ortodossi la strada sarà sempre accidentata da proteste contenziosi e relative lungaggini. Se poi consideriamo che Terna nel suo Piano di Sviluppo ha retrocesso la realizzazione dell’opera in “anno da definire”, questo dell’urgenza è un argomento che ormai ha perso di credibilità.

Evitare inoltre la costruzione di nuove piccole ulteriori reti, stante l'attuale assetto delle linee 380 kV e smantellamento delle vecchie condotte minori: ma come? È proprio quello che invece si augura il PEAR, la delocalizzazione dei centri di produzione di elettricità sul territorio, per non parlare poi della trasformazione culturale e tecnologica di produrre e consumare energia e di ricorrere a nuove tecnologie e a nuove modalità distributive, vedi il protocollo di Kyoto, la direttiva Ce 31.2010 sull’autonomia energetica, l’impatto zero, l’efficienza, le reti intelligenti, e via dicendo.... basterebbe documentarsi un pò! Sullo smantellamento poi chi ci assicura che non si tratterrà solo di depotenziamento delle linee individuate col mantenimento in loco comunque del vecchio impianto come già successo in altre regioni? Sull’inerzia e nullità degli atti di comuni e provincie: se sono nulli gli atti espressi dagli enti locali perché si è firmato un protocollo di intesa che li comprendesse? E perché si dovrà congiuntamente firmare un nuovo Protocollo di Intesa alla conclusione dei tavoli tecnici con la condivisione del tracciato e il pronunciamento di ogni consiglio comunale coinvolto? Se è nullo un no, sarà nullo anche un sì! Se si tratta di una pratica di semplice svolgimento tecnico-procedurale, in quanto competenza dello Stato, poteva già essere chiusa da un pezzo.

Evidentemente il consigliere Acacia Scarpetti non considera il fatto che il Sindaco non è un burocrate notarile che oblitera l’altrui attività, piuttosto è il capo della comunità locale, ne è l’autorevole tutore dei diritti e degli interessi con responsabilità di indirizzo politico e amministrativo….diritti e interessi che derivano da ben precise norme costituzionali, leggi e direttive, e da un politico ci saremmo aspettati una interrogazione sul perché queste sono state ignorate dal modus operandi fino ad ora applicato nel procedimento. E diamo atto a tutti quei Sindaci che hanno mostrato la loro autorevolezza nel condurre la questione, affrontandola con la dovuta responsabilità e rifiutando la divisa del semplice burocrate. Le opere di compensazione situate sino a 5/6 km dalla condotta: può cortesemente indicare il consigliere Acacia Scarpetti il passaggio specifico su questo punto nel Protocollo di Intesa del 2005 o meglio pure nella DGRM 689/2007? Perché al di là dell’espressione “individuazione delle eventuali azioni mitigative e compensative” non c’è scritto altro.

Forse il consigliere Acacia Scarpetti è riuscito a strappare una promessa a Terna? Sono gli atti che contano, non le promesse. Però se si va a leggere un qualsiasi verbale (che è un atto) di un tavolo tecnico Terna/comune c’è scritto “contestualmente alla firma del PdI – cioè con il via libera da tutti - verranno stipulate convenzioni per finanziamenti destinati alla riqualificazione ambientale mitigatrice dell’impatto”. In poche parole: prima mi prendo l’autorizzazione al passaggio elettrico e solo dopo si stabilisce cosa, quanto e a chi. Complimenti! Valutato che tale intervento, interamente gratuito....: Gratuito per chi? Per Terna, che utilizza capitale pressoché a costo zero, gode di una percentuale di ritorno sugli investimenti garantita, attingendo a finanziamenti, incentivi e sussidi fiscali? Per noi marchigiani, che come utenti ci troviamo a pagare una bolletta elettrica che per il 30% è costituita proprio da questa anomala “ossatura fiscale“ fatta di benefici ad uso di pochi (sempre da relazione AEEG)? Che pagheremo con la svalutazione delle nostre case? Che pagheremo con il deprezzamento delle nostre attività legate al territorio? Che pagheremo con i rischi sulla nostra pelle? Che pagheremo con il deturpamento del paesaggio? Il consigliere Acacia Scarpetti fa bene ad interrogare presidenza e giunta regionale sul verificarsi di situazioni critiche e difficoltose per i cittadini, ma non pretenda di trasformare questi eventi nelle premesse ragionevoli e sensate che mancano al progetto dell’elettrodotto Fano - Teramo. Perché le sue premesse citate, se fossero state adeguate e realmente pertinenti allo scopo, e portate avanti nelle dovute maniere avrebbero già prodotto qualcosa, mentre oggi a più di 10 anni di distanza suonano anche come obsolete e fuori dal tempo e da ogni concezione. Il consigliere Acacia Scarpetti se ne faccia una ragione. Siamo cittadini non sudditi!

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Comitati in Rete
www.noelettrodotto.it






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-08-2013 alle 19:09 sul giornale del 31 agosto 2013 - 611 letture

In questo articolo si parla di attualità, elettrodotto fano-teramo, manifestazione per elettrodotto fano-teramo

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