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Chiaravalle: Quercetti (PRC), quando c'erano le Feste dell'Unità.....

maurizio quercetti 3' di lettura 03/09/2013 - Non ho l’abitudine di intervenire e tantomeno polemizzare sulle vicissitudini che riguardano (in questo caso però solo apparentemente) altre forze politiche. Ma ci sono accadimenti che in qualche caso a chi, come me, ha per tanti anni militato nel PCI, lavorato e sudato nelle Feste dell’Unità, impongono una riflessione. Ci sono appuntamenti che segnano una stagione, eventi che, nel ripetersi degli anni, contraddistinguono una comunità.

La festa dell’Unità. (così molti la chiamiamo ancora) era per Chiaravalle uno di questi. Nei nostri territori, soprattutto negli anni 70 e 80, la Festa dell’Unità di Chiaravalle era per i militanti, i simpatizzanti, gli amici del PCI quasi un mito. Da anni, dalla sciagurata Bolognina che cancellò il PCI, quell’appuntamento era rimasto comunque, per tanti, anche per chi a sinistra aveva scelto o sceglieva strade diverse dalla metamorfosi PCI- PDS-DS-PD, un luogo della connessione sentimentale con una storia grande e insieme l’occasione per incontrare compagni e continuare, pur se difficile, un dialogo mai interrotto. D’altronde lo era per tutta la città, consentiva di riconoscersi e di discutere.

Quando nacque, ormai molti anni fa, a Chiaravalle ei in tanti altri luoghi, la Festa dell’Unità fu la concreta testimonianza, che quel paese nel paese, come Pasolini definiva il Partito Comunista era un’idea realizzabile, che quell’affannarsi dietro graticole e forni, quel ripulire il Ponte prima, il Campo Boario poi e farli diventare il centro della città definiva un’altra centralità, quella dei valori di solidarietà e socialità che il PCI ha cercato al meglio di interpretare. Quest’anno settembre a Chiaravalle è un pò triste, quella festa per la prima volta dopo decenni, non c’è più. Un po’ ci manca come credo, manchi a tutta la città, e questo vuoto ci racconta la storia di una parabola, quella della “fine della politica”, intesa come partecipazione sostituta dalla “politica come mestiere”, lontana dalla gente, fatta di apparizioni e passerelle. Questa come tutte le parabole ci chiede di riflettere e ci inviata a fare.

Ecco mi piacerebbe, che questo “lutto” fosse elaborato in una riflessione collettiva, che riguarda tutta la sinistra nella nostra città, che ci chiami ad abbandonare preconcetti a cercare nuove strade e magari a costruire appuntamenti che possano permettere di ricostruire luoghi come quella festa, che permettano il confronto, la discussione, e il ritrovarsi. Qualcuno potrà dire ”ma da quale pulpito viene la predica” e non ha tutti i torni. A sinistra siamo in tanti ad avere responsabilità e pagare errori. Ma noi, in questi giorni, insieme a tante altre compagne e compagni, stiamo lavorando per riaprire un luogo storico della Chiaravalle popolare, la “Caccia e Pesca”, prima antica società operaia e poi luogo di mille ricordi, belli e brutti come la vita. Lo facciamo innanzitutto perché pensiamo che la politica debba incontrare di nuovo la socialità, misurarsi con le contraddizioni e le sofferenze di ogni giorno, perché crediamo che la comunità si ricostruisca nel fare e nei simboli, perché per sconfiggere l’indifferenza occorre ritrovare il senso e l’orgoglio di essere lavoratori, magari anche precari o disoccupati, la passione di coltivare il sogno di un’altra società possibile, il coraggio e la speranza per potercela fare.

Quella festa, come la nostra “caccia” era un tassello del mosaico di una Chiaravalle aperta, popolare e solidale che generazioni di “compagni” avevano costruito, è una memoria che non deve essere persa, uno spazio che può essere ricostruito, bello vivo allegro e intelligente come lo erano le feste dell’Unità, tanto diverse dalle opache e moncrome feste degli anni post 89, anche quello, insieme, con entusiasmo e volontà potremmo provare a farlo rinascere.


da Maurizio Quercetti
Segretario Rifondazione Comunista Chiaravalle
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-09-2013 alle 19:25 sul giornale del 04 settembre 2013 - 1293 letture

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