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Confesercenti: saldi senza soldi, colpa di vendite promozionali incontrollate

saldi 3' di lettura 06/09/2013 - Da qualche giorno è terminato il periodo dei saldi di fine stagione ed i dati confermano purtroppo la tendenza già evidenziata negli ultimi anni. Dopo i primi 20/30 giorni dei saldi estivi, in cui la vendita esaurisce la spinta, possiamo affermare che a Jesi e in Vallesina il bilancio resta decisamente negativo in linea con quanto registrato per le vendite effettuate durante la stagione regolare, per vari motivi mai decollata.

Le imprese confidavano nei saldi e considerati ormai come l’ultima occasione per recuperare una stagione ampiamente compromessa; ma così purtroppo in larga parte non è stato. I dati dell’indagine confermano per le piccole strutture distributive del settore moda (abbigliamento, intimo e calzature) uno stato di estrema sofferenza che accomuna, senza eccezione alcuna, tutte le zone del territorio preso a riferimento per l’indagine.

L’88% (49% male, 39% mediocre) delle aziende contattate, si dichiarano insoddisfatte dall’andamento delle vendite durante il primo periodo dedicato ai saldi di fine stagione, e solo il 12% si dichiara pressoché soddisfatto. Ha denunciato decrementi rispetto al volume delle vendite relative allo stesso periodo dei saldi estivi dell’anno precedente il 58% del campione (dato comune al capoluogo Jesi e comuni limitrofi), e tra questi il 48% quantifica la perdita compresa tra il 10 e il 20%; il 28%, invece, la dichiara superiore al 30%. I più fortunati hanno riscontrato incrementi (il 19% degli intervistati) comunque generalmente inferiori al 30% e per prodotti riconducibili alla igiene della persona e articoli per la casa di manutenzione domestica.

Questo è risultato dell’indagine promossa da Confesercenti Jesi a sull’andamento delle vendite nel periodo estivo 2013 e relativo ad un campione di 60 micro-piccole imprese commerciali con sede a Jesi e Vallesina. Dall’indagine è emersa anche ed in maniera evidente che ormai sono più che maturi i tempi per avviare una concreta riflessione sulle vendite straordinarie di fine stagione. E’ altrettanto chiaro, infatti, quanto i saldi non rappresentino più uno stimolo agli acquisti per il consumatore, i cui comportamenti sono sempre più improntati alla prudenza e soprattutto decisamente limitati da budget prestabiliti che ne inibiscono la reattività a qualsiasi iniziativa di natura commerciale. Il dato diventa ancor più negativo se si considera che quest’anno, rispetto agli anni precedenti, i saldi hanno avuto inizio con percentuali di sconto mediamente superiori di circa 10 punti percentuali.

Questo scarso dinamismo ha finito per danneggiare anche tutti quegli operatori, per questioni di natura merceologica non direttamente interessati dai saldi, ma che in quanto operanti nei centri urbani, da sempre avevano beneficiato del fervore commerciale che i saldi sono sempre stati in grado di generare nelle varie vie e zone commerciali. L’assenza di controlli e interventi concreti sul fronte delle vendite promozionali, spesso “ camuffate” ed artificiose, continuerà a recare danni alla stragrande maggioranza dei commercianti onesti che scrupolosamente si attengono alle regole di una corretta e leale concorrenza. Su questo fronte la Confesercenti sta valutando di proporre al competente assessorato regionale proposte di Legge ben precise di moralizzazione del mercato che speriamo possano trovare un terreno favorevole ad una ampia condivisione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-09-2013 alle 18:59 sul giornale del 07 settembre 2013 - 818 letture

In questo articolo si parla di attualità, confesercenti, saldi, saldi estivi

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