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Lettera aperta di un cittadino: sanità marchigiana, scelte spregiudicate a danno di tutti

ospedale 3' di lettura 08/09/2013 - La Redazione riceve e pubblica questa lettera firmata di un cittadino, sulla mobilità del personale amministrativo dell’Area Vasta n. 2, stabilita con determina n. 1203 approvata il 12 agosto u.s. dalla direzione.

“Spacca, Mezzolani e Ciccarelli hanno colpito ancora. Con la determina 1203 approvata il 12 agosto, è stata stabilita la mobilità del personale amministrativo dalle loro sedi a quelle di Fabriano per circa 135 unità. La cultura di sinistra per queste persone è rimasta totalmente estranea all’idea , nel bene o nel male, di decidere le sorti di una comunità con discussione sindacale, di non assumere la delibera in pieno periodo di ferie e stabilire che questi dipendenti devono fare da 50 a 85 km di tragitto (solo andata), con tutto quello che ne consegue in termini negativi.

Nemmeno la grande balena bianca “democrazia cristiana” ha raggiunto simile arroganza e spregiudicatezza, almeno i sindacati venivano rispettati e erano abbastanza sensibili all’opinione della maggioranza dei cittadini. Tutti i dipendenti di Senigallia, Jesi e Ancona che prestano il proprio lavoro nelle u.o. di segreteria di direzione, gestione personale, acquisti e logistica, bilancio, supporto controllo di gestione, verranno spostati nella costosissima nuova sede di Fabriano. Ma in piena era telematica dove in alcune nazioni si è sviluppato in modo molto proficuo il lavoro a domicilio utilizzando la rete, non si poteva sperimentare questo metodo e mandare i nuovi assunti a Fabriano? L’aspetto politico è chiaro, rendere l’ospedale di Fabriano altamente qualificato a discapito degli altri.

Jesi, dopo tutti i tagli che ha affossato tutte le aspirazioni di avere un ospedale come si merita “modello”, sopprime l’ufficio del governo clinico. Continuano in modo inarrestabile le razionalizzazioni pesanti che penalizzano l’ospedale di Jesi e l’intera vallesina. I cittadini sono quotidianamente a contatto con disservizi dovuti a carenza di tutto, e non viene permesso ai dipendenti di svolgere serenamente il proprio lavoro. Qui la sanità si regge grazie al senso di responsabilità ed alla abnegazione del personale ormai ridotto allo stremo delle proprie forze.

Se si contestano certe decisioni, ci si sente accusare di campanilismo, ma Mezzolani non si interessa soprattutto delle esigenze del pesarese e spacca di quelle di Fabriano? Apprendo con piacere il fatto che la sanità marchigiana è virtuosa per essere tra le migliori tre d’Italia, garantendo l’equilibrio di bilancio, ma questi risultati come sono stati raggiunti? Chi ha pagato il prezzo? Utenti ed operatori. Chiudere strutture ospedaliere senza sviluppare i dovuti servizi territoriali disattendendo quanto previsto nel piano regionale, tagli alle case di riposo, tagli ai pannoloni per gli indigenti, depauperamento costante di persone, di tecnologia e di posti letto.

La cultura della sinistra non è di sicuro fare una riforma sanitaria che scontenta tutti, cancella la tutela pubblica della salute e getta tutti i presupposti per una progressiva privatizzazione della sanita’ marchigiana.”

Da Flavio Filonzi, cittadino






Questo è un articolo pubblicato il 08-09-2013 alle 15:20 sul giornale del 09 settembre 2013 - 2103 letture

In questo articolo si parla di attualità, ospedale

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