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Rocconi: il Vangelo di domenica 8 settembre

Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi 5' di lettura 07/09/2013 - Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro” . Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».



TROPPA GENTE PER GESU’
Il testo evangelico di oggi ci presenta un Gesù al quale sembra che interessi poco il numero di coloro che lo seguono, quanto piuttosto che siano consapevoli della loro scelta. Gesù appare spaventato da tutta quella gente che gli va dietro e sembra dire: “Ma questi avranno capito cosa vuol dire essere miei seguaci?” Ed ecco che fa un discorso a dir poco tagliente. E dice che chi vuol andare dietro lui deve:
1- Amarlo più del padre e della madre.
2- Amarlo più della propria vita.
3- Portare la Croce.
4- Percorrere la sua stessa strada.
5- Rinunziare ai propri averi.
Gesù usa un linguaggio a prima vista assurdo. Perché amare lui più di se stessi, più delle persone care? Il Signore ci chiede di amare immensamente la vita, chiede altrove di amare le persone e onorare i genitori... ce ne dà un comandamento. E allora perché qui l’amore per la vita e i genitori passa in secondo ordine?

AMARE IL SIGNORE SOPRA OGNI COSA
E’ proprio così. Gesù vuole spiegare che nulla va anteposto a Lui. Gesù va amato sopra ogni cosa, tutto deve venire dopo di lui. E questo messaggio lo vuole dare con forza. Gesù sa che scegliere lui non è sempre una cosa tranquilla. A volte sono necessarie delle decisioni sofferte e difficili. A volte per scegliere lui è necessario morire e non solo in senso figurato. Scegliere Gesù a volte può comportare una fatica eroica. Gesù chiede che anche in quei momenti non si abbia paura di andargli dietro. Del resto Lui ci ha scelti così, fino a dare per amore la sua vita. Non si tratta allora di amare poco la vita o le persone, bensì di aver il coraggio di perdere tutto se questo mettesse in pericolo la fedeltà a Lui.

PORTARE LA CROCE
E’ proprio questo il senso con cui Gesù invita a portare la croce. La croce non è semplicemente amore per la sofferenza. La croce è innanzitutto fedeltà al Signore, una fedeltà carica di amore che non si ritira indietro nemmeno se questo comportasse sofferenza o addirittura perdere la vita. Ecco perché l’invito a portare la croce è seguito dall’invito ad andare dietro a Gesù. Si tratta di fare come ha fatto lui. Gesù, infatti, non ha amato la sofferenza per se stessa, ha avuto paura, ha chiesto di evitarla. Ma per amore è stato fedele al Padre e all’uomo fino in fondo, nonostante ciò che questa fedeltà ha comportato: la morte.

UNA SCELTA CONSAPEVOLE
Gesù inoltre raccomanda una consapevolezza. Come chi intraprende una qualsiasi iniziativa prima fa due conti per vedere se riesce a portarla a termine, così chi pensa di seguire Gesù deve essere cosciente di cosa comporta. Conclude infatti Gesù: Chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. Non si tratta solo di beni materiali. Gesù dice che per seguire Lui si deve essere disponibili a mettere in gioco tutto. Ma l’amore è vero quando per Gesù, se necessario, si è disponibili a perdere tutto nella certezza, però, di ritrovare poi tutto centuplicato.

MA IL SIGNORE NON ALLONTANA LA GENTE?
Certo, Gesù è esigente. Ma se la fa così difficile, ci viene da dire, alla fine rimarrà solo. E’ quello che accade spesso. Anche oggi tanti si allontanano da Gesù, non desiderano e quindi nemmeno ci provano ad essere suoi discepoli. Ma come è importante essere suoi discepoli! Infatti Gesù non è venuto a portare una fatica, ma è venuto a portare un dono, il suo amore e l’amore del Padre suo. E’ venuto a portare una speranza di immortalità, è venuto a portare la vita eterna, è venuto a portare la gioia di essere figli di Dio, è venuto a portare la vita e la vita in abbondanza.

L’unico interesse che Gesù ha è quello di vederci felici, oggi e per l’eternità!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-09-2013 alle 15:21 sul giornale del 09 settembre 2013 - 896 letture

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