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Monteroberto: S.E.S., riavvio della produzione grazie a Susta, attesa la decisione del Tribunale

S.E.S. Monteroberto 5' di lettura 12/09/2013 - Si presenta ai marchigiani il potenziale acquirente, che ha presentato un piano di recupero dello stabilimento S.E.S. di Monteroberto. Un importante piano industriale che, in controtendenza, porterà la ripresa della produzione e posti di lavoro. È il Sindaco di Monteroberto, Olivio Togni, a presentare il Dott. Renzo Triaca e il gruppo industriale SUSTA, che assieme all’Avv. Agostini e al commercialista Dott. Coppola, ha lavorato al progetto per presentare l’offerta presso la sezione fallimentare del Tribunale di Ancona, ove appunto pende la procedura che riguarda la S.E.S. impianti.

“Vero che il comune di Monteroberto è un importante centro della vallesina, ma questo progetto ha respiro molto più ampio e gioverebbe a famiglie, lavoratori oltre il nostro comune. Ecco perché faremo di tutto per favorire l’insediamento di questo gruppo nel nostro territorio. Nei giorni scorsi ho incontrato personalmente l’assessore regionale Lucchetti, il quale ha espresso tutto il suo appoggio al piano industriale proposto da Susta. È una azienda sana, molto forte, che riceve commesse da clienti come Fiat, Bmw, Volkswagen. Avere la possibilità di accogliere un’azienda di tale livello, nonché di riavviare la produzione, vuol dire evitare che venga lasciato un buco, che si crei un’area dove prima o poi dovremo anche smantellare il capannone dismesso e le restanti pertinenze.”

La S.E.S. nasce nel 1970, vive una escalation positiva fino al ’98, quando l’azienda perde il titolare e suo fondatore, che si spegne per un male incurabile. La famiglia prosegue, facendo sì che l’azienda operi ad alti livelli, fino a raggiungere i 120 dipendenti nel 2004. È il punto di riferimento non solo per Monteroberto ma per tutta la vallesina. Dopo il 2005-2006 subisce il trend negativo dell’economia, finché non ne viene dichiarato il fallimento a giugno del 2012. La maggior parte dei dipendenti sono già usciti dall’azienda, ma la sua chiusura lascia una profonda ferita nel territorio.

Il dott. Renzo Triaca presenta il gruppo e il progetto di riavvio della produzione: “Susta è un’azienda di stampi per settore auto e per carrozzeria; fa parte di un gruppo che conta 780 dipendenti e ha chiuso lo scorso anno con un fatturato di 230 milioni di euro, conta la proprietà di oltre 100.000 mq di plant (n.d.r. capannoni) italiani ed europei. Di origine lecchese, ha stabilimenti nel milanese, a Teramo, in Romani, Bulgaria ed ha da poco avviato una nuova attività in Germania. Abbiamo commesse che ci impegneranno fino al 2014. A differenza di chi vuol semplicemente acquistare i macchinari della S.E.S. per poi rivenderli altrove, noi non vogliamo portar via ma anzi, portare qualcosa di nuovo qui: siamo tra i primi otto gruppi europei che costruiscono stampi. Immaginate un’auto, ci sarà al suo interno almeno un pezzo costruito da noi o con i nostri macchinari. In Italia si lavora bene perché ci sono tanti giovani che, anche se non sono formati come i tedeschi per esempio, sono disposti ad imparare perché hanno voglia di lavorare. Se perdiamo di vista le nostre competenze andiamo incontro a settori che non portano valore aggiunto. Cose complicate passano attraverso investimenti e formazione, occorre puntare sui giovani. Il settore manifatturiero di questo territorio è una risorsa importantissima, non dimentichiamo che l’Italia è seconda solo alla Germania in questo settore. Non dobbiamo assolutamente perdere le competenze del nostro territorio, e le Marche hanno la competenza per creare le macchine anziché comprarle. La cultura meccanica è un valore aggiunto che si respira in famiglia, proprio in questo territorio.”

L’interesse di un gruppo così importante nei confronti dell’azienda marchigiana nasce dal fatto che all’interno del gruppo c’è un azienda speculare, la Susta appunto, che costruisce stampi per materie plastiche. Completano il gruppo altre due aziende che fanno stampi per carrozzeria ed in questo ambito stanno giusto lavorando su alcuni importanti progetti per Porsche, Fiat e Bmw.

Ora la partita si giocherà nel Palazzo di Giustizia di Ancona, dinanzi al Giudice delegato, come spiega l’avvocato Agostini: “Il fallimento ha recepito una perizia tecnica in cui il bene immobile, il capannone, è stato enormemente valutato, noi invece abbiamo una diversa valutazione, sostanzialmente inferiore, perché la struttura ad oggi è fortemente danneggiata e la nuova proprietà dovrà rifare tutta la copertura. Se è vero che la funzione della procedura fallimentare è quella di favorire i creditori, per evitare che ci siano sottovalutazioni e vendite a prezzo iniquo, credo che la proposta presentata sia apprezzabile da parte del comitato dei creditori. Speriamo prevalga il buon senso, e possa partire l’avviamento industriale.”

Anche l’Assessore Alessio Panfoli si esprime favorevolmente alla proposta: “in questi quattro anni ci siamo trovati ad affrontare situazioni difficili tra le famiglie del nostro comune, e tra queste molte legate alla vicenda della chiusura della S.E.S. In questo momento è importante la sinergia tra i soggetti coinvolti e la Susta in questo ha dato massima disponibilità e serietà.”

Il progetto presentato dalla Susta è a lungo termine: prevede, dopo avere le chiavi in mano, circa 30-40 giorni per mettere in moto le macchine, per rifare la copertura del capannone, e valutare quali siano le risorse umane nella zona. Partire subito con una decina di persone già pronte per lavorare al fine di riavviare i turni centrali della giornata. Prevedere un rodaggio di sei mesi e nel primo anno raggiungere circa 5000 ore di lavoro. Il secondo anno arrivare a due turni di lavoro e impiegare circa 20/25 dipendenti. Nel giro di 3 anni si potrà arrivare a 30/35 dipendenti. Il gruppo sviluppa la tecnologia out-standing e l’obiettivo è diventare i primi nel giro di due anni: la S.E.S. ben si abbina a questa tecnologia.”

Conclude Triaca: “quando abbiamo le chiavi, iniziamo subito. Attualmente il lavoro non solo non manca, ma abbiamo l’ordine di non prendere altre commesse fino al 2014! E pensare che combattiamo con i tedeschi che hanno un costo industriale inferiore al nostro e la manovalanza è altamente formata. Speriamo prevalga il buonsenso a questo punto.”


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it







Questo è un articolo pubblicato il 12-09-2013 alle 18:53 sul giornale del 13 settembre 2013 - 1676 letture

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