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Uilca Banca Marche, si sta consumando il delitto perfetto

Banca Marche 5' di lettura 12/09/2013 - Il finale annunciato che sta per essere scritto per chiudere nel peggiore dei modi il film giallo su Banca Marche è il più dannoso degli epiloghi che fosse lecito attendersi ma, al contempo, un inevitabile punto di arrivo dopo tanti, troppi incidenti di percorso, così fitti e reiterati da non poter godere dell’etichetta della casualità.

Volendo attingere alla cinematografia hitchcockiana viene fin troppo facile il paragone col “Delitto Perfetto” perché più si prova a rileggere i fatti e più appare lampante che tutto fosse probabilmente già stato scritto da tempo, in barba a mille promesse non mantenute e ad un succedersi degli eventi che ha dimostrato in tutta la sua evidenza due dati di fatto. L’inadeguatezza e l’incapacità di una proprietà perennemente divisa su tutto e l’infelice scelta di un timoniere poco avvezzo ai venti di tempesta per dare vigore e concretezza alle pretestuose velleità di attracco della nave Banca Marche verso porti più sicuri.

La gestione provvisoria sancita da Banca d’Italia ha aperto pessimi scenari sul futuro della nostra Azienda, inaugurando il conto alla rovescia - nella migliore delle ipotesi - verso una acquisizione da parte di un socio bancario estero e vanificando lo sforzo economico dei 1.440 Colleghi trascinati con troppa leggerezza ad uno sciopero preventivo e al buio, che, annacquato mediaticamente dal commissariamento, non ha centrato gli obiettivi sbandierati, né fatto luce delle responsabilità della governance aziendale.

Non giova e non consola la considerazione di essere stati facili profeti a riguardo, convinti come eravamo e siamo che sarebbe stato più opportuno utilizzare forme di lotta adeguate, sciopero in primis, solo dopo aver letto le carte di un Piano Industriale rivelatosi poco consistente e ormai non più adeguato ai nuovi scenari determinati da una gestione provvisoria che appare destinata inesorabilmente, scaduti i due mesi di validità, a trasformarsi in commissariamento a tutti gli effetti.

L’accelerazione imposta da Banca d’Italia, arbitro interessato e anche sospetto giocatore cui Banca Marche si è colpevolmente consegnata senza colpo ferire, preoccupa non poco chi, come noi, è chiamato a vigilare e tutelare gli interessi dei Lavoratori, specie di fronte all’ostinatezza con cui, seppur sottotraccia, si continuano a portare avanti attività che determineranno un cambiamento dello assetto organizzativo della Banca.

Attuare oggi un Piano Industriale costruito sul presupposto ormai accantonato della autonomia o dar corso ad un organigramma deliberato dall’ultimo CdA, che riduce in poltiglia velleità e qualità professionali di moltissimi Colleghi, è un ulteriore infierire sulle macerie di un Istituto condotto dove è finito non solo e soltanto dalle sottovalutazioni del precedente management quanto anche da un nuovo corso che ha attuato politiche di accantonamenti da Banca in liquidazione e operato inaccettabili campagne acquisti che, povere di valore aggiunto, hanno solo pesato sul conto economico dell’Istituto, sia per le scelte strategiche partorite, sia per i lauti stipendi garantiti ai nuovi assunti.

Da un lato si chiedono sacrifici ai Colleghi, prevedendo 80 milioni di risparmio sul costo del Personale e dall’altro si spende per assumere professionalità esterne: incoerenze simili a quelle in cui è più volte incappato, dispiace doverlo rilevare, anche il nuovo Direttore Generale, sulla carta figura di garanzia per il territorio ma nei fatti interlocutore poco credibile per la facilità con cui prima si è speso su certi argomenti e poi li ha ritrattati. Rileggere le molte comunicazioni alla rete significa ricordare promesse disattese, e ipotesi non realizzatesi in nome di una logica gestionale che ha sempre puntato molto alla delega e poco alla assunzione di responsabilità dirette.

Assegnare al “copia e incolla” griffato Bain & C. il Piano Industriale alla luce dei fatti inopportunamente chiamato “Rainbow” (col non trascurabile dettaglio di una spesa superiore ai 2 milioni di euro !) è un indizio importante in questo senso, al pari della delega in bianco all’avvocato Tanoni per reperire risorse sul territorio valide per un aumento di capitale che andava gestito, invece, in prima persona dal management. In questo clima di assoluta incertezza ribadiamo la nostra contrarietà alla preventiva realizzazione di progetti non più consoni alla realtà dei fatti, sollecitando con determinazione i Commissari (che, per contro, sembrerebbero volerne accelerare il processo attuativo) a bloccarne la concretizzazione, rivederne i contenuti e discuterne con le OO. SS. le ricadute.

In questa logica la UILCA ravvisa l’esigenza di una pausa di riflessione per la attuazione di un nuovo organigramma. Stante la complessità della trattativa che ci aspetta, con atteggiamento di grande responsabilità, la UILCA, insieme alla Fabi, ha deciso di chiedere l’intervento della propria Segreteria Nazionale che ha già provveduto a nominare un suo componente che guiderà la nostra delegazione in trattativa.

Da chi sarà chiamato a scrivere il futuro della nostra grande Azienda pretenderemo attenzione e responsabilità, auspicando identico atteggiamento da una proprietà che persiste invece, a suon di inopportune dichiarazioni ed interviste sui media dei suoi rappresentanti, a trasferire all’esterno l’immagine di una Banca peggiore di quella che effettivamente è e costringere le molte professionalità che la connotano ad estenuanti battaglie al fronte per rasserenare clienti presi dal panico e in fuga.

Non tollereremo ingerenze o scippi da predoni, avendo come unico obiettivo quello di difendere - per tutto ciò che sarà possibile fare - il futuro di 3.200 Colleghi ed altrettante famiglie, nonché le professionalità cresciute in una Banca che rimane per noi un piccolo gioiello e che valgono molto di più di quanto, purtroppo con pochi spiccioli e molti tagli, qualcuno pagherà per appropriarsene.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-09-2013 alle 19:23 sul giornale del 13 settembre 2013 - 2467 letture

In questo articolo si parla di economia, banca delle marche, banca marche, Uilca

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