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Confartigianato: fallimenti in Vallesina a quota 23, soffrono edilizia e immobiliare

Crisi economica e del commercio 2' di lettura 16/09/2013 - In Vallesina 23 imprese fallite dall’inizio dell’anno. Il problema principale è la mancanza di liquidità, servono incentivi e misure di sostegno. Dall’inizio del 2013 a oggi questo è il numero delle attività che in Vallesina hanno rassegnato i libri contabili. Di queste, 13 nella sola Jesi.

Si tratta per lo più di aziende del comparto costruzioni – commenta Giuseppe Carancini Segretario Confartigianato Jesi. Dalle imprese edili alle agenzie immobiliari, tutto il settore vive una profonda crisi. Anche le attività di servizi chiudono. Falliscono le aziende contoterziste. Un intero indotto è interessato da difficoltà strutturali e congiunturali e fatica a riguadagnare posizioni nelle dinamiche economiche e di mercato.

Preoccupa la situazione attuale, che non vede ancora spiragli all’orizzonte. Il tessuto produttivo non riesce a rigenerarsi e non si percepiscono segnali di ripresa. La difficoltà primaria incontrata dalle aziende è la mancanza di liquidità. La pressione fiscale è divenuta insostenibile per gli artigiani. Costretti a far fronte con regolarità ai pagamenti, hanno difficoltà a recuperare i crediti con il risultato che le casse dell’azienda si svuotano e non si riesce più a far fronte alle spese.

Pensare a investimenti futuri è pura utopia. Molti imprenditori non sono neanche più sicuri della convenienza o meno di accettare nuovi lavori quando si trovano alle spalle tanti crediti insoluti e nessuna somma a disposizione per fare fronte alle ulteriori spese che una nuova commessa porta con sé. Una paralisi che schiaccia la volontà delle micro e piccole imprese del nostro territorio e frena la loro capacità di ripresa.

Per questo – ribadisce Carancini della Confartigianato - è necessario quanto prima che il territorio si scrolli di dosso questa situazione di incertezza; che vengano messe in campo dalle Istituzioni forme concrete di sostegno per le micro e piccole imprese in difficoltà. Servono inoltre incentivi per la microimprenditorialità artigiana, supporto all’innovazione, investimenti sulla formazione professionale e l’eliminazione degli adempimenti burocratici inutili.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2013 alle 16:24 sul giornale del 17 settembre 2013 - 907 letture

In questo articolo si parla di attualità, confartigianato, crisi economica

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