Tares, Ppe-Pdl: 'I senigalliesi pagheranno di più a causa del costo esorbitante del servizio'

Enrico Rimini, Alessandro Cicconi Massi, Gabriele Cameruccio 2' di lettura 14/10/2013 - Il gruppo PPE-PDL ha chiesto con assoluta urgenza la convocazione della VI commissione consiliare allargata ai rappresentanti delle categorie economiche che non sono stati minimamente consultati e informati sulle decisioni in merito alla tassa rifiuti.

L’amministrazione e la maggioranza di centro sinistra in questi mesi hanno sottovalutato la problematica dell’applicazione della Tares, così come hanno fatto con l’IMU ed oggi invece hanno messo i cittadini nelle condizioni di dover subire una vera e propria mazzata.

Qualcuno dovrà scegliere tra il pagare una tassa pesantissima e chiudere le proprie attività o evadere e continuare a sopravvivere. Nella nostra città alcune categorie commerciali avranno degli aumenti che toccheranno il 100% e subiranno dei salassi ingiustificati e fatali per la sopravvivenza delle attività commerciali ed artigianali.

Questi alcuni esempi: i ristoranti pagheranno circa 21 euro al mq, bar e caffè 15 euro, ortofrutta pizzerie e pescherie circa 24 euro, banchi di mercato 17 euro, mense, amburgherie e birrerie 13 euro, mentre dall’altra parte come al solito le banche se la scamperanno con meno di 3 euro al metro.

Il dato più importante e preoccupante da cui deve partire ogni ragionamento in materia di gestione della partita del servizio smaltimento rifiuti è proprio il costo esorbitante di tale servizio. Senigallia ha avuto un incremento del costo del servizio raccolta rifiuti dal 2010 ad oggi dal 7 milioni circa a 8 milioni e trecentomila euro, pari al 20% circa, con un costo procapite del servizio pari a 189 euro, calcolato su tutta la popolazione residente a Senigallia.

Senigallia quindi si attesta come maglia nera per i costi del servizio che ricadono sui cittadini, rispetto alle altre realtà locali limitrofe. Tanto per citare alcuni comuni limitrofi, Pesaro euro 96 ad abitante, Fano euro 187 ad abitante. Osimo euro 163 ad abitante, Jesi euro 160 e Montemarciano euro 134.

Per quale motivo Senigallia costa così tanto, visto che anche negli altri comuni il servizio è domiciliare.? Forse la scelta, assolutamente non adeguata ad oggi, di estendere il servizio di raccolta porta a porta anche nell’area vasta, cioè nelle campagne, ha prodotto questo innalzamento dei costi? Con quali vantaggi per i cittadini e per il servizio, che oggi, invece, presenta moltissimi elementi di criticità e funzionalità? Che cosa dirà e come si comporterà con le famiglie e le attività produttive che non riusciranno a saldare le rate della TARES?

Se l’intenzione è quella di mobilitare in automatico Equitalia con le tragiche conseguenze che conosciamo, noi ci opporremo con tutte le nostre forze ed i tutte le forme. Qui si rischia la rivolta fiscale, se non si ascoltano le istanze e le preoccupazioni della gente, sia famiglie sia operatori economici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2013 alle 14:46 sul giornale del 15 ottobre 2013 - 2831 letture

In questo articolo si parla di alessandro cicconi massi, gabriele cameruccio, enrico rimini, politica, senigallia, Gruppo Consiliare ppe – pdl, tares

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Non per "pignolare", ma per quanto non spiacerebbe nemmeno a me un importo più alto alle banche, è altrettanto vero che non producono rifiuti del tipo e delle quantità di ristoranti e bar: la tariffa ridotta ci sta, casomai potrebbe essere aumentata, ma un minimo.
A fare una battuta persino l'imperatore Vespasiano, che aveva introdotto i famosi bagni pubblici a pagamento, era convinto di ciò quando affermava la massima "pecunia non olet" (il denaro non puzza).

certo che con 24 euro al mq, con 2 anni di tares ci si rifarebbero nuovi i pavimenti..... altri soldi sottratti all'economia reale

siamo oltre la frutta

Finalmente dopo anni che lo dico e vi assicuro che non ho la sfera di cristallo, qualcuno si accorge che il servizio raccolta ha un costo spropositato ma purtroppo giusto.
Il servizio raccolta incide per almeno il 55 % sul costo totale della tariffa considerando che è al netto di quanto vende la ditta nella raccolta, nel nostro caso la RIECO; cioè plastica, metalli, vetro e carta compreso anche di quello che preleva dall'isola ecologica. Pertanto il costo vero e proprio dal 55% potrebbe salire anche al 70%.
Se invece di ascoltare il CIR33 i nostri Amministratori avessero scelto la strada più complessa in termini organizzativi e cercare di coinvolgere il cittadino per non dire i centri commerciali, il riciclato invece di consegnarlo alla ditta RIECO o chichessia, lo raccogliamo noi per mezzo di isole presidiate con cassa integrati o pensionati sistemate in punti strategici, isole automatizzate, in maniera tale che il raccolto possa essere da noi venduto a chi fa selezione (la plastica "sporca", cioè da selezionare, attualmente viene pagata 0.12 euro al chilo ad esempio). Dal momento quindi che il servizio raccolta la fa da padrone sul sistema rifiuti, anche se raggiungete il 90 % di raccolta differenziata i costi non cambiano, anzi, ne beneficia la RIECO perchè ha più materiale da vendere.
Non capisco quanto tempo ancora deve passare e a che punto deve arrivare questa crisi per far capire a tutti, cittadini compresi, che bisogna darsi da fare se vogliamo un sistema migliore, meno inquinato e raggiungere lo scopo del rifiuto "zero".
Tornando poi ai costi di Senigallia, è chiaro che fa da padrone le dimensioni del territorio e dato che devono muoversi 6 camion alla settimana, più chilometri devono fare più costano. Riduciamoli a tre e poi vediamo.
Vorrei, a conferma di quanto dico, segnalarvi un Comune che non fa porta a porta spinto ma come vorrei fare da anni io; Serra dè Conti. Grigio a prelievo, organico come noi, il resto su isola con selezione puntuale e pagamento al cittadino di quanto porta (max 50 euro/ anno). Una famiglia di 4 persone su 100 metri quadri paga circa 120,00 euro/anno.
Chiudo quì ma ho molto altro da dire.




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