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Liguori (Tribunale del malato): liste d'attesa per accedere ai servizi sanitari, 'Ecco i numeri sconfortanti'

tribunale del malato 2' di lettura 04/11/2013 - Quando i nostri rappresentanti regionali della Sanità, presidente della Regione in primis, si vantano in tutte le sedi di essere una Regione virtuosa, ed in nome di questo tagliano indiscriminatamente risorse e servizi, dovrebbero documentarsi e divulgare i lunghi tempi di attesa per visite e accertamenti che in tutte le aree vaste il cittadino è costretto a subire.

Oggi vogliamo rendere pubbliche le liste di attesa che ci riguardano da vicino come cittadini della Vallesina visto che peraltro, tutto ciò non viene fatto da chi dovrebbe farlo per legge, l’ASUR (vedi art. 41 del Decreto legislativo 14/3/2013 n. 33).

Su 41 prestazioni esaminate, tra visite ed accertamenti, soltanto 8 rientrano nei tempi massimi di attesa che la Regione ha fissato a suo tempo; noi qui mettiamo in evidenza i tempi di attesa più brevi per le prestazioni prenotabili tra i vari presidi sanitari di Jesi, Montecarotto, Cupramontana, Filottrano e Cingoli.

Tra le visite specialistiche spiccano quella urologica (88 giorni a Jesi), dermatologica (95 giorni a Filottrano) , pneumologia (99 giorni a Jesi).

Tra le varie tipologie di TAC non ve ne è una che rientri nei tempi massimi di attesa fissati dalla regione: tutte registrano tempi di attesa di 257 giorni; per una mammografia bisogna attendere 446 giorni.

Le risonanze magnetiche fanno rilevare tempi di attesa pari a 400 giorni.

Per le ecografie bisogna attendere 155 giorni a Cingoli, a Jesi 308 giorni; per l’ecocolordoppler cardiaca e dei tronchi sovraortici si deve attendere194 giorni.
La colonscopia non si può fare prima di 110 giorni, per un elettrocardiogramma ci vogliono 153 giorni, per uno da sforzo ce ne vogliono 161.

Ed infine per una elettromiografia bisogna attendere 140 giorni.

Il quadro qui esposto non è certamente confortante; se poi si pensa che per ottenere una visita con tempi più brevi bisogna spostarsi fuori regione ovvero ricorrere alla libera professione (si ottiene anche il giorno dopo), si comprende bene che la conseguenza di tutto questo è che il cittadino deve mettere mano alla tasca se vuole curarsi in tempi brevi.

E purtroppo il futuro che ci aspetta non sarà più roseo, in quanto i tagli apportati agli organici aggraveranno ulteriormente il problema delle liste di attesa.

Ci chiediamo infine a cosa servirà avere nel nuovo ospedale più risonanze, più TAC se poi non vi sarà chi le dovrà far funzionare?

Per abbassare i tempi di attesa basterebbe che i macchinari presenti funzionassero a pieno regime e potenzialità, magari anche nei pomeriggi di sabato, domenca e festivi.



da Pasquale Liguori
Presidente del Tribunale
per i diritti del malato di Jesi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-11-2013 alle 16:33 sul giornale del 05 novembre 2013 - 2409 letture

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