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Masi (Uilca): 'Abi isolata, anche le Bcc hanno adeguato il Fondo di Solidarietà alla legge Fornero'

Uilca 2' di lettura 07/11/2013 - L’Abi e le banche italiane sono sempre più isolate nelle loro posizioni retrograde e prevaricatrici, dopo che nella serata del 31 ottobre Federcasse e Organizzazioni Sindacali hanno trovato un accordo per l’adeguamento del Fondo di Solidarietà di settore delle Banche di Credito Cooperativo, con soluzioni che definiscono tutele per le lavoratrici e i lavoratori complessivamente analoghe, se non migliorative, di quelle già concordate tra Ania e sindacati nel settore assicurativo

Parti datoriali di settori simili a quello bancario trovano quindi soluzioni per mantenere un fondamentale strumento di gestione di eventuali tensioni occupazionali, per potersi concentrare su logiche di sviluppo dei loro settori, invece l’Abi ha irresponsabilmente rifiutato il confronto sul Fondo di Solidarietà, con il rischio che si dissolva in un Fondo residuale dell’Inps inevitabilmente meno garantista, e ha scelto la strada della conflittualità, disdettando il Contratto Nazionale.

L’adesione quasi totalitaria delle lavoratrici e dei lavoratori del credito allo sciopero tenutosi nella giornata di ieri 31 ottobre dimostra che la categoria dei bancari è pienamente consapevole della situazione e l’unica parte interessata a costruire un futuro di crescita del settore, e l’ha evidenziato con una partecipazione alla mobilitazione (dalle assemblee allo sciopero) unita e determinata nel contrastare le logiche egoistiche, arroganti e prive di prospettiva tenute dall’Abi.

Questo modo di agire dell’Associazione datoriale rende tutte le banche responsabili e complici in modo diretto del conflitto in corso e dell’assenza di volontà di trovare soluzioni, pertanto, in caso non condividessero la strada intrapresa dall’Abi, è giunto il momento che manifestino il loro dissenso e favoriscano un immediato cambio di linea nelle relazioni sindacali e nel rapporto con i lavoratori, garantendo l’esistenza del Contratto per poter affrontare il tema centrale del Fondo di Solidarietà di settore.

La Uilca inoltre ritiene indispensabile coinvolgere anche le parti politiche, e agirà in tal senso, perché prendano coscienza e assumano posizione rispetto alle questioni in campo e ai gravi rischi che l’Abi sta facendo correre ai lavoratori e alla collettività, tentando di scaricare sul Paese i costi delle proprie decisioni e inefficienze.

Anche la politica, cui le banche unite si rivolgono spesso per ottenere attenzione e risorse, non può esimersi dall’affrontare i temi in questione e crediamo che debba farlo in primo luogo con il sostegno alle rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, chiaramente manifestate con lo sciopero del 31 ottobre.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-11-2013 alle 21:58 sul giornale del 08 novembre 2013 - 2172 letture

In questo articolo si parla di economia, Abi, fondo di solidarietà, banche di credito cooperativo, Uilca, legge Fornero, massimo masi

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