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Panathlon Club: partecipato dibattito sul tema 'Bullismo e non rispetto delle regole'

Il presidente Proietti e le Forze dell'ordine 3' di lettura 08/11/2013 - Molto partecipata la conviviale con dibattito sul tema “Bullismo e non rispetto delle regole” che ha chiuso un ciclo di informazione e conoscenza che il Panathlon Club di Jesi, sempre più attento a quei valori umani perenni che discendono dalla visione di una vita dove predomina l’etica, ha deciso di portare avanti durante questo anno sociale in modo particolare rivolto al mondo dei giovani.

La prima relazione è stata tenuta da sua eccellenza Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi, che ha trattato l’argomento “il valore educativo dello sport”.

La seconda relazione è stata tenuta dal dottor Emidio Amadio, dirigente medico responsabile unità operativa di medicina dello sport e di promozione dell’attività fisica e dalla dottoressa Rossella Italiano, coordinatrice del dipartimento delle dipendenze patologiche di Jesi e Fabriano che hanno trattato l’argomento “Il doping nello sport e le dipendenze nel territorio di Jesi”.

La relazione conclusiva è stata tenuta, il 25 ottobre, dalla dottoressa Bruna Aguzzi, dirigente scolastico del “Liceo scientifico Leonardo da Vinci” profonda conoscitrice del mondo giovanile nonché panatlheta. Una relazione approfondita che ha focalizzato l’attenzione dei presenti, in modo particolare dei rappresenti delle forze dell’ordine che operano nel territorio di Jesi che hanno voluto testimoniare con la loro presenza la vicinanza e la stima verso tutti coloro che sono impegnati per una sana educazione dei nostri giovani nel rispetto delle regole.

Per l’Arma dei Carabinieri erano presenti il tenente Francesco Esposito, comandante del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Jesi ed il luogotenente Fiorello Rossi comandante della locale stazione; per la Polizia di stato il dirigente Stefano Ortolani comandante polizia stradale, e la dottoressa Liliana Rovaldi comandante dei Vigili urbani della città di Jesi.

L’esposizione molto articolata ha toccato vari aspetti del “bullismo” soffermandosi in modo particolare sulla sua evoluzione da quello diretto a quello indiretto per finire a quello sul web, che è il più odioso poiché una volta messo in rete te lo ritrovi per sempre. Inoltre è emerso come l’adolescenza porta con se l’eccesso da un lato, dall’altro la scarsa valutazione delle conseguenze delle azioni.
Tutto ciò è il retaggio dell’infanzia appena trascorsa ma che è ancora presente nell’adolescente. I modelli sociali presi a prestito dal mondo dei media, dove la violenza è propagandata talvolta come un modo per essere riconosciuti e valutati, a cui va sommata l’assenza dei modelli genitoriali, diventano di fatto un modo di essere che gli adolescenti non scelgono ma riproducono, senza rendersi conto della pericolosità. La quasi totalità di loro ignora che detto comportamento racchiude in se diversi reati.

Durante il dibattito è stata sottolineata l’importanza dello sport ,concepito come strumento di educazione per i giovani nel rispetto delle regole e di un comportamento eticamente corretto. Un plauso è andato a tutte le forze dell’ordine che sono impegnate in programmi specifici rivolti agli studenti per sensibilizzarli ed educarli ad un comportamento virtuoso.

Il Panathlon, ha concluso il presidente Proietti, è sempre più convinto che per ottenere dei risultati apprezzabili è indispensabile che tutti i soggetti che interagiscono con la vita dei giovani facciano fronte comune con insegnamenti convergenti; noi continueremo a valorizzare con l’assegnazione di premi, non solo i giovani sportivi virtuosi, ma anche tutti coloro che operano per far emergere quanto di positivo esiste nel mondo sportivo giovanile.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-11-2013 alle 23:34 sul giornale del 09 novembre 2013 - 2810 letture

In questo articolo si parla di attualità, panathlon club, sport

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