WWF: esondazione fiume Esino, evacuata la sede della Riserva Ripa Bianca. 'I lavori fatti, un fallimento'

Il fiume Esino visto dal centro visite Oasi Ripa Bianca 3' di lettura 13/11/2013 - L’esondazione del fiume Esino con gli ingenti danni al territorio ha dimostrato ancora una volta come la gestione del corso fluviale portata avanti in questi anni fatta di regimazioni, argini, escavazioni di ghiaia dall’alveo, con il fine di velocizzare al massimo la corrente idrica, attraverso gli interventi di somma urgenza senza alcun progetto, sia stata fallimentare.

Proprio nei tratti fluviali dove sono stati realizzati i c.d. lavori per la messa in sicurezza del fiume i danni sono stati più ingenti. Il WWF lo ripete da decenni ma ancora sembra che sua incomprensibile come per evitare ciò che è accaduto in questi giorni sia necessario rispettare l’ecosistema fluviale, lasciandogli lo spazio dove esondare, non costruendo nelle aree dove il fiume naturalmente confluisce durante le piene e non volendolo imbrigliare con argini e regimazioni facendolo diventare un canale rettilineo.

Nella Riserva Regionale Ripa Bianca di Jesi l’esondazione ha ripetuto la stessa dinamica dell’esondazione dell’anno scorso, fuoriuscendo in due punti diversi: il primo subito a valle della SS 76 mentre il secondo circa cinquecento metri a monte della briglia dell’ENEL.

L’esondazione ha distrutto per la seconda volta (Ia prima volta dopo un giorno dall’intervento di messa in sicurezza di marzo 2013 della Provincia e da Enel) gli argini (non verificati con un adeguato progetto) in ghiaia realizzati di nuovo da ENEL e dalla Provincia di Ancona per appunto “mettere in sicurezza” il corso fluviale.

La piena è stata accentuata appunto dalle regimazioni effettuate, ha allagato ed eroso i terreni agricoli alla sinistra del fiume Esino, in maniera ancora più grave rispetto all’anno scorso. L’alluvione avviene dopo un mese dagli interventi (per la seconda volta) di messa in sicurezza effettuati dall’Enel e dalla Provincia.

Questi interventi sono consistiti questa volta nell’escavazione della ghiaia al centro dell’alveo fluviale e successivamente accumulata sopra le sponde fluviali realizzando una alveo rettilineo regimato. Questa combinazione di interventi ha comportato un aumento della pendenza e quindi l’aumento della velocità e del potere erosivo che ha accentuato le erosioni a valle. In due giorni, il fiume ha eroso 50 metri di terreno agricolo in direzione della colonica Riserva e oramai è a soli 10 metri dalla sede della Riserva, e continua ancora l’erosione e l’avvicinamento del fiume alla sede, che è a grave rischio.

Il personale della Riserva, per sicurezza, ha iniziato l’evacuazione della sede portando in sicurezza computer, documenti, animali e attrezzature varie.

Il WWF Marche chiede con forza l’attuazione del progetto di sistemazione fluviale in modo ecocompatibile predisposto da anni della Riserva Naturale e rimasto inattuato e non considerato dagli enti preposti al governo del territorio, Regione, Provincia.

Il WWF Marche chiede di dare attuazione alle previsioni del PAI ed alla direttiva comunitaria 2007/60 che prevede una gestione del rischio idraulico rispettoso degli ecosistemi e delle naturali aree di esondazione. Per monitorare i lavori che si realizzeranno lungo le aste fluviali delle Marche a seguito delle esondazioni avvenute in questi giorni, per far si di non ripetere gli errori già commessi si costituirà presso la riserva Ripa Bianca con gli esperti dell’Associazione, le rete fiumi del WWF Marche.








Questo è un articolo pubblicato il 13-11-2013 alle 18:23 sul giornale del 14 novembre 2013 - 5156 letture

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