Operativo il registro delle unioni civili, partite le iscrizioni

unioni civili 2' di lettura 14/11/2013 - Con l'approvazione della modulistica nei tempi previsti da parte della Giunta comunale, è diventato pienamente operativo il Registro delle Unioni Civili che riconosce il rapporto affettivo o di mutua solidarietà tra due persone maggiorenni, senza distinzione di sesso, cultura, nazionalità e religione.

E giovedì mattina, presso l'Ufficio Anagrafe, si è registrata la prima coppia. Al Registro delle Unioni Civili possono iscriversi le coppie non sposate per formalizzare al Comune la propria scelta di vivere insieme.

Pur non avendo alcun effetto sulla vigente legislazione in materia anagrafica, di stato civile e diritto di famiglia, con tale Registro vengono riconosciuti i principi di tutela ed uguaglianza sanciti dalla Costituzione. In virtù di ciò, su particolari tematiche che riguardano questioni sociali (casa, sanità e servizi sociali, politiche per giovani, genitori e anziani, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, trasporti), l'Amministrazione comunale si impegna a prevedere per le Unioni Civili condizioni non discriminatorie.
Un esempio emblematico: all’interno del Comune di Jesi, chi si iscrive al Registro è equiparato al “parente prossimo del soggetto con cui si è iscritto” ai fini della possibilità di assistenza.

Al Registro comunale delle Unioni Civili possono iscriversi tutti i cittadini maggiorenni - italiani, comunitari o stranieri - coabitanti e facenti parte della stessa famiglia anagrafica da almeno 18 mesi secondo le risultanze dei registri dell'Anagrafe della popolazione residente a Jesi. Nella domanda le due persone devono dichiarare di coabitare e di essere legate tra loro da vincoli affettivi oppure di coabitare per motivi di reciproca assistenza morale e materiale.

L'istituzione del Registro era stata approvata dal Consiglio comunale che ha valutato come “la società attuale è caratterizzata dal crescere di nuove forme di legami affettivi come le convivenze stabili, che non si riconoscono solo nell'istituto del matrimonio”.

Pur non avendo l'Italia una legislazione che regoli le unioni civili a differenza della maggior parte dei paesi aderenti all'Unione Europea e considerato che la creazione di un nuovo status non può che spettare al legislatore statale, il Consiglio comunale ha ritenuto che il Comune di Jesi, istituendo il Registro delle Unioni Civili, può promuovere condizioni di pari opportunità alle unioni di fatto, favorendo l'integrazione sociale e prevenendo forme di disagio o di discriminazione fondate sull'orientamento sessuale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-11-2013 alle 18:32 sul giornale del 15 novembre 2013 - 1885 letture

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