Ripa Bianca: la Provincia replica al Wwf, 'Ente gestore si è sempre opposto agli interventi sul fiume'

L'esondazione del fiume Esino a novembre 2013 2' di lettura 14/11/2013 - La Provincia di Ancona respinge le accuse del Wwf Marche, secondo il quale l’esondazione dell’Esino che ha investito l’Oasi di Ripa Bianca era prevedibile a causa dei lavori effettuati di recente in somma urgenza.

“Le precipitazioni che hanno investito la Vallesina nei giorni scorsi – afferma il dirigente del settore Ambiente della Provincia di Ancona Massimo Sbriscia - hanno raggiunto picchi di oltre 200 millimetri, producendo, stando alle prime valutazioni, una piena dell’ordine di 1000 metri cubi al secondo e raggiungendo quindi livelli di straordinaria eccezionalità.

Eppure, nei tratti vallivi dell’Esino non si sono avuti rilevanti problemi. Ciò è stato possibile grazie agli interventi diffusi lungo tutto il corso vallivo dell’Esino per la rimozione dei detriti nei tratti con restringimenti e di manutenzione della vegetazione attraverso il ricorso alle imprese agricole: modello che ha consentito di avere una uniforme manutenzione di tutto il fiume. L’unico tratto non interessato ai lavori è stato quello della Riserva regionale di Ripa Bianca. Ma ciò non è dipeso dalla Provincia”.

Sbriscia spiega i motivi di questa mancata attuazione: “Il Wwf, in qualità di ente gestore delle riserva, si è sempre opposto all’attuazione dell’intervento finanziato nel 2002 dalla Regione Marche che prevedeva la rimozione dei detriti depositati nell’alveo, in prossimità della presa idroelettrica dell’Enel, costituenti ostacolo al deflusso delle acque. La realizzazione di tale intervento, in base alla normativa regionale, prevedeva la valutazione di incidenza da parte dell’ente gestore,che il Wwf non ha mai voluto concedere perché ciò avrebbe richiesto un consistente impiego di mezzi meccanici”.

“La verità – continua Sbriscia - è che gli interventi citati dal Wwf e realizzati da Enel, Provincia, Comune di Jesi sono stati realizzati nella fase emergenziale dell’inverno scorso dopo l’uscita dell’Esino dall’alveo e concordati all’interno di un tavolo tecnico alla presenza di Autorità di Bacino e dello stesso Wwf.

È quindi evidente, ed era ben chiaro ai presenti al tavolo tecnico, che gli stessi non potevano essere definitivi in quanto hanno avuto come scopo la messa in sicurezza d’emergenza e il ripristino del deflusso nel canale Enel per motivi di igiene.

Quanto avvenuto, pertanto, è la naturale conseguenza della mancata rimozione del materiale depositato in alveo. Infatti, l’alveo originario è diventato più alto delle terre adiacenti e il fiume si è aperto una “nuova strada”. Quindi nessun allagamento, ma solo un nuovo corso. In questo momento stiamo facendo con il Comune di Jesi e la collaborazione del Wwf quanto possibile per evitare danni alla sede dell’Oasi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-11-2013 alle 17:49 sul giornale del 15 novembre 2013 - 1521 letture

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