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Dal 20 al 22 dicembre sarà rappresentata 'Storie di morte ammazzate. Barbarie italiana', uno spettacolo tra la gente

Betta Cianchini, Federica Quaglieri, Alessandro Machia 6' di lettura 08/12/2013 - È stato presentato presentato venerdì lo spettacolo contro il femminicidio “Storie di morte ammazzate. Barbarie italiana”. Dal 20 al 22 dicembre presso la Coop di via Gallodoro, nel centro storico cittadino, in location inaspettate, per le vie e all’interno di un negozio, verranno presentate delle storie, dei frammenti di vita di donne che stanno per morire per mano dei loro aguzzini.

Non vengono riprodotte singole storie vere, bensì collage di storie raccolte da Betta Cianchini.

Presenti presso la sala consiliare del comune insieme agli assessori Butini e Campanelli, il regista Alessandro Machia, l’ideatrice del progetto Betta Cianchini e l’attrice jesina Federica Quaglieri.
Grazie al contatto diretto con quest’ultima, alla collaborazione con la Coop Adriatica di via Gallodoro ed il sostegno della Fondazione Pergolesi, è nata l’idea di inserire nel cartellone natalizio, Jesi Natale 2013, uno spettacolo completamente nuovo, in anteprima nelle Marche.

“Il tema del femminicidio sembrerebbe stonare con lo spirito del Natale – ammette Federica – in più dare spazio a certe iniziative in luoghi non convenzionali ha destato tanto interesse. Il tema va sottolineato anche e soprattutto ora, perche è questo il momento in cui la solitudine si vive ancora più intensamente. Al comune di Jesi, città splendida dove sono nata e cresciuta, alla Coop che già si era prestata a questo tipo di iniziative (n.d.r ha ospitato letture di donne durante le festività del 2012) va una nota di ringraziamento e di merito, perche è stato abbracciato in un momento di festività un tema così delicato: il taglio dello spettacolo è diretto cinico, che sembra distonico con il tema natalizio, in realtà risulta un accostamento straordinario per il modo in cui viene presentato. È da un anno e mezzo che raccontiamo le storie di donne ammazzate in maniera diversa, di rivolgiamo agli uomini, parlando a loro e di loro. Finora si è parlato di femminicidio con le donne, tra le donne , per le donne ed è un limite enorme”.

Prosegue il regista Alessandro Machia: “Lo spettacolo è unico, perché si abbattono le barriere tra gli attori e lo spettatore, non esiste più il palcoscenico e gli attori si ritrovano a recitare la storia di queste donne che sono morte ma in realtà sono ancora in mezzo a noi, tra al gente. Non sono spettacoli ideologici, c’è una libertà di veduta, il monologo funziona e arriva se il pubblico sente, ascoltando, la propria intolleranza. Ci salvano la cultura e l’autodifesa del non usare una violenza che in fondo è nascosta in tutti noi. Il personaggio maschile è un uomo comune, quasi gli dai ragione, senti nella sua violenza un aspetto razionale e logico. Ma lo spettacolo ti costringe a riflettere sulla tua violenza nascosta. Partendo dal piccolo, vogliamo creare una dimensione nuova del teatro, che soffre perché oggi non ha più rapporti col pubblico. I personaggi invece vogliono quasi mettersi a contatto con il pubblico”.

Il format nasce da Roma, dove Betta Cianchini ha raccolto tante testimonianze di ragazzi raccolte per strada. È lei a confessare che alla domanda “Il femminicidio cos’è?” le risposte sono state inquietanti. “È emerso che il femminicidio è un fenomeno trasversale, non conosce caratura sociale, culturale ed economica, gli oltre duecento casi in Italia che ho studiato, hanno messo in luce il fatto che è fenomeno di caratura alta, noi ci aspettiamo che sia vissuto in famiglie di extracomunitari o in un ambienti di bassa cultura, invece tanto più si vive in un contesto agiato, tanto più emerge il problema di denunciare. Altro aspetto emerso dalle mie interviste, che non ci sono dati certi… per quello che sappiamo, la prima causa di morte delle donne tra i 16 e i 44 anni non è per incidente o malattia, ma per mano di un fidanzato, un ex o del padre. Il primo problema è anche l’approccio delle forze dell’ordine, qualcuna è morta dopo 14 segnalazioni, perché le veniva detto di riappacificarsi col marito, invece di portarla in un luogo sicuro. Ora la denuncia non è più revocabile, solo se ci sono le strutture per ospitare la donna da subito. Il fenomeno è trasversale e culturale, ecco perché bisogna lavorarci molto e quanto prima! Non dimentichiamo che l’81% di uomini violenti hanno convissuto con situazioni di prevaricazione tra uomini e donne”.

La compagnia ha organizzato “La notte rossa” a Roma proprio il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne, una iniziativa che ha aperto la strada ad un nuovo approccio. I politici hanno letto alcuni passi delle interviste fatte alla gente per strada nonché passi dello spettacolo. “È nata una nuova idea di femminicidio, raccolta per strada – conclude Betta - la coesione forte tra istituzioni e cittadini è fondamentale”.

L’assessore Marisa Campanelli ha ricordato che martedì 10 dicembre ci sarà un convegno sul femminicidio, organizzato dall’UDI e dal Coordinamento Donne, a Palazzo Colocci: “Apriremo la strada anche a questa iniziativa. Al convegno verrà uno psicologo degli uomini che maltrattano le donne, vogliamo capovolgere il punto di vista. Il Coordinamento Donne, che si inserisce all’interno dell’assessorato alle pari opportunità, sta facendo un buon lavoro, con iniziative che, come queste, trasmettano alla società i messaggi giusti”.

Federica Quaglieri parla di “testi intelligentissimi, che creano una alternanza di stati d’animo come la vita, le persone sono trascinate in questo viaggio strano. Siamo partiti dalla semplicità della vita quotidiana, è stato fatto un lavoro sulla verità. Chi verrà a vederci, nelle varie location sparse per la città, si ritroverà immersi nella rappresentazione, all’interno della stessa. Anche di fronte al monologo, l’uomo non appare poi così scontatamente colpevole. Non siamo da regalo di natale, ma si porteranno a casa un bel regalo. Gli spettatori ridono, piangono e vivono assieme a noi, perché siamo tutti parte della società civile, quella che una volta era la dimensione teatrale”. Durante la conferenza viene rivolto un ringraziamento speciale all’addetto della Coop che li ha accolti, “è stato apprezzabilissimo per disponibilità e professionalità, ci ha messo in condizioni di svolgere nel meglio dei modi.”

L’evento, fortemente voluto dall’assessore Luca Butini, ha trovato tutto l’appoggio di Coop Adriatica, perché come dice il rappresentante presente alla conferenza “crediamo in queste iniziative, perché sono importanti momenti di riflessione per tutti. Ci eravamo già messi a disposizione l’anno scorso, e lo siamo tutto l’anno con tante iniziative”.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it







Questo è un articolo pubblicato il 08-12-2013 alle 17:45 sul giornale del 09 dicembre 2013 - 1502 letture

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