Senigallia: aggredisce e tenta di uccidere una minore, 20enne di Ripe sottoposto a fermo di indiziato

Giuseppe Florio 4' di lettura 11/12/2013 - Sotto l’effetto di alcol e farmaci aggredisce con calci e pugni una minorenne, tentando anche di ucciderla. Per questo, a seguito del ricovero in ospedale della minore, un 20enne di Ripe è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dai carabinieri.

La 16enne, giunta in ospedale la sera del 1° dicembre in forte stato di agitazione e con evidenti segni di violenza fisica sul corpo e per questo sedata dai medici dopo le cure e gli accertamenti del caso, secondo quanto raccontato il giorno seguente al ricovero (2 dicembre) ai militari da alcune settimane assumeva insieme al suo amico Giuseppe Florio e su consiglio di questo grandi quantità di “Destrometorfano”. Un farmaco contro la tosse ad azione centrale che, sebbene sia strutturalmente simile alla morfina, non presenta proprietà analgesiche ma solo blandamente sedative ed agisce sul centro della tosse con un'intensità quasi pari a quella della codeina. E che, specialmente ad alte dosi di assunzione, presenta effetti psicoattivi e può comportare l’insorgenza di una sindrome serotoninergica.

In particolare la ragazza ha raccontato che venerdì 29 novembre, dopo aver saltato la scuola, ha assunto insieme al suo amico Giuseppe Florio un po’ di farmaco nonostante fossero entrambi ancora sotto l’effetto di quello assunto nella serata precedente. Poi, una volta giunti al parco Anna Frank, la 16enne sarebbe stata colpita a pugni dal 20enne sulle braccia, sulle gambe, sulle ginocchia, in pancia e sulla schiena poiché affermava che la ragazza doveva imparare a non avere paura e a sopportare il dolore fisico. Non solo. Una volta a terra la minore sarebbe stata colpita ancora con calci e pugni, anche alle costole, e poi con un ramo di un albero sulle braccia e sulle gambe.

Il sabato, giorno successivo alla ‘lezione per diventare forte’, la 16enne è andata regolarmente a scuola ma all’uscita si è incontrata ancora con il ragazzo di Ripe per assumere ancora un po’ di farmaco. La sera i due avrebbero visto un film e poi si sarebbero diretti in discoteca dove, al farmaco, hanno aggiunto l’assunzione di alcol.

Un mix che ha causato forti stati di agitazione e delirio nei due. Ad evitare la tragedia sarebbe intervenuto, inconsciamente, nella ragazza lo spirito di sopravvivenza: infatti nel delirio per il mix di alcol e farmaci il 20enne di Ripe avrebbe prima aggredito e minacciato, fuori dalla discoteca, un altro ragazzo e poi, come chiesto dalla stessa 16enne, tentato di ucciderla con un cacciavite. Bloccato però dalla minore, che ha avuto paura, il ragazzo ha tentato di colpirsi al petto. Ancora una volta la giovane ha però impedito il tragico gesto e convinto l’amico ad andare a Torrette di Fano.Qui la nuova richiesta di essere uccisa da parte della giovane che, dopo essere più volta riuscita a bloccare i tentativi di Florio, è svenuta.

Una volta ripresi i sensi la 16enne ha chiesto all’amico di Ripe di essere accompagnata in ospedale dove, dopo le cure del caso, è stata ricoverata ed ascoltata dai militari che hanno quindi avviato le indagini.

Intanto domenica 1° dicembre il 20enne, che in un primo momento aveva fatto perdere le proprie tracce, è stato sorpreso dai carabinieri nel reparto di Pediatria dove è ricoverata la 16enne. Il giovane, che aveva ancora i pantaloni sporchi di sangue, era ferito al volto ed aveva un coltello a serramanico, è stato assistito dal personale medico. Dopo 10 giorni di cure- come consigliatogli da uno psichiatra infatti il giovane si è sottoposto volontariamente ad un ricovero in quanto affetto da “turbe ideative e comportamentali”- il 20enne di Ripe è stato dimesso dall’ospedale.

Ad attenderlo mercoledì vi erano i Carabinieri che hanno quindi dato esecuzione a un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona Rosario Lioniello che ha disposto la collocazione di Giuseppe Florio presso il proprio domicilio. Inoltre il sostituto procuratore ha imposto al 20enne, sottoposto ad indagini per i reati di lesioni personali, tentato omicidio aggravato e tentato omicidio aggravato e continuato del consenziente, il divieto di comunicare con persone diverse da quelle con cui coabita o che lo assistono.






Questo è un articolo pubblicato il 11-12-2013 alle 19:43 sul giornale del 12 dicembre 2013 - 2751 letture

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