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Nasce Un Battito di Ali, l'associazione a favore del reparto di cardiochirurgia pediatrica di Torrette

Un Battito di Ali Onlus 4' di lettura 17/12/2013 - È stata presentata lunedì nei locali del Circolo Cittadino di Jesi una associazione recentemente costituita: si tratta di una Onlus denominata ‘Un Battito di Ali’. L’associazione raccoglierà fondi sul territorio per sostenere, incentivare e favorire l’attività svolta dal Reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia Congenita e Pediatrica degli Ospedali Riuniti di Torrette di Ancona, diretto dal dott. Marco Pozzi.



Un reparto ad alto contenuto di specializzazione ed efficienza che può vantare standard qualitativi molto elevati tra i migliori in Europa, continuamente minacciati però dalla contrazione degli investimenti pubblici. Alla presentazione ufficiale, con i saluti di Carla Saveri in rappresentanza del Circolo Cittadino, che ‘ha preso a cuore questa importante iniziativa e intende sostenerla tramite i contributi che arriveranno dai propri soci’, erano presenti il dott. Marco Pozzi, cardiochirurgo pediatrico riconosciuto a livello internazionale, Pietro Ceccarelli, responsabile del sito web e della comunicazione, Jacopo Pettinari, tesoriere e responsabile degli aspetti amministrativi e di gestione, Loretta Mozzoni, presidente ma che si definisce “portavoce dell’associazione”, e Tiziana Cozzoli Poli, che insieme ad altri componenti avrà il compito di “far conoscere l’associazione su larga scala nel più breve tempo possibile, mettendo a disposizione il bagaglio dei propri contatti”.

Il dott. Pozzi spiega il ruolo dell’associazione: “Occorre creare le condizioni per un continuo processo di formazione dei medici e infermieri, creare una rete di medici che operano nel campo della cardiochirurgia in collaborazione con il nostro reparto, fornire assistenza ai pazienti (ne abbiamo ricoverati oltre 700), che nel 45% dei casi vengono da fuori, e quindi offrire assistenza anche alle famiglie dei piccoli pazienti. In Italia è possibile costruire un tipo di assistenza che non ha nulla da invidiare alle più moderne strutture dell’Europa, attraverso la messa a disposizione dei centri specializzati, che siano raggiungibili e accessibili per tutti. Lo scopo dell’associazione Un Battito di Ali è proprio di creare una rete per far emergere altre realtà locali e seguire i pazienti senza farli spostare, perché i centri collegati al nostro siano operativi e possano seguire i pazienti. Il nostro centro non presta attenzione solo ai risultati tecnici ma anche agli aspetti legati alle difficoltà che vivono le famiglie dei pazienti. Per noi c’è un cuoricino, attorno al cuore c’è un bimbo e attorno al bimbo una famiglia. Se si creano i presupposti per facilitare l’accomodazione delle famiglie e fornire loro più informazioni possibili, è possibile rendere meno traumatico l’evento chirurgico”.

Pietro Ceccarelli invece si è occupato del sito internet, già on line all’indirizzo www.unbattitodiali.it, dove è stato dato spazio anche ad immagini piacevoli per i bambini.

Jacopo Pettinari informa che è già attivo un IBAN per ricevere le donazioni (IT32G0530821296000000003218 ) e che presto l’associazione si accrediterà con l’agenzia delle entrate per il riconoscimento del 5x1000.

Loretta Mozzoni sta già lavorando per avere dalle strutture di ricevimento della zona alcune convenzioni rivolte alle famiglie dei pazienti.

IL REPARTO:
E’ diretto dal 2008 dal dott. Marco Pozzi, riconosciuto dalla comunità internazionale come uno dei migliori cardiochirurghi pediatrici a livello europeo. Dopo una lunga attività in Gran Bretagna, il Dott. Pozzi è stato chiamato a dirigere il reparto di Ancona con il compito di sviluppare un percorso formativo che permettesse di costruire una equipe chirurgica pediatrica/congenita nelle Marche e farla diventare punto di riferimento in Italia. In aggiunta a questo il Dott. Pozzi ha avviato un percorso di internazionalizzazione dell’attività permettendo lo sviluppo di accordi con altri paesi interessati a inviare presso la struttura anconetana i pazienti ad elevata complessità. Per dare un’idea del successo, i dati statistici segnalano un crollo del tasso di mortalità che passano all’arrivo del dott. Pozzi dal 10% allo 0,4%. Per avere un termine di riferimento, la letteratura di settore ha calcolato il tasso di mortalità europeo al 3,7%. Oggi il dott. Pozzi guida un’equipe di cui fanno parte 3 cardiochirurghi, 8 cardiologi, 34 infermieri, mentre in sala operatoria operano 4 tecnici della perfusione vascolare, 12 infermieri e 10 operatori della terapia intensiva post operatoria. Il reparto svolge, oltre all’attività chirurgica pediatrica e congenita, attività cardiologica con guardia notturna e festiva sulle 24 ore, attività ambulatoriale specialistica, diagnosi fetale e ambulatori dedicati di ritmologia e per pazienti adulti con cardiopatie congenite.

PROBLEMATICHE:
La tendenza, suggerita dalla contrazione delle risorse, è quella di tagliare tutti i costi. Questo si traduce in una diminuzione del budget e una limitazione delle possibilità di acquisire nuove apparecchiature o sostituirne alcune andate in disuso. Ed è sempre più difficile reperire risorse per al formazione e lo sviluppo professionale dei medici ed infermieri. Così come risulta pure difficile o impossibile sostituire personale che smette l’attività lavorativa. Sempre epr motivi di riduzione di budget, la tendenza ad accorpare personale (soprattutto infermieristico e tecnico) introduce maggior flessibilità ma porta anche ad una perdita dell’ “alta specializzazione”.

E’ possibile visitare il sito www.unbattitodiali.it per avere maggiori informazioni sulle finalità dell’associazione.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 17-12-2013 alle 11:34 sul giornale del 18 dicembre 2013 - 3669 letture

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