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Monte S. Vito: Cillo (Pdl) 'Multiservizi, un atto irricevibile, le minoranze disertano il voto, maggioranza spaccata'

Thomas Cillo 8' di lettura 20/12/2013 - C'è un filo sottile che lega centrali a biogas, riorganizzazione sanitaria, rifiuti, Multiservizi e Tares. Ed è quello che puntualmente, quando si tratta di dover decidere su un argomento di una certa rilevanza, sia a livello sovraordinato che a livello locale, la musica è sempre la stessa: muoversi in fretta altrimenti salta il banco.


Fino ad oggi, abbiamo assistito alle pessime performance messe in atto dalla Regione in merito agli argomenti di cui sopra, uno su tutti la recente convenzione per la neo costituente ATA (Assemblea territoriale d'Ambito per la gestione dei rifiuti) che, sottoposta a tutti i Consigli comunali doveva assolutamente essere votata pena il commissariamento.

Si sa poi com è andata a finire, con una sentenza del Tar Marche che sconfessa la Regione la quale, invece di rivedere le proprie scelte, assieme alle ATA fa finta di ignorare quanto sancito dal tribunale e cerca di andare ostinatamente avanti (della serie: "nessuno deve disturbare il manovratore, neanche i giudici!!!
Stesso liet motiv si è verificato per la questione della Multiservizi Spa, società che gestisce sia il servizio idrico integrato per tutti i territori comunali compresi nell'ambito territoriale numero 2 Marche centro-Ancona, sia il servizio di distribuzione gas (vendita del gas attraverso il ramo S.p.a.Prometeo).
Entro novembre 2014, verrà affidato a gara europea il servizio rete gas a cui Multiservizi, nell'Assemblea del 25 febbraio 2013, ha comunicato di volervi partecipare “previa indagine esplorativa di mercato, individuando un partner nella Società Estra S.p.a., società a capitale pubblico in quanto partecipata da tre società, a propria volta partecipate integralmente dagli enti locali dell'area della Toscana (comuni delle Province di Arezzo, Siena e Prato, più alcuni comuni delle Province di Firenze, Grosseto e Pistoia).
Estra, permetterà di portare nuovi capitali mantenendo la nuova Società pubblica e mantenendo la maggioranza a Multiservizi.

Per fare ciò, tutti i Comuni interessati, sono stati chiamati e lo saranno nei prossimi giorni, a doversi pronunciare circa un atto di indirizzo che di fatto avalli questa strategia e permetta quindi a Multiservizi di partecipare alla gara del gas con un partner competitivo.
Fin qui nulla da eccepire se non per alcuni aspetti, a mio avviso molto rilevanti, che danno il senso di come è stata mal gestita, per l'ennesima volta, la questione.
Totalmente digiuni dell'argomento (le uniche fonti sono provenute dallo sforzo di altre forze politiche le uniche che ne hanno parlato...), e privi fino a Venerdi scorso di qualsiasi documentazione (abbiamo dovuto richiedere la documentazione in vista del consiglio e vista la delicatezza dell'argomento) siamo stati convocati grazie ad una saggia iniziativa del Comune di Chiaravalle che, ha convocato una Commissione congiunta con i Comuni di Montemarciano e Monte San Vito alla presenza del Presidente di Multiservizi Dott. Avenali, che è venuto a relazionare circa lo stato dell'arte della questione.
Una Commissione ricca di spunti, che ci ha permesso di dipanare alcune questioni ma allo stesso, ha supportato tutti i dubbi su quegli aspetti che nel frattempo erano stati sollevati altrove.
Il Presidente di Multiservizi nell'esposizione, si è limitato a dare alcune cifre, ma di fatto tra le righe invitandoci in buona sostanza ad esprimerci in totale mancanza di atti concreti, piani industriali, cifre ad un voto di “fiducia”.
L'atto che è stato sottoposto al vaglio del Consiglio - atto fax-simile che sta girando tra i vari Comuni della Provincia di Ancona – conterebbe però alcuni elementi da approfondire. Infatti, con questo atto di indirizzo, il Consiglio comunale di Monte San Vito, si sarebbe dovuto esprimere favorevolmente alla strategia proposta da Multiservizi e cioè quella della creazione della nuova Società EDMA, andando così ad incidere sensibilmente sugli investimenti di questa partecipata di cui siamo Soci, comportando quindi “oneri diretti o indiretti” per il Comune. Ho richiesto tempestivamente nella mattinata stessa del Consiglio, un parere al Segretario circa la definizione contenuta nella proposta di atto di indirizzo, poiché sprovvista di qualsiasi parere di regolarità tecnica e contabile da parte dei responsabili, richiamando l'art.49 del TUEL che dice “che su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla giunta e al consiglio che non sia mero atto di indirizzo deve essere richiesto parere in ordine alla sola regolarità tecnica del responsabile del servizio interessato e qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile”.

In questo senso, a dare conforto alla tesi secondo cui questo non sarebbe un mero atto di indirizzo, - poiché si ritiene invece che abbia ricadute in termini di oneri diretti o indiretti per l'Ente - vi è un parere della Corte dei Conti, sezione regionale controllo Marche, che con deliberazione numero 51 del 4 giugno 2013, ha reso una corretta interpretazione dell'art.49 D.lgs nr.267/2000.

La questione, sottoposta durante il dibattito nella seduta del consiglio Comunale del 18 Dicembre, ha visto come al solito la chiusura da parte della maggioranza di Monte San Vito, anche quando si è chiesto di certificare, da parte del Segretario comunale, che l'atto che saremmo dovuti andare ad approvare di lì a poco, non aveva ricadute sull'Ente. Inoltre, è stata proposta al Consiglio comunale tutto, una variazione sostanziale dell'atto in questione con una serie di atti propedeutici in maniera tale da tutelare chi lo avrebbe approvato (es. di formulare apposito atto di indirizzo alla Società partecipata Multiservizi S.p.a affinchè provveda ad approvare progetto societario di riorganizzazione che consenta il massimo rendimento della propria performance nell'ambito dell'espletamento della gara..., dimostrare la sostenibilità economico finanziaria del progetto nella sua complessità, dimostrare l'economicità dello stesso, anche nell'eventualità che la Multiservizi non riesca più a gestire il servizio pubblico locale di distribuzione del gas, evidenziare i benefici che tale progetto produrrà a favore della partecipata, realizzare una governance in grado di garantire una compagine interamente pubblica, documentare nel principio della trasparenza, il percorso seguito nella scelta di eventuali soci, assicurare la legittimità delle operazioni, dimostrare i benefici per il personale dipendente della partecipata, consolidare e/o migliorare gli attuali livelli di qualità dei servizi già erogati all'utenza, conseguire ogni vantaggio eonomico possibile, garantire il rispetto di ogni vincolo di finanza pubblica, di riservarsi di esprimere giudizio e formulare una linea di indirizzo sul progetto societario di riorganizzazione della Multiservizi Spa ecc...) ma soprattutto di mettere nero su bianco che “dall'adozione della presente deliberazione non conseguono oneri diretti o indiretti a carico di questo Ente.

Sicuramente, sarebbe stati un atto molto meglio strutturato, ben più tutelante e complementare alle mancanze di informazioni forniteci da Multiservizi.

Eloquenti sono state le parole dell'Assessore ai Lavori Pubblici che illustrando il punto ha dichiarato “che non possiamo andare in ordine sparso...”, o quelle del capogruppo di maggioranza secondo cui un atto contente troppi dettagli non poteva essere accettato poiché Multiservizi avrebbe dovuto scoprire le carte per la gara.
Nelle aziende private però funziona così ovvero i soci, prima di firmare accordi o strategie della propria azienda, valutano attentamente tutta la documentazione necessaria mentre a noi invece, veniva chiesto di esprimere un voto fiduciario. Cosa assolutamente irricevibile poiché la stessa Multiservizi già dal 25 febbraio 2013 aveva notiziato i Soci, circa l'intenzione di partecipare alla gara per il servizio del gas.
Indirizzo che, come al solito, siamo stati chiamati ad avallare in tutta fretta, poiché per il 27 dicembre p.v. è prevista un'Assemblea dei Soci di Multiservizi dove si decideranno le sorti dell'Azienda.

In virtù di tutto quanto sopra, e vista la mancanza di idonei approfondimenti da parte dell'Amm.ne comunale, le minoranze compatte hanno deciso di abbandonare l'aula e di non partecipare al voto. La maggioranza, in netto affanno, ha dovuto perfino richiamare in tutta fretta un Consigliere per mancanza di numero legale, riuscendo a salvarsi in calcio d'angolo, ma incassando l'astensione di due suoi Consiglieri.

Più volte si è detto dell'azione di questa Amministrazione che, corroborata anche da un altrettanto deprecabile comportamento degli organi sovraordinati, perpreta per l'ennesima volta l'aut aut e costringe il Consiglio Comunale di Monte San Vito a deliberare in tutta fretta un provvedimento delicato e che comporterà risvolti finanziari non indifferenti. Stanchi di questa situazione, che ci vede meri esecutori di ciò che viene calato dall'alto, ed impossibilitati quindi ad adempiere in maniera compiuta il mandato di rappresentanza degli interessi dei cittadini, condanniamo questo modo di amministrare, valuteremo l'opportunità di segnalare il comportamento dei tecnici e dei consiglieri e annunciamo che rigetteremo al mittente ogni proposta che non abbia avuto preventivamente un percorso di coinvolgimento trasparente delle parti.


da Thomas Cillo
Capogruppo Pdl di Monte San Vito





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-12-2013 alle 10:07 sul giornale del 21 dicembre 2013 - 1185 letture

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