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Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 22 dicembre

Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi 5' di lettura 21/12/2013 - Dal Vangelo secondo Matteo.


Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa. Parola del Signore

IL DUBBIO DI GIUSEPPE
In questa domenica il Vangelo ci presenta l’annunciazione a Giuseppe, la sua vocazione. Nel momento in cui si situa questo racconto Maria e Giuseppe vivono ancora separati, sono infatti promessi sposi. Ed è in questo periodo che Maria riceve l’annuncio che sarebbe diventata madre di Gesù e inizia la sua attesa. Giuseppe, rendendosi conto che Maria era incinta, cade in una profonda crisi. Tutto, infatti, lascia intendere che Maria sia stata infedele, sia di fatto una adultera. Ma nello stesso tempo Giuseppe, che conosce Maria per la sua onestà, non riesce ad immaginarla adultera. Di qui una profonda crisi.

GIUSEPPE, UOMO GIUSTO
L’evangelista Matteo ci presenta una caratteristica di Giuseppe: quella caratteristica in base alla quale Giuseppe prende le sue decisioni: Giuseppe era giusto. Quella parola giusto esprime un atteggiamento del cuore di Giuseppe di fronte a Dio. Giuseppe è disponibile a Dio. Giuseppe cerca la volontà di Dio. Come Luca dice di Maria che era vergine, così Giuseppe è vergine prendendo questa parola nel suo significato profondamente religioso: Giuseppe è giusto perchè è tutto del Signore, non cerca che la volontà del Signore, desidera solo che si realizzi il progetto del Signore. Anzitutto Giuseppe voleva obbedire alla legge. Ma dentro di sè sentiva che Maria non avrebbe mai fatto una cosa sbagliata. Questo, però, aumentava la sua sofferenza. I fatti gli dicevano che era un marito tradito, il cuore gli diceva di no. E quindi quel gesto del ripudio che doveva fare, gli pesava ancor di più, proprio perchè voleva bene a Maria. E allora Giuseppe, che era giusto, entra in crisi, sì, ma non nella ribellione o nello sconforto. Era giusto e quindi si pone dinanzi al Signore con una intensa preghiera : “Signore, fammi comprendere qual è la tua volontà. Signore fammi capire quanto sta accadendo. Signore guidami nelle scelte che devo fare.” E intanto, per l’immediato, fa la scelta migliore. Non può tenersi Maria, coprendo quel presunto errore. Ma non può nemmeno denunciare Maria. In quel rimandarla in segreto c’è anche un atteggiamento di attesa. Si fida di Dio e Dio avrebbe chiarito al momento giusto. La sua giustizia lo spinge ad accettare i tempi di Dio.

E SE GIUSEPPE AVESSE CAPITO TUTTO?
..... Ma perchè non vederci qualcosa di più in tutta questa vicenda? Chissà che Giuseppe non abbia intuito qualcosa di Maria, un disegno di Dio incomprensibile, ma comunque in atto. E allora quel licenziarla non è un cacciare Maria, bensì un ritirarsi in buon ordine, perchè Maria apparteneva ad un Altro, al Signore. E’ un po’ come quando un fidanzato, intuendo che la sua fidanzata vuole consacrarsi, non si ribella ma accetta il disegno di Dio e lascia libera la donna, magari pensando di farsi altrove un’altra famiglia. Già nel ritirarsi c’è una obbedienza e una disponibilità.

LA VOCAZIONE DI GIUSEPPE
A questo punto c’è una Annunciazione, una chiamata anche per Giuseppe: “Non temere di prendere con te Maria”. Le parole sono simili a quelle usate con Maria: “Non temere. Quel che è nato in lei è opera dello Spirito Santo”. Anche Giuseppe quindi è chiamato a fidarsi: - innanzitutto deve accogliere quel messaggio che parla della innocenza di Maria; - poi deve abbandonare ogni progetto di “famiglia normale” - e poi comprende che dovrà prendere con sè Maria, ma non per essere suo sposo, suo vero marito, padre di figli, ma solo per essere custode di Lei e del bambino che sarebbe nato. Giuseppe continuamente deve rivedere le Vuole sposare Maria e gli si dice che non può essere sua sposa. Si ritira, pensando di farsi un’altra famiglia e gli si dice che però deve essere custode di Maria e del Bambino. Insomma tutti i progetti di vita di Giuseppe sono sconvolti. Ma Giuseppe è giusto, ama il Signore e pure lui dice il suo sì. Nella riflessione chiediamoci cosa vuol dire per noi vivere intensamente il nostro sì a Dio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-12-2013 alle 16:37 sul giornale del 23 dicembre 2013 - 1017 letture

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