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Chiaravalle: don Giuseppe, 'Grande lavoro dei volontari e della Caritas, per donare aiuto e speranza'

3' di lettura 29/12/2013 - La chiesa è piena, la gente si accalca per partecipare alle messe, alle funzioni religiose della notte santa e del giorno. E’ un Natale di speranza anche a Chiaravalle. Di speranza ma anche di difficoltà.

“E’ un universo molto vasto eppure quasi invisibile quello dei poveri – dice don Giuseppe, il parroco di Santa Maria in Castagnola, l’unica vicaria di Chiaravalle – ed anche nella nostra cittadina di persone e famiglie in difficoltà ce ne sono centinaia. Fortunatamente la provvidenza funziona e la carità cristiana è grande. Il merito della soluzione di questi problemi va soprattutto alla Caritas ed ai suoi volontari, persone che si spendono con tanta devozione, con tanto affetto. I nostri giovani della parrocchia in questi giorni hanno visitato decine e decine di famiglie in difficoltà dove ci sono tanti bambini ed hanno donato loro giocattoli, libri, generi di prima necessità, alimentari.

Ci sono famiglie che non riescono più a pagare le bollette né i libri di scuola dei figli, ad alcune è stata interrotta la fornitura d’acqua o di gas. Ed allora entra in gioco la Caritas con il suo centro d’ascolto perché le persone prima di tutto hanno bisogno di parlare , di confrontarsi, di guardarti negli occhi. Solo dopo vari incontri e controlli chi è davvero in difficoltà può usufruire di pacchi di generi alimentari e di altri servizi.
Ringraziamo i tanti commercianti di Chiaravalle ed anche i molti cittadini che ci forniscono gratuitamente pane, pasta, biscotti, latte ed altri prodotti. Da parte nostra, tutte le offerte ricevute ai funerali le destiniamo al servizio di aiuto alle famiglie povere.

La Caritas fa un lavoro eccezionale; a Chiaravalle sono oltre 50 i volontari che si occupano del centro d’ascolto, dell’armadio del povero e della raccolta di mobili da distribuire alle famiglie bisognose. Nel 2013 oltre 710 persone si sono rivolte all’armadio del povero della Caritas di Chiaravalle: sono numeri che fanno riflettere e testimoniano un disagio profondo. E molte vicende dolorose non vengono alla luce perché alcuni si vergognano del loro stato. C’è bisogno di grande collaborazione con le istituzioni e col comune di Chiaravalle c’è una sinergia efficace.

La Caritas diocesana, inoltre, ha costituito una cooperativa per il lavoro che si chiama “Undicesima Ora” e che dopo pochi mesi dalla sua fondazione offre già lavoro a diversi addetti, tra cui 5 chiaravallesi che nel 2014 dovrebbero diventare 10. Si lavora la terra, si producono ortaggi, chi ha perso il lavoro può avere una nuova speranza occupazionale, non si fa l’elemosina ma si offre una nuova opportunità a persone che la meritano”.

Ma le attività della parrocchia sono molteplici e don Giuseppe, che è affiancato da don Stefano, dal giovane studente universitario nigeriano don Richmond e da don Dario, punta l’attenzione sui giovani. “Ne abbiamo circa 400 occupati nelle varie attività, dall’azione cattolica, all’oratorio, agli scout. E poi, l’attività di catechismo ed il “Pit Stop”, una struttura che risponde alle necessità degli adolescenti grazie ad un accurato lavoro degli educatori. Importanti sono anche l’Unitalsi, che si occupa dei pellegrinaggi mariani, l’Avulss, che offre assistenza ai malati ed i tanti gruppi di preghiera. Tutti sono legati da una parola d’ordine: “volontariato”. Ed anche grazie a questi tantissimi volontari il Natale 2013 si è colorato di speranza e di solidarietà”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-12-2013 alle 12:30 sul giornale del 30 dicembre 2013 - 2701 letture

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