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Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 29 dicembre

Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi 5' di lettura 28/12/2013 - Dal Vangelo secondo Matteo.


I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio». Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno». Parola del Signore.

GESU’…PERSEGUITATO DA SUBITO
Oggi la Chiesa celebra la festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Il Vangelo che la liturgia ci propone è un momento particolare della famiglia terrena di Gesù: si deve fuggire perchè si è perseguitati. Erode, avendo sentito dai Magi della nascita di un re, ha paura per il suo trono e cerca subito di eliminare il pericolo. Ma chi sarà quel futuro re? E per non correre il rischio di sbagliarsi, fa uccidere tutti i bambini nati a Betlemme negli ultimi due anni. E Giuseppe deve fuggire con Maria e Gesù. Così racconta il vangelo odierno: Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Il Natale, dicevamo ieri, è l’umiliazione di un Dio che si fa ultimo. La nascita di Crsito è il primo passo verso la croce. E già in questa persecuzione e nella fuga vediamo il preludio della passione di Gesù, Una passione che coinvolge Giuseppe e Maria, alla quale del resto da Simeone era stato preannunciato che una spada avrebbe trafitto il suo cuore. Finalmente qualche tempo dopo arriva un’altra indicazione. Così racconta ancora il Vangelo: Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».

NELLA S. FAMIGLIA L’ESPERIENZA DELLA PRESENZA DI DIO
La Santa Famiglia ci appare subito come una famiglia sofferente. Ma pur nella sofferenza questa famiglia sperimenta una cosa importante: innanzitutto che Dio non abbandona mai. Se è vero che c’è la persecuzione, alla fine, comunque, la vittoria è di Dio, alla fine il bene prevale. E se vogliamo vedere questa vicenda come preludio di tutta la vita di Gesù, allora vediamo che Gesù ha patito ed è morto, ma alla fine è lui il vincitore, perchè è risorto ed è stato glorificato e tutti i suoi nemici, la morte, il peccato, Satana, sono stati posti sotto i suoi piedi. Nella vicenda che meditiamo oggi il male è rappresentato da Erode, il quale, non ostante il suo potere e la sua grandezza, alla fine è stato sconfitto.

L’OBBEDIENZA NELLA S. FAMIGLIA
Ma in questo brano evangelico di oggi possiamo vedere pure la pazienza piena di fiducia di questa santa famiglia. Possiamo immaginare la fede di Maria, la sua disponibilità: quel Sì dell’Annunciazione, che è sempre vivo, ora si manifesta nella pazienza, cioè nell’accettazione serena degli eventi anche dolorosi. E anche in questo momento Maria vive una sua offerta generosa, senza rabbia, senza ribellione. E alla stessa maniera vediamo Giouseppe, ancora silenzioso, dentro quella famiglia in cui non è nè marito e padre eppure deve portarne tutto il peso. E lo fa, in obbedienza al Signore: Giuseppe è giusto e sa che Dio non delude e a lui vale la pena obbedire.

OGNI FAMIGLIA IMITI LA S. FAMIGLIA
Che dire alle famiglie di oggi, immerse in mille problemi che, magari non sono quelli della santa Famiglia, ma che comunque sono gravi e pesanti: problemi per la difficoltà di educare, problemi che vengono dai figli, problemi che vengono dalle difficoltà nel lavoro, problemi he nascono dalla insicurezza del domani. Di fronte a tutto questo c’è il rischio di fondare la propria vita in cose diverse dalla fede, cioè c’è il rischio di perdere di vista Gesù. E invece bisogna mettere Gesù al centro della propria esistenza. Senza di lui si rischia di perdere l‘orientamento giusto: solo con lui, pur in mezzo alle difficoltà si ha una marcia in più, si va avanti, si sperimenta la provvidenza di Dio che mai abbandona e mai delude. Ecco perchè è così impotante che all’interno di ogni famiglia vengano riscoperte e si vivano quelle caratteristiche che apromo porta di casa e cuore a Gesù: sto parlando della preghiera in famiglia, della lettura e meditazione del vangelo, della capacità, genitori e figli, di ritrovarsi qualche momento per stare insieme con il Signore. Solo così anche le nostre famiglie possono diventare sante famiglie e sperimentare pertanto ogni benedizione del cielo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-12-2013 alle 10:12 sul giornale del 30 dicembre 2013 - 926 letture

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