Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 2 febbraio

Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi 6' di lettura 02/02/2014 - Dal Vangelo secondo Luca.

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

LA LEGGE DEL PRIMOGENITO
Due febbraio: festa della presentazione di Gesù al tempio. Dopo quaranta giorni dalla nascita Maria e Giuseppe portano il Bambino al tempio per offrirlo e poi ovviamente riscattarlo. Era il primogenito! Tutto ciò era previsto dalla legge. Infatti si leggeva così nella legge: Ogni bambino primogenito sarà sacro al Signore. Dovrà essere offerto. Poi potrà essere riscattato mediante un’offerta. Solitamente il bambino veniva riscattato con l’offerta di un agnello per i più ricchi o di un paio di colombi per i più poveri.. L’evangelista Luca, raccontando la nascita di Gesù dice che Maria diede alla luce il suo Figlio primogenito. Insomma si sottolinea che Gesù era il primogenito. Cosa vuol dire? Che Gesù ebbe dei fratelli? Dire che Gesù era il primogenito non voleva dire che aveva dei fratelli, quanto piuttosto che c’erano dei passi della scrittura che lo riguardavano, passi appunto che riguardavano tutti i primogeniti. Il primogenito aveva caratteristiche specifiche e queste riguardavano ovviamente anche Gesù. Anzitutto ogni primogenito (quindi anche chi sarebbe rimasto l’unico) doveva essere offerto al Signore. Perchè? Era un modo di tener viva la memoria. Uno dei fatti fondamentali della vita degli ebrei è stata la liberazione dall’Egitto. Dio era intervenuto a favore del suo popolo. La durezza del cuore del Faraone si piegò solo di fronte alla morte dei primogeniti, primogeniti risparmiati agli ebrei. Ed ecco, per tener vivo il ricordo di quanto il Signore aveva fatto, accanto alla celebrazione annuale della Pasqua, per ogni famiglia c’era anche questo rito: offrire il Figlio primogenito. L’offerta del Primogenito mantiene vivo il ricordo di un evento, ma soprattutto aiuta Israele a comprendere che ogni aiuto, ogni salvezza gli viene dal Signore. L’offerta del primogenito aiuta Israele a comprendere che ogni fuga dal Signore, dimenticare che solo il Signore salva, cadere quindi nell’idolatria e nel peccato, diventa preludio, causa di tante altre forme di schiavitù.

GESU’, IL PRIMOGENITO, RISCATTATO SOLO MOMENTANEAMENTE
Ebbene, anche Gesù viene offerto: è il primogenito. Ma in Gesù questa offerta ha un significato nuovo. Viene offerto e viene poi riscattato, ma solo momentaneamente. Arriverà il momento, il momento della croce, in cui non verrà riscattato. Ma in quel momento, nel momento della sua reale offerta sulla croce, Gesù diventerà il primogenito in senso pieno; sì, in quel momento sarà effettivamente il primogenito di una moltitudine di fratelli. E’ così: sulla croce Gesù si conquisterà tanti fratelli, si conquisterà addirittura un popolo e condurrà alla salvezza tutti coloro che avrà conquistato con il suo amore. Questa festa della presentazione al Tempio, proprio per il richiamo all’offerta che Gesù farà di sè sulla croce, rimanda già alla Pasqua, a quell’evento fondamentale carico di amore infinito, in cui Gesù, versando sangue ed acqua dal suo costato, genererà la Chiesa, comunità di tanti fratelli salvati da Colui che si è fatto loro fratello Maggiore, il Primogenito.

LA CHIESA, POPOLO DI PRIMOGENITI
Oggi la chiesa in questa festa della presentazione di Gesù al tempio, celebra anche la giornata della vita consacrata. Si, vogliamo mettere al centro della nostra attenzione e della nostra preghiera quei fratelli e quelle sorelle che si sono donati al Signore mediante i voti di povertà, castità e obbedienza. Conquistati dal Signore, innamorati di lui, vivono la loro fede in maniera sponsale, cioè nella appartenenza piena e gioiosa a Gesù, lo sposo della chiesa. Il loro compito è, fra l’altro, quello di aiutare a vedere la Chiesa come sposa, sposa di colui che è l’amore, sposa del più bello tra i figli dell’uomo, sposa in un legame che durerà per tutta l’eternità. Ricordiamoli oggi nella nostra preghiera i nostri fratelli e le nostre sorelle consacrate. Chiediamo al Signore che ci donino sempre una luminosa testimionanza che a Cristo nulla va anteposto, esattamente come al coniuge nessuno va anteposto e come quello per il coniuge deve essere l’unico amore.

GIORNATA PER LA VITA
La prima domenica di febbraio è anche la giornata per la vita, a favore della vita, a difesa della vita. La vita è oltraggiata in tante occasioni e in tanti sensi. Il Papa dice che spesso si vive la “cultura dello spreco”. E non parla del semplice buttare via le cose. Si riferisce al buttare via la vita. Un figlio abortito, un lavoratore umiliato perché tanto c’è la fila di chi cerca lavoro, bambini violati, anziani dimenticati, poveri non soccorsi, malati considerati inutili… sono tutte situazioni in cui si “spreca” la vita e vince la cultura della morte. Ognuno che crede nella vita eterna, cioè in una vita salvata dal Signore, e ogni uomo di buona volontà sa che oggi c’è una forte testimonianza da dare in difesa di ogni vit, dall’inizio alla fine.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2014 alle 16:21 sul giornale del 03 febbraio 2014 - 4504 letture

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