Sanità: Bacci, 'Basta campanilismi e logiche spartitorie'

Massimo Bacci 2' di lettura 02/02/2014 - “Mi scuso con i cittadini di Moie e dei Comuni della media Vallesina se non ho partecipato all'inaugurazione dell'ampliamento del Distretto sanitario a servizio di queste comunità. Avrei voluto manifestare, con la mia presenza, l'attenzione che Jesi pone nei confronti di un'area vasta dove è importante che vi sia sintonia e sinergia su temi di straordinaria importanza come quelli sanitari. Ma non sono stato invitato, mi è stato spiegato per uno spiacevole disguido”.

Così il sindaco Massimo Bacci che aggiunge: “Ne prendo atto, con il beneficio del dubbio e la consapevolezza che comunque mi sarei trovato di fronte anche personaggi che rappresentano la sanità regionale di cui non condivido né logiche né pressioni politiche. Continuo a pensare - aggiunge il primo cittadino - che di fronte al depauperamento dei servizi sanitari del bacino di Jesi e della Vallesina gli amministratori debbano superare logiche campanilistiche e di partito e ragionare in termini più ampi. Perché solo l'unità di azione può permettere che i 110 mila residenti di quest'area possano avere un ospedale finalmente completato ed efficiente, dove le liste di attesa per qualsiasi esame o visita non continuino ad essere inaccettabili, dove i tanti precari che fino ad oggi hanno garantito professionalità e servizi per colmare le lacune dei costanti tagli possano essere stabilizzati, dove le eccellenze costruite in decenni da medici di alto livello non vengano svendute ad altre realtà della provincia applicando il peggior metodo politico del manuale Cencelli.

In questo desolante scenario - spiega Bacci - dove la voce di Jesi, del Tribunale dei diritti del malato e della Cgil continuano purtroppo ad essere troppo isolate per rivendicare sacrosanti diritti dei cittadini di tutta la Vallesina e degli operatori sanitari, saremo ben vigili in occasione delle prossime elezioni regionali, la cui campagna elettorale è di fatto in corso. Siamo infatti consapevoli che è proprio sulla sanità - che assorbe oltre l'80% delle risorse della Regione - che si giocherà la partita più importante. E dunque non ci mancherà modo di denunciare apertamente quanti hanno contribuito a minare le basi di una sanità pubblica equa e solidale, che rispetti i cittadini di qualsiasi realtà territoriale, che non mortifichi gli operatori, e sosterremo con forza coloro che dichiarino apertamente che, in materia di servizi sanitari, queste logiche spartitorie vanno assolutamente abbandonate”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2014 alle 22:34 sul giornale del 03 febbraio 2014 - 1496 letture

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