Chiaravalle: sessantenne si toglie la vita. Gli ultimi pensieri al socio e al suo gatto

Polizia 3' di lettura 04/02/2014 - L’ha ucciso la sensibilità prima della solitudine e, molto probabilmente, dei problemi economici.

Cosa pensare di un uomo di sessant’anni che, prima di lasciare volontariamente questa terra, si preoccupa di tutti, dal socio di lavoro ai soccorritori e perfino di lasciar scritto “Per favore occupatevi del mio gatto”, unico, fidato coinquilino di una casa divenuta all’improvviso troppo grande, troppo triste, troppo vuota. Come la sua vita.

A. S. si è ucciso lì, abbandonandosi al monossido di carbonio, in quella casa al piano terra di uno stabile al numero 67 di viale Rinascita, all’angolo con via Carducci. Il racconto dei dettagli della sua morte volontaria mette i brividi e testimonia della determinazione lucida dell’uomo di togliersi la vita. L’uomo aveva preparato tutto nei minimi particolari. Ha vergato due messaggi su fogli formato A4, uno per far avvertire il socio con cui era titolare di una piccola ditta di mobili a Marina di Montemarciano che deve fronteggiare la crisi finanziaria che ha colpito molti ed uno per sollecitare a prendersi cura del suo adorato micio, ne ha attaccato con lo scotch un altro all’esterno della porta del bagno su cui ha scritto, con un pennarello, “Attenzione monossido di carbonio” e ne ha lasciato un quarto in una busta di plastica trasparente, contenente 300 euro, con scritto “i soldi sono per il mio socio”.

Inoltre, ha lasciato una busta chiusa con su scritto “lettera testamentaria da consegnare al notaio Montali” e poi ha fatto il resto, preparando minuziosamente il suicidio. Ha acceso un barbecue dentro il piccolo bagno, ha sigillato dall’interno con cura la porta con il nastro adesivo ed ha atteso che, finalmente, giungesse quella morte che aveva cercato con feroce determinazione.

Il socio gli telefonava da due giorni ma ne sabato ne domenica A. S. aveva risposto alle chiamate. Molto allarmato, il compagno di lavoro dopo averlo richiamato al telefono anche lunedì mattina, intorno alle 10 si è presentato in viale Rinascita sapendo che il collega era solito lasciare la chiave di casa sotto lo zerbino. E’ entrato ed ha subito capito ciò che era accaduto. Ha chiamato le forze dell’ordine poi è giunto sul posto il medico che ha potuto solo prendere atto della morte del sessantenne dichiarando che, presumibilmente, il decesso era avvenuto da almeno 12 ore e quindi tutto lascia pensare che l’uomo si sia lasciato morire nella serata di domenica.

Una domenica come tante, cupa e uggiosa, piena di solitudine e di amarezza. Una domenica che ad A. S., preoccupato per la non buona situazione economica della sua ditta, deve essere sembrata ancor più nera e triste. Ed allora ha accarezzato quel micio, unico compagno di una casa vuota e, in un modo che lascia esterrefatti e sgomenti, ha deciso di dire addio a tutti.






Questo è un articolo pubblicato il 04-02-2014 alle 08:03 sul giornale del 05 febbraio 2014 - 3353 letture

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