Piazza Maidan: la Scuola di Pace organizza iniziative di solidarietà

Bandiera della pace 2' di lettura 24/02/2014 - Da tre mesi nella piazza principale di Kiev, piazza Maidan, un popolo sta manifestando, in modo per lo più pacifico, per chiedere libertà e democrazia.

Il regime autoritario e corrotto guidato dal presidente Yanukovich ha risposto con la repressione, lasciando agire i reparti speciali della polizia che, oltre ad attaccare la folla, hanno arrestato, picchiato e processato i principali attivisti della rivolta popolare. Si protesta perché il governo nello scorso novembre ha deciso di interrompere il processo di avvicinamento dell’Ucraina all’Unione Europea. E per gli Ucraini Europa vuol dire democrazia, diritti civili, giustizia, sviluppo sociale.

Quell’Europa che da noi è sinonimo di burocrazia e rigore economico, in Ucraina è sinonimo di libertà. E in nome dell’Europa in piazza Maidan si muore. Nell’ultima settimana ci sono state più di cento vittime. Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà e la nostra amicizia nei confronti del popolo ucraino. Perché, nonostante ci siano inevitabili contraddizioni all’interno della rivolta, riconosciamo il coraggio, la determinazione, la voglia di cambiare. Fino a due giorni fa non sapevamo che esito avrebbe avuto questa vicenda. Il regime avrebbe potuto avere il sopravvento, avendo già mostrato di non esitare a far uso della violenza armata.

Però avrebbe rischiato di perdere il consenso. D’altra parte, la rivolta avrebbe potuto cedere alla tentazione della violenza, trasformando il conflitto in guerra civile. Oppure avrebbero potuto prevalere la ragioni della pace, della democrazia. Ma la folla in piazza, tra paura, rabbia e speranza non ha ceduto. I primi segnali di una svolta sono arrivati quando il governo ha proposto una tregua, accettando l’ipotesi di nuove elezioni. In piazza Maidan è esplosa la gioia, mista al pianto e alla paura che la repressione potesse riprendere. Intanto alcuni poliziotti cominciavano a disertare. Alla fine, sabato scorso il presidente Yanukovich ha ceduto. Gli uomini e le donne di piazza Maidan hanno vinto.

La logica della pace e della rivolta popolare ha avuto il sopravvento rispetto alla logica della violenza armata. Adesso, più che mai, l’Ucraina ha bisogno del nostro sostegno. Ha bisogno del sostegno dell’Europa in nome della quale la rivolta ha avuto inizio. La transizione verso una democrazia compiuta sarà un processo lungo e il rischio di un ritorno indietro è sempre presente. La scuola di pace di Senigallia vuole stringersi intorno al popolo Ucraino, a cominciare dagli immigrati presenti nel nostro territorio. Nelle prossime settimane verranno pertanto organizzate alcune occasioni di incontro con queste persone.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2014 alle 16:06 sul giornale del 25 febbraio 2014 - 1278 letture

In questo articolo si parla di attualità, Scuola di pace V. Buccelletti

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