in Consiglio un odg in difesa della libertà di espressione dei dipendenti comunali

roberto paradisi 2' di lettura 06/03/2014 - Il consigliere comunale del Coordinamento Civico Roberto Paradisi ha presentato un ordine del giorno per "garantire, con modifica al regolamento, la libertà di espressione dei dipendenti comunali ridotti al silenzio forzato dal nuovo regolamento voluto da Mangialardi e che contempla una pesantissima censura preventiva a danno dei dipendenti comunali".

PREMESSO CHE

L’Amministrazione, in ossequio a quanto stabilito dall’art. 54 co. 5 del D.lgs 165/2001 ha redatto un codice di comportamento per i dipendenti comunali;
In detto codice, all’art. 9, sono previste restrizioni in ordine alla libertà di parola e di espressione del dipendente comunale inteso anche quale cittadino del Comune di Senigallia;
Il dettato normativo del codice non garantisce la libera espressione del cittadino tutelata dall’art. 21 della Costituzione e dai principi dello Stato liberale di diritto;
In particolare, l’art. 9 stabilisce testualmente: “Oltre a quanto previsto dall’art. 10 del codice generale, il dipendente: a) osserva scrupolosamente il segreto d’ufficio; b) non divulga informazioni, di qualsiasi tipo, di cui sia a conoscenza per ragioni d’ufficio; c) non pubblica, sotto qualsiasi forma, sulla rete internet (forum, blog, social network,ecc.) dichiarazioni inerenti l’attività lavorativa, indipendentemente dal contenuto, se esse siano riconducibili, in via diretta o indiretta, all’ente; d) non assume qualsiasi altro tipo di comportamento che possa ledere l’immagine dell’amministrazione”;

CONSIDERATO CHE

Così come scritto, il codice non consente al dipendente-cittadino di formulare alcuna critica all’operato dell’Amministrazione comunale anche fuori dall’orario di lavoro, così comprimendo in modo ingiustificato e illegittimo il sacrosanto diritto di critica politica che spetta anche ai dipendenti pubblici;
Al fine di scongiurare il rischio di illegittime e incostituzionali censure preventive e sicuri contenziosi con i dipendenti comunali (che, come tutti i cittadini, devono essere liberi di esprimere il proprio pensiero pubblicamente a partire dai social network con il solo limite di divieto di rivelazioni di eventuali segreti d’ufficio e di espressioni diffamatorie, già punite dal codice penale) è opportuno inserire una clausola risolutiva e rispondente ai principi di libertà di espressione;

Premesso tutto ciò, il Consiglio comunale
IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE

A modificare il Codice di comportamento inserendo dopo le parole “Oltre a quanto previsto dall’art. 10 del codice generale, il dipendente,”, la seguente espressione: “salvo il diritto, fuori dall’orario di lavoro, di esprimere anche in forma critica il proprio pensiero in relazione all’operato dell’Amministrazione comunale”. Inoltre, al punto c), con inserimento della parola “propria” dopo le parole “dichiarazioni inerenti”, così risultando l’espressione “dichiarazioni inerenti la propria attività lavorativa”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2014 alle 12:40 sul giornale del 07 marzo 2014 - 1462 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica, coordinamente civico

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