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Massaccesi (Jesiamo): 'Occorre recuperare l'esistente anziché costruire'

Daniele Massaccesi 1' di lettura 31/03/2014 - Si assiste ad un depauperamento del nostro bellissimo territorio e si fa poco, a volte molto poco, per impedirlo: costruzioni, costruzioni, ed ancora - ed a volte - brutte costruzioni, modificando ed alterando il paesaggio; e lo spettacolo, frutto di scelte passate, che riguardano le nostre città ed il territorio italiano in generale, è sotto gli occhi di tutti.

C'è peraltro la sensazione che esista, in materia, una consapevolezza nuova, una consapevolezza che non viene però solo o non tanto dagli ambientalisti (alcuni eroici, altri magari un pò velleitari, e la scarsa fortuna dei "partiti verdi" in Italia lo dimostra): viene, più che dal Governo, dalle amministrazioni locali e dall'edilizia. In tanti, ormai, hanno capito che il modello di un tempo - allargare le città a macchia d'olio, pensando solo agli oneri urbanistici ed al fatturato - non regge più.

Bisogna allora aggiustare l'esistente, semmai demolendo l'inutile, ed innovare nelle tecnologie, concentrando gli sforzi nel settore della eco-sostenibilità e sensibilizzando maggiormente attori - nei vari ruoli - ed utenti: occorre "rammendare" le città, per usare un bel verbo scelto da Renzo Piano, ed in verità copiato da altri, ed in questa operazione c'è lavoro, c'è anche un pò di saggezza e c'è, soprattutto, futuro.

Il Consiglio Comunale di Jesi ha avuto modo di trattare proficuamente questo argomento, unitamente a molti altri, pure di grande importanza, in occasione del partecipato Consiglio Comunale aperto, dedicato all’ambiente ed alla salvaguardia del territorio, “per un impegno Comune”, tenutosi a Jesi il 27 marzo 2014.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2014 alle 16:14 sul giornale del 01 aprile 2014 - 1369 letture

In questo articolo si parla di attualità, Daniele Massaccesi, Jesiamo

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