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Chiaravalle: oltre 200 persone al convegno 'Maria Montessori: educare alla pace'

Il convegno su Maria Montessori e la pace a Chiaravalle 2' di lettura 12/04/2014 - Maria Montessori, di certo, non può essere solo ricordata come l’unica donna italiana raffigurata sulla banconota da mille lire. La Montessori è molto, molto di più: è la prima donna laureata in medicina in Italia, è stata una femminista ante litteram ed è soprattutto conosciuta per aver affrontato in modo organico ed organizzato l’approccio educativo nei confronti dei bambini.

Giovedi scorso oltre 200 persone hanno partecipato al convegno “Maria Montessori: educare alla pace”, organizzato dalla Uil Scuola Marche e dall’Irase, in collaborazione con la Fondazione Chiaravalle Montessori e con il patrocinio di Regione Marche, Comune di Chiaravalle e Università di Macerata.

Nelle Marche, appena 45 classi sono montessoriane. In tutto, in Italia, se ne contano 137 mentre sono 22mila le scuole montessoriane nel mondo (nidi, materne, elementari, medie e superiori), segno che paradossalmente il “metodo Montessori” è più conosciuto ed apprezzato all’estero che nel Paese della sua straordinaria divulgatrice.

“Cercheremo di incrementare i programmi di formazione per docenti – ha affermato l’assessore regionale Marco Luchetti - in accordo con la Fondazione Chiaravalle Montessori”.
“Il superamento della difficile crisi attuale – ha detto Claudia Mazzucchelli, segretario regionale della Uil Scuola – passa attraverso la sfida al cambiamento, alla modernizzazione del sistema di istruzione. La scuola deve avere la capacità di far crescere tutti garantendo capacità di rinnovarsi, flessibilità ed adattabilità”.

I relatori, Piero Crispiani, docente di pedagogia all’università di Macerata, Luciano Mazzetti, presidente del centro internazionale Montessori di Perugia e straordinario studioso della pedagogista chiaravallese ed il diplomatico Fabrizio Petri, si sono soffermati sull’importanza della figura storica e sull’insegnamento della Montessori.

Dopo i saluti del sindaco di Chiaravalle, Damiano Costantini e di Lucio Lombardi della Fondazione Montessori, particolarmente apprezzato è stato l’intervento di Mazzetti che ha messo in relazione la Montessori con Danilo Dolci ed Aldo Capitini, due figure splendide del Novecento italiano che, come la pedagogista, hanno avuto l’obiettivo di educare le generazioni alla non violenza ed alla pace.
“La Casa dei Bambini della Montessori – ha detto Mazzetti – aiuta il futuro uomo a non avere paura della realtà, ad abbattere i complessi di inferiorità. Il bambino deve essere educato alla pace, alla giustizia, alla libertà: solo così può volare e diventare un uomo”.








Questo è un articolo pubblicato il 12-04-2014 alle 21:32 sul giornale del 13 aprile 2014 - 1216 letture

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