Lavori in A14 riaffidati alla Samac, il consorzio vanta però debiti da 45 milioni di euro

2' di lettura 13/06/2014 - Il Consorzio Samac riparte con i lavori dell'A14 e della complanare ma con oltre 45 milioni di euro di debiti. Dipendenti, fornitori e subappaltatori, all'annuncio della ripresa del cantiere e alla sua conclusione entro il 2015, sono sul piede di guerra.

I lavori, che si erano fermati proprio per difficoltà economiche, erano stati affidati da Società Austrostrade al Consorzio Samac e al Consorzio Senigallia Scarl. Da giugno del 2013 i dipendenti non percepiscono lo stipendio e fornitori e varie aziende subappaltatrici vantano crediti milionari nei confronti dei Consorzi. Ora, per la ripresa del cantiere, Società Autostrade ha affidato nuovamente l'incarico al Consorzio Samac sbloccando circa 20 milioni di euro.

"L'annuncio della ripresa del cantiere, con l'elargizione di nuovi fondi ci ha lasciato esterrefatti -lamenta l'ingegner Diego Gassirà- da giugno 2013 dipendenti (amministrativi e operai) della Samac, ma soprattutto di Senigallia Scarl, non ricevono gli stipendi". "Non percepisco lo stipendio da un anno -fa eco Giorgio Giovannini- e nemmeno le buste paga, necessarie per poter poter rivalersi dello stipendio, la cassa integrazione doveva essere anticipata dall'azienda e invece non è stato fatto nulla. Addirittura ad una amministrativa non è stata pagata neanche la maternità".

Ad "incastrare" i dipendenti, in totale 130 gran parte dei quali vantano crediti con il Consorzio, la procedura di concordato preventivo avviato da Senigallia Scarl, l'azienda preposta ai pagamenti. "Oggi la Samac ha ripreso in mano il cantiere, prendendo nuovi soldi, ma sostituendo quasi tutti i lavoratori (che vantano crediti) con nuovi -prosegue Gassirà- parliamo di stipendi, tredicesime e quattordicesime non pagate per almeno 400 mila euro e fornitori non pagati per altri 45 milioni di euro".

"Il Consorzio Senigallia Scarl ha ottenuto decreti ingiuntivi per i pagamanti ma è tutto bloccato dal concordato preventivo posto in essere dall'azienda -spiega l'avvocato Antonella Nuzzoli, legale di un gruppo di dipendenti, insieme al collega Stefano Mengucci- faremo tutto quello che sarà possibile affinchè vengano pagati i dipendenti e i fornitori per quello che gli spetta ma la struttura dei due consorzi, (Samac che incassa e Senigallia Scarl che paga) non rende facile l'operazione. Diciamo che chi ha strutturato la Senigallia Scarl l'ha pensato come se dovesse finire nel peggiore dei modi".








Questo è un articolo pubblicato il 13-06-2014 alle 23:00 sul giornale del 14 giugno 2014 - 2752 letture

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