Giudice di Pace: otto giorni di vita. Diventeremo una frazione di Ancona

Roberto Paradisi 2' di lettura 20/06/2014 - Se tra otto giorni l’Ufficio del Giudice di Pace di Senigallia chiuderà, ci sarà un responsabile principale: il sindaco di Senigallia (in buona compagnia dei sindaci del comprensorio che hanno in modo miope sottovalutato o, peggio, ostacolato l’operazione di salvataggio dell’ultimo presidio di giustizia sul territorio).

La nostra è ormai un’area di provincia in declino e in stato di totale abbandono. Dopo lo smantellamento progressivo della sanità, anche lo smantellamento desolante dei presidi di giustizia renderà Senigallia e il suo hinterland classificabile come un’area dismessa. Ricordo che Il prossimo 29 giugno scadrà l’ultimo e perentorio termine per individuare i locali comunali idonei a far proseguire all’Ufficio del Giudice di Pace la propria attività e individuare (dandone comunicazione al Ministero) il personale comunale “destinato a svolgere mansioni di supporto all’attività giurisdizionale da avviare alla fase formativa”.

Ad oggi, nulla di concreto è stato fatto, nonostante gli allarmi che periodicamente ho personalmente lanciato e nonostante le sollecitazioni istituzionali fatte da consigliere comunale. Tra otto giorni, se non vi sarà un colpo di coda dell’Amministrazione (che torno a chiedere a viva voce), l’Ufficio del Giudice di Pace della seconda città della Provincia di Ancona, verrà cancellato dalla geografia giudiziaria. Prima ancora di rappresentare un problema per gli operatori del diritto, sarà un problema drammatico per i cittadini: ricorrenti e attori che chiedono giustizia o che semplicemente devono depositare un atto o una richiesta o una opposizione ad una sanzione, decine di testimoni ogni giorno chiamati a deporre, consulenti, periti … .

Diventeranno tutti pendolari dovendo affrontare una serie impressionante di trasferte ad Ancona magari per cause di poche centinaia di euro (o di poche decine di euro nel caso di opposizioni a sanzioni). Il gioco non varrà la candela e molti rinunceranno a chiedere giustizia. Senigallia, la seconda città della provincia, diventerà sempre di più l’ultima e più trascurata frazione del capoluogo. Non male come possibile risultato dell’azione governativa del sindaco Mangialardi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-06-2014 alle 16:54 sul giornale del 21 giugno 2014 - 871 letture

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