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Mercato e centro storico, Confesercenti 'No a spostamento delle bancarelle fuori dal centro'

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da Confesercenti Jesi


mercato a Jesi

Anche un condivisibile e prevedibile scontento che serpeggia tra ambulanti, cittadini ed operatori in sede fissa per la nuova collocazione del mercato settimanale di Jesi, era previbile. ANVA Confesercenti è contraria a qualsiasi ipotesi di spostamento del mercato in periferia.


L'accorpamento in alcune aree del centro delle bancarelle con il trasferimento di alcuni è giunto ad un sofferto equilibrio dopo mesi di confronto tra Associazioni imprenditoriali ed Amministrazione comunale. Le ragioni del Comune hanno prevalso nonostante i disagi a più riprese manifestati riguardo a quanto solitamente comporta un trasloco. A maggior ragione se l’ambito in questione è il commercio, in questo caso quello ambulante, in un periodo oltretutto di serie difficoltà economiche come quello attuale.

Il nostro auspicio è che possa attutirsi e trovare soluzione in tempi brevi qualche inevitabile sofferenza di spazio. Il mercato deve rimanere al centro perchè del centro vive e del centro storico nè e parte integrante non solo economica ma sociale. Non temiamo sperimentazioni, quello che ci preoccupa e del quale siamo assolutamente contrari è la precarietà delle soluzioni (sono anni che il mercato subisce variazioni creando disorientamento nei clienti e per alcuni perdita di volumi di vendite).

Devono trovarsi soluzioni tecniche che nel rispetto dei residenti, della sicurezza, della vivibilità sociale ed architettonica dell'area. La sofferenza cui sono costretti, causa la crisi, gli operatori -11% il primo trimestre dell’anno rispetto al medesimo periodo del 2013 (dati Osservatorio Economico Confesercenti Marche) rischierebbe di accentuarsi ulteriormente. Dalla stabilizzazione del mercato settimanale ne trarebbe vantaggi indiscutibili tutta la fase di riqualificazione del centro storico .

E' indubbio infatti che la sua collocazione non erode quote importanti di parcheggi pubblici dai quali dipende l'afflusso della clientela. Potrebbe significare un ulteriore flessione all’indotto. Non deve sfuggire infatti che gli spostamenti, mutando le posizioni dei banchi, incidono e non poco sulle piccole realtà aziendali. Qualsiasi periodo di assestamento, impossibile da quantificare (la clientela dovrà abituarsi nuovamente), comporta una certa riduzione degli affari, con tutto quello che comporta, basti riflettere sulla ricaduta a chi ha dei dipendenti , ma se si rimane con un mercato unito e concentrato al centro gli effetti verrebbero ammortizzati.

Le attività commerciali ambulanti, a posto fisso e non, trovano i loro “plus competitivi“ nei seguenti elementi:
- ampia gamma merceologica dei prodotti offerti ;
- genuinità e qualità dei prodotti ;
- economicità e convenienza dei prezzi ;
- trasparenza della contrattazione ;
- vicinanza del servizio e risparmio sui tempi destinati all’acquisto ;
- assistenza negli acquisti e rapporto personalizzato con il venditore ;
- motivi di svago e di socialità.

Il consumatore che frequenta i mercati e le fiere qualifica questo tipo di vendita al dettaglio come: conveniente, caratteristico, comodo, conviviale, genuino, all’aria aperta, vitale, senza tempi e schemi obbligati. Quello di cui il mercato cittadino (compreso quello coperto del food) ha bisogno è un progetto di rilancio e valorizzazione per assumere quel ruolo centrale di vicinato e di supporto alla rete di qualità dei negozi e sopratutto per controbilanciare l'offerta - anche futura - di prodotti su grandi superfici di vendita che ha drenato funzioni e spesa ai luoghi storici del commercio " faccia a faccia".



mercato a Jesi

Questo è un articolo pubblicato il 06-07-2014 alle 23:59 sul giornale del 07 luglio 2014 - 1083 letture