Volpini sull'omicidio-suicidio: 'Colombo era seguito dai servizi sociali'

fabrizio volpini 2' di lettura 06/07/2014 - Tra i primi ad accorrere sul posto, la sera dell'omicidio-suicidio, è stato anche l'assessore ai servizi alla persona Fabrizio Volpini.

Colombo era infatti da tempo seguito dal comune e aiutato anche dalla Caritas proprio per la sua situazione particolarmente difficile e complicata. Alle difficoltà economiche si aggiungevano quelle psichiche e caratteriali. Colombo, originario di Milano si era trasferito a Senigallia una ventina di anni fa. Aveva allacciato una relazione con una donna di nazionalità rumena, alle prese però con problemi di tossicodipendenza. Alla donna il Comune aveva concesso l'uso dell'abitazione, di proprietà comunale, a Borgo Passera, la stessa nella quale Colombo era rimasto a vivere. Nullafacente, l'omicida viveva di espedienti e di piccoli lavoretti salutari che i conoscenti gli commissionavano per aiutarlo nel sostentamento. Il carattere di Colombo era però particolarmente difficile.

“I servizi sociali del nostro comune conoscevano e seguivano la situazione del soggetto in questione -spiega l'assessore Volpini- viveva una vita bordeline, aiutato dai noi e anche dalla Caritas. Come assessorato lo seguivamo per l'assistenza al pagamento delle utenze e delle bollette e avevamo acconsentito che continuasse a vivere in quella che era stata la sua abitazione insieme alla compagna. Inutile dire però della personalità critica dell'uomo. Parliamo di soggetti con grosse difficoltà che vengono aiutati nelle modalità previste e possibili ma certamente sono soggetti legalmente liberi”.

Colombo era noto per le sue sfuriate e gli atti collerici che però si esaurivano nel giro di poco, salvo poi tornare all'apparente normalità. “Certamente il tema della sicurezza rispetto alle azioni di cui possono essere capaci questi soggetti va posto -aggiunge Volpini- un problema che mi sono posto anche per il personale del mio assessorato alle prese spesso con le irruzioni di quanti, estenuati anche per le difficili condizioni in cui versano, danno spesso in scandescenza”. La siutazione di Colombo era conosciuta anche dalla Caritas che spesso forniva all'uomo pasti caldi presso la propria mensa.






Questo è un articolo pubblicato il 06-07-2014 alle 15:19 sul giornale del 07 luglio 2014 - 3444 letture

In questo articolo si parla di cronaca, fabrizio volpini, giulia mancinelli, articolo

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una grande tragedia per la famiglia Olivi.
Ma l'ineffabile ed ottimo assessore ci dice che quelli come il Colombo sono " soggetti legalmente liberi" però!!! C'è da rimanere di stucco.

Luigi Alberto Weiss

06 luglio, 20:12
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Sono normalmente molto critico nei confronti dell'amministrazione comunale ma nel caso l'assessore afferma il vero.
In mancanza di un provvedimento del giudice un cittadino non può essere privato della propria libertà e della capacità di agire.
Ora il problema è comprendere, stante quello che è successo, se era il caso di valutare, da parte dei servizi sociali e del centro salute mentale competente, l'opportunità di promuovere un'istanza per la nomina dell'amministratore di sostegno, l'inabilitazione o l'interdizione. Nel caso le domande possono essere promosse anche di impulso degli assistenti sociali competenti per residenza. La valutazione di quest'ultimo punto è fondamentale per comprendere se come al solito il comune di senigallia ha fatto finta di niente di un grave problema o,se al contrario, non esistevano, fino al giorno della tragedia, i presupposti sanitari e sociali per attivare una delle procedure legali citate.

Commento modificato il 07 luglio 2014

Mi permetto di esprimere un mio commento al riguardo dato che anche io, e per fortuna non ci sono state conseguenze, sono stato vittima di una persona che si è particolarmente accanita su di me e come penso ce ne siano di casi.
Attualmente non c'è legislazione che ci tuteli e lo affermo perchè andando dai Carabinieri loro mi hanno detto che "finchè il soggetto non compie un atto materiale" non possono fargli nulla.
Addirittura mentre i Carabinieri, nonostante le mie indicazioni supportate dai vicini, non sono andate ad avvisare la persona di starsene tranquilla, al contrario quando questa a sua volta mi ha denunciato per schiamazzi (inesistenti perchè in quel momento ero in vacanza) allora sono venuti da me a riprendermi (perchè i rumori notturni sono legiferati)....capite ora il ridicolo ?

Ora dopo anni finalmente è stato riconosciuto il reato di STALKING dove non è necessaria l'aggressione materiale ma basta semplicemente dimostrare l'accanimento su una vittima.

Pertanto riportando a situazioni come questa mi sembra che vent'anni di accanimento siano un pò tanti e dato che non è la prima volta e purtroppo neanche l'ultima, vogliamo darci da fare POLITICI DI TURNO per legiferare anche questa situazione ?
Tra l'altro, tanto per capirci, le istituzioni hanno anche dato da vivere ad un potenziale assassino e quello che hanno visto i vicini della vittima perchè non lo hanno visto i "Servizi sociali" ?
Mi sembra che tutto il sistema che stiamo pagando scricchioli un pò e direi che è ora di darsi da fare e usare il "polso duro" quando serve; anche per tutelare la persona malata di mente ma che però sia isolata dalle persone sane e che pagano le tasse e quindi coloro che dovrebbero tutelare.

A disposizione

paolofiore




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