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Il comitato l'Altra Europa con Tsipras: 'Il campo di sterminio di Gaza', mercoledì sit in in piazza

Palestina 3' di lettura 20/07/2014 - Basta con chi dà del terrorista a un’intera popolazione senza mai aver voluto ascoltare le voci di Gaza.


Basta con giornalisti che scrivono articoli comodamente seduti in casa o in qualche redazione. Basta con l’equidistanza a tutti i costi. Basta con le condanne bipartisan e con le parole misurate. Siamo all’ennesima crisi.

Una dopo l’altra si susseguono, devastanti, con l'unico risultato di sempre più dolore. Dal sequestro e l'assassinio di tre giovani coloni, vicenda ancora tutta da chiarire, il governo d’Israele non ha cercato di colpire i responsabili ma ha punito collettivamente una popolazione intera. Più di 500 arresti, compresi parlamentari, e restrizione generalizzata della libertà di movimento. Case demolite, infrastrutture, università e centri culturali distrutti e... morti. Soprattutto donne e bambini.

Così oggi Gaza è di nuovo sotto le bombe, e i palestinesi non possono neppure fuggire, chiusi dal cielo, da terra e da mare, terrorizzati, i bambini traumatizzati. Ancora vittime, ancora senza giustizia. I coloni ebrei hanno attaccato villaggi e greggi, incendiato alberi e colture e dato fuoco ad un giovane palestinese di 17 anni. In migliaia hanno marciato al grido «morte all’arabo» incitati da pii rabbini.
Media e stampa occidentali non raccontano lo squilibrio tra una forza occupante e una popolazione occupata, ma enfatizzano solo la paura israeliana dei razzi lanciati da Gaza. Il governo italiano parla di due popoli-due stati, ma intanto ha un solo trattato militare, che lo lega a Israele matite e penne per i palestinesi velivoli M-346 per lo stato ebraico.

Come ha scritto Gideon Levy, Israele non vuole la pace ed è per questo che continua a costruire muri, a chiudere i palestinesi nei ghetti, a rinchiudersi in ghetti. Senza un intervento internazionale che faccia pagare il prezzo al governo israeliano per le continue violazioni della legalità internazionale, dei diritti umani e per i crimini di guerra, non potrà mai esserci nessuna pace ma solo la lenta cancellazione e il dispossessamento del popolo palestinese in nome della Israele biblica.

In qualità di presidente della UE, l'Italia potrebbe intraprendere iniziative concrete, anche in ambito europeo, per costringere Israele al rispetto delle risoluzioni ONU, sempre disattese e a dar voce a quella parte della società israeliana laica e democratica, per quanto ancora esigua, che da anni si batte contro il muro, la colonizzazione strisciante e per il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.

Ci auguriamo che la Jesi democratica e solidale saprà farsi carico di tanta sofferenza e ingiustizia e confidiamo nelle forze politiche locali perché vogliano sollevare la questione in tutte le sedi istituzionali, compreso il Consiglio Comunale Cittadino.

MERCOLEDI’ 23 LUGLIO alle ore 18.00 in Piazza delle Repubblica a Jesi, il comitato Jesi e Vallesina L’Altra Europa con Tsipras organizza un sit-in di sensibilizzazione. Invitiamo tutti i cittadini a far sentire la propria voce.


da Comitato Altra Europa Con Tsipras
Jesi e Vallesina





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-07-2014 alle 21:40 sul giornale del 21 luglio 2014 - 1347 letture

In questo articolo si parla di attualità, jesi, guerra, Vallesina, palestina, israele, gaza, l'altra europa con Tsipras

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