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Castelplanio: analisi provano l'inquinamento del fosso di Piagge a maggio, denunciato jesino

3' di lettura 19/08/2014 - Nei giorni scorsi il personale del Comando Stazione Forestale di Jesi ha trasmesso alla Procura della Repubblica del capoluogo dorico i rapporti elaborati dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche – ARPAM sui campioni di acque, prelevati lo scorso mese di maggio, nel Fosso delle Piagge a Castelplanio, risultati inquinati dallo scarico di un’industria alimentare.


Tra gli esiti delle analisi figurano elevati valori di Escherichia coli, Azoto ammoniacale, Solidi sospesi, COD e BOD5 sia nei campioni di acqua del fosso prelevati a valle dello scarico, sia in quelli di acqua reflua prelevati nel pozzetto d’ispezione dell’impianto di lavorazione delle carni.

Le relative indagini erano partite da alcune segnalazioni di privati cittadini, pervenute sia al Comando Stazione forestale di Jesi (AN) che all’Amministrazione provinciale di Ancona, nelle quali si lamentava un odore nauseabondo proveniente dalle acque del Fosso delle Piagge, nel territorio di Castelplanio (AN), percepibile dalle 20,00 alle 21,00 circa dei giorni feriali.

I Forestali, insieme al personale della Provincia di Ancona dell’Unità Operativa Controlli Ambientali, hanno allora predisposto un programma di appostamenti per il campionamento simultaneo delle acque immediatamente a monte e a valle del tratto, lungo circa 250 metri, in cui il fosso scorre, intubato sottoterra, parallelamente allo stabilimento della Cooperativa agricola di lavorazione carni, in località “Borgo Loreto” di Castelplanio (AN).

In effetti, durante un sopralluogo di metà maggio, alle ore 19,40 le acque del fosso si sono presentate chiare ed inodori, mentre dopo circa un’ora l’acqua in alveo, nel punto a valle dell’intubamento, ha assunto una colorazione scura, iniziando ad emanare un odore sgradevole. Sono stati quindi prelevati dei campioni simultanei sia su detto punto sia sul punto a monte dove, viceversa, l’acqua è rimasta sempre chiara ed inodore fino al momento in cui è stato lasciato il fosso.

Lo stesso fatto si è poi verificato anche in altre date, in cui i controllori nei luoghi di scarico delle acque reflue hanno constatato il riverificarsi del medesimo fenomeno, effettuando ulteriori campionamenti, anche alla presenza della parte, all’interno dello stabilimento di lavorazione delle carni, soprattutto da una tubazione destinata ad immettere nel Fosso delle Piagge le sole acque meteoriche ma che, in quel momento, recapitava invece acque reflue industriali provenienti dal reparto “Appendimento” o anche “Sosta polli vivi”.

Pertanto, dopo aver effettuato delle verifiche sulle autorizzazioni allo scarico e sul sistema fognario aziendale, accertando una commistione di linee di allontanamento dei reflui tramite l’immissione di fluoresceina, ed aver effettuato scatti per i referti fotografici, il personale intervenuto ha denunciato il titolare della cooperativa agricola, P. G., cinquantanovenne di Jesi (AN), per scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione e danneggiamento di acque pubbliche, rimettendo un rapporto alla Procura della Repubblica di Ancona.

“I risultati delle analisi dei campioni delle acque, prelevati nel fosso delle Piagge” ha aggiunto il Comandante Provinciale del Corpo forestale dello Stato di Ancona, “hanno quindi confermato oggi l’ipotesi accusatoria di inquinamento, segnalata in precedenza alla Procura di Ancona”. Alla Procura della Repubblica di Ancona sono stati trasmessi anche un verbale di ispezione presso lo stabilimento di lavorazione carni ed un verbale amministrativo elevato per scarico di acque reflue industriali su acque superficiali con superamento dei limiti tabellari, previsto dal Decreto Ambientale del 2006.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it







Questo è un articolo pubblicato il 19-08-2014 alle 14:09 sul giornale del 20 agosto 2014 - 2182 letture

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