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Premio Vallesina, Cascia replica alla presidente dello IOM Quaglieri

Premio Vallesina 2' di lettura 25/08/2014 - Sono Franco Cascia, componente dei revisori dei conti del Premio Vallesina. Sapevo che il Premio era nato da una idea del giornalista jesino Nicola Di Francesco, attuata dagli allora sindaci di Monsano e Maiolati Sandro Sbarbati e Sergio Cascia ed alla quale aderirono diversi sindaci della media Vallesina.


Prendo atto che senza la Signora Quaglieri il Premio non sarebbe nato. Mi rallegro con lei, perché è stata levatrice di un progetto veramente geniale e interessante. Infatti ogni due anni organizza una serata di grande valore culturale e spettacolare per premiare le eccellenze sparse nel mondo, ma nate a Jesi o in località della Vallesina. Inoltre (forse è la cosa più rilevante) destina tutti i consistenti proventi derivanti dalla vendita dei biglietti in beneficienza.

Nelle prime due serate, (come ci ha detto la Signora) allo IOM per un totale di €. 47.000 (25.000 + 22.000 fanno 47.000), e nelle edizioni successive ad altre istituzioni veramente meritevoli, ideate nel mondo da grandi personalità partite dalla Vallesina. (La scuola Magnificat di Gerusalemme di Padre Armando Pierucci, la missione in Brasile di don Luigi Carrescia ed altre). Ciò è rilevante, perché molte volte le offerte raccolte in beneficienza si perdono in molti rivoli prima di giungere a destinazione. Esempio classico la iniziativa della RAI “Un mattone per Assisi” dopo il devastante terremoto.

Inoltre voglio informare la Signora Quaglieri che dal Premio Vallesina sono spuntati due germogli altrettanto interessanti e di notevole rilievo:

“L’Orchestra Giovanile per la Pace” composta da giovani musicisti un terzo dei quali allievi del Magnificat di Gerusalemme, un terzo del Conservatorio Musicale di Sarajevo e un terzo da studenti jesini e anconetani. Tutti magistralmente preparati e diretti dal Maestro Stefano Campolucci. Dove si esibiscono riscuotono enorme successo e grandi apprezzamenti. Ultimamente dalle folle che avevano gremito la basilica superiore di Assisi e il duomo di Fabriano, due chiese di ampie dimensioni. Si tratta infatti di uno degli spettacoli culturali di maggior rilievo attuati nelle Marche.

Il progetto “Solidarietà” che ha messo in atto lo slogan finora solo allo studio da parte di tanti: “Spreco Zero”. Infatti vengono già raccolti latte, pane, frutta e distribuiti dai Banchi Alimentati e dalle Caritas operanti nella media vallesina.


da Franco Cascia
revisore dei Conti Premio Vallesina





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-08-2014 alle 23:59 sul giornale del 26 agosto 2014 - 2183 letture

In questo articolo si parla di attualità, Premio Vallesina, revisore dei conti, franco cascia

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