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Calcio: 'Tutte le stelle della Champions', dal Vangelo secondo Guardiola

4' di lettura 23/10/2014 - Ridimensionati, ecco come usciamo dalla due giorni di Champions. Siamo diventati i provinciali d’Europa? Juventus Roma è terminata troppo a ridosso dell’inizio della due giorni europea, con un Rudi Garcia improvvisato fotografo in conferenza stampa che per la prima volta ci è parso un po’ supponente.

Forse anche la Roma ha avuto lo stesso atteggiamento del suo allenatore in campo, dopo il perfetto cammino in campionato e l’eccellente avvio nel girone Champions, Totti e compagni hanno creduto di poter giocare alla pari e a viso aperto contro la corazzata tedesca. Risultato impietoso. La differenza tra le due squadre è sembrata abissale, certo, una serata nel quale tutto è andato storto agli uomini di Garcia, ma la cosa che ci fa più riflettere è che dopo lo svantaggio, i giallorossi si sono liquefatti ed hanno lasciato che il divino Robben e compagnia disintegrassero tutte le certezze costruite in quindici mesi di lavoro. Un BlackOut quasi inspiegabile, tutti pensavamo che il divario tra le big d’Europa e la Roma fosse più sottile e per quanto dolci siano state le parole di Pep Guardiola a fine gara, sia mentalmente che tecnicamente abbiamo visto un abisso tra le due realtà. Tra due settimane, la possibilità di lavare questa macchia in terra tedesca, si consiglia vivamente un atteggiamento più prudente, il lavoro fatto da mister Garcia fin qui non si discute (conferenza stampa di lunedì a parte), ci auguriamo solo che sia stato ‘un brutto sogno di una notte di mezzo ottobre’.

La Juventus di Allegri, almeno per ora ricorda tanto, troppo quella di Conte, imbattibile in campionato, dove domina regolarmente e timida in Europa. In Grecia subisce la veemenza dell’Olympiacos e resta a subire nell’angolo per tutto il primo tempo, rischiando più di prendere il raddoppio che di pareggiare il match. Nella ripresa per fortuna, segnali di vita: la squadra di Allegri inizia ad imporre il proprio gioco e, ad essere sinceri, è colpa soltanto di Roberto (il portiere di casa invulnerabile per una notte) se Morata Vidal e Tevez non trovano il pari. Fatto sta che in tre gare nel girone,la Vecchia Signora è uscita sconfitta due volte, la qualificazione è ancora apertissima ma quale Juve cercherà di raggiungerla?quella del primo tempo o quella della ripresa?

Uscendo dal ‘recinto di casa nostra' da evidenziare il super Real di Cristiano Ronaldo che passeggia sui resti europei di Gerrard e Balotelli, profanando l’Anfield con facilità disarmante, il Barça di Messi e Neymar, che sembrano diventati l’uno complementare all’altro e che stanno aspettando Suarez per aggiungere cattiveria agonistica ad un tridente che a pensarci fa già paura. Note italaine positive le reti di Cerci e di Donati che assieme ad Ancelotti, al contrario di Prandelli e Balotelli tengono alto il nostro nome all'estero. Soddisfazione personale? La vittoria del Ludogorets Razgrad, che nel proprio girone ora precede addirittura il Liverpool per differenza gol.Evviva!!!!

La stella delle stelle: Pep Guardiola
‘Se non puoi battere i tuoi nemici, diventane il capo’(La leggenda di Bagger Vance). Guardiola ha fatto proprio così, dopo la lezione inflitta dal Bayern Monaco nel 2013 al Barcellona di Tito Villanova, sette gol subiti a zero (nel doppio confronto in semifinale di Champions) che ha di fatto sancito la fine del Pep style in Catalogna, ha deciso di provare ad esportare la sua filosofia di calcio nella squadra più forte del mondo. Pep per il suo nuovo abito tedesco ha ereditato una stoffa pregiatissima creata, dal troppo spesso dimenticato Jupp Heynckes e sta provando a migliorare quel prodotto calcistico teutonico che sembra già irraggiungibile per molti; lo scorso anno il gioco non è riuscito, l’abito è stato stracciato sul più bello dal solito Ronaldo. Questa stagione potrebbe essere quella giusta per salire un altro gradino ed andarsi a prendere quella visione di calcio che soltanto Lui ha nella testa, il coach spagnolo è anche saggio, è consapevole che la Storia si fa a maggio e vuole continuare a navigare a fari spenti, malgrado i sette gol capitolini. Umiltà e consapevolezza, Guardiola è sempre una pubblicità grandiosa per questo sport.


di Marco Strappini
redazione@viverejesi.it

 







Questo è un articolo pubblicato il 23-10-2014 alle 09:55 sul giornale del 24 ottobre 2014 - 1336 letture

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