RSA anziani, Gruppo solidarietà: 'Attivi il 50% dei già scarsissimi posti e previsione di esternalizzazioni. I silenzi ASUR a conferma'

anziani 02/12/2014 - Il modo migliore per risparmiare è la riduzione dei servizi, in particolare quelli territoriali, rispetto ai quali la debolezza degli utenti e lo scarso interesse delle istituzioni locali permette ampissimi spazi di manovra a Regione e Asur.


Tanto più se per anni le uniche vere attenzioni territoriali si sono concentrate sul problema del doppio/nuovo ospedale (sul quale, lo ricordiamo ancora una volta, sono stati dirottati i fondi previsti per la creazione di posti di RSA al vecchio Murri). Ne è una plastica fotografia la situazione dell’offerta di residenze sanitarie assistenziali per anziani nel territorio dell’ex Zona 5 di Jesi.

Dunque, dei già scarsissimi posti previsti (60), ne sono attivi poco più di 30. La RSA di Montecarotto è chiusa da 3 anni e mezzo, nonostante i lavori siano durati circa 10 mesi e siano ultimati da moltissimo tempo; quella di Cupramontana lavora da anni a regime ridotto ed è ferma da tantissimo tempo a 14 posti (invece di 20).

Un risparmio per ASUR che si può ipotizzare (per le due strutture) in circa 1,4 milioni di euro anno. Moltiplicando per gli anni di chiusura/riduzione, ognuno può fare i conti, di quanto questo territorio abbia pagato in termini di mancati servizi e quanto Regione ed ASUR abbiano invece recuperato in termini di riduzione della spesa.

Sollecitati di una parola chiara e definitiva su tempi di riapertura, attivazione dei posti e con quale modalità, l’ASUR Area Vasta 2 non risponde. Un silenzio che ha il sapore della conferma.

Prende sempre più corpo l’ipotesi di riapertura della RSA Montecarotto con appalto esterno e acquisto di prestazioni con l’unico obiettivo di risparmiare qualche briciola. Se questo può avere incidenza sulla qualità dei servizio non sembra interessare.

Interventi, evidentemente considerati né importanti, né significativi. Anche perché l’operato, cui corrisponde anche incentivo economico, dei direttori/dirigenti non si valuta sulla qualità dei servizi, ma su quanto sono capaci di risparmiare.

Dunque l’ASUR Area Vasta 2 esca dall’imbarazzante silenzio, non continui a nascondersi, si assuma le responsabilità che le competono e dica chiaramente cosa intende fare. I Comuni del territorio aiutino questo processo di chiarezza e facciano sentire veramente, la loro voce, a tutela dei bisogni della popolazione anziane e della qualità dei servizi.

L’ospedale è importante, ma non è tutto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2014 alle 12:16 sul giornale del 03 dicembre 2014 - 949 letture

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