Tre donne per tre storie d'amore: Les Contes D'Hoffmann chiude la 47esima stagione lirica al teatro Pergolesi

2' di lettura 02/12/2014 - Tre donne, tre storie d'amore impossibile in cui romanticismo si fonde con la dimensione fantastica e il gusto "nero" del romanzo gotico: "Les Contes D'Hoffmann" è un'opera elaborata, più volte rivisitata che il regista Frédédic Roels ci propone in una versione ricca nella trama e sfarzosa nella scelta di scenografia e costumi.


Il protagonista della storia è Hoffmann, un poeta alla ricerca costante della donna perfetta, a lui Hoffenbach affida il ruolo di cantastorie, rendendolo una sorta di narratore onniscente, visionario e manipolatore ma al tempo stesso ingenuo e vittima degli intrecci che si susseguono.

I racconti di Hoffmann altro non sono che la narrazione di tre sfortunate storie d'amore che il poeta asserisce di aver vissuto ma che appaiono più sospese tra fantasia e dimensione onirica: l'automa Olympia, la demoniaca Giulietta e la sventurata cantante Antonia; nessuna delle tre in grado di soddisfare la ricerca dell'amore perfetto, amore che Hoffmann riverserà alla fine nella sua arte, la poesia.
Frédédic Roels rimane fedele alla tradizione offrendoci uno storia che gioca costantemente sull'illusione; la dimensione fantastica si ritrova in ogni aspetto, dalla presentazione dei personaggi in abiti buffi, all'ambientazione surreale resa ancor più favolosa dalla scelta di particolari oggetti di scena quali sfere luminose, maschere, bicchieri fumanti, pannelli specchiati che muovendosi moltiplicano la scena, rendendo il palco un enorme caleidoscopio.

Sulla scia di questa dimensione fiabesca, ci viene presentato uno Spalanzani-scienziato pazzo, con buffi capelli bianchi scarmigliati (interpretato da Stefano Consolini), l'inventore Coppélius vestito di rosso con in testa occhialoni da aviatore dorati (Abramo Rosalen); l'automa Olympia (Bianca Tognocchi) in lungo abito viola da bambola sembra uscire da una scatola dei giocattoli. Giulietta (Maria Mudryak) ci appare ricca e splendente in elegante abito grigio mentre l'applauditissima sventurata Antonia (Larissa Alice Wissel) recita scalza e pallida ad accentuare la sua infelice condizione di cantante orfana della madre (Nadija Petrenko).
Sulla scena ancora il protagonista Hoffmann è impersonato da Michael Spadacini, eccellente nel canto e nelle parti declamate, divertente con la "canzone di Kleinzach", intonata nel primo atto. Il ruolo dell'amico Nicklausse è affidato ad Alessia Nadin mentre Crespel, Andrès ed Hermann sono rispettivamente: Mariano Buccino, Matteo Falcier e Vincenzo Nizzardo.

Forte ed efficace il ruolo del Coro del Circuito Lirico Lombardo, guidato dal Maestro Diego Maccagnola, incisivo nelle scene "pubblche" e coordinato nella recitazione.

L'Orchestra che più di tutto ha fatto sì che l'incanto si compiesse è I Pomeriggi musicali di Milano è diretta dal Maestro Christian Capocaccia, raffinata nell'esecuzione della bellissima "Scintille, diamant" e nella celebre Barcarolle "Belle nuit, o nuit d'amour". https://www.youtube.com/watch?v=g7czptgEvvU








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2014 alle 18:20 sul giornale del 03 dicembre 2014 - 2241 letture

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